Alla conquista dell'Italian luxury real estate

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Avatar di Marcella Persola 15 Giugno 2008 | 10:59
Dopo aver presidiato il mercato commerciale nel 2002, Savills ha deciso di importare in Italia il modello anglosassone che la contraddistingue nel Regno Unito. Perché in Italia la vera consulenza sul lusso è carente.

Il mercato residenziale italiano di lusso fa gola agli stranieri. Soprattutto agli anglosassoni. Infatti Savills, già operativa in Italia nel segmento commerciale, ha deciso di aprire un dipartimento focalizzato proprio sul lusso made in Italy con Eleonora Bertorelli (nella foto), che è stata chiamata alla guida di Savills Residential Italy e che afferma: «Savills soddisferà le esigenze dei clienti offrendo un servizio di elevato standard professionale raggiungibile grazie ad un importante brand e ad una società con un network internazionale».

BFC: Come mai avete deciso di aprire un dipartimento residenziale in Italia e soprattutto in questo momento di mercato?
Bertorelli: Savills è un marchio storico nel settore residenziale. E’ stata fondata nel 1855 ed è quotata alla Borsa di Londra. Abbiamo deciso di offrire anche in Italia, in maniera strutturata, la consulenza nel settore degli immobili di pregio. Riteniamo che l’Italia avesse bisogno dello stile che caratterizza Savills, ossia sinonimo di immobili di prestigio e di alta rappresentanza. Speriamo che in Italia si possa replicare il successo che Savills ha ottenuto nel Regno Unito dove è la prima società di consulenza per transazioni effettuate in questo segmento. Devo dire che io stessa quando sono stata chiamata da Savills per il progetto sull’Italia, mi sono informata su quelle che sono le caratteristiche che li contraddistinguono rispetto ai competitor e ho scoperto che il 90% delle persone che opera in tale segmento vorrebbe far parte di Savills. Questo perché in questa struttura è forte il senso di appartenenza. Noi cerchiamo di fornire una consulenza diversa che si differenza proprio dall’impostazione. Devo dire che nel momento in cui ho iniziato a studiare il progetto ho iniziato ad analizzare il mercato italiano e mi sono resa conto che c’è un vuoto in ambito consulenziale. Con questo non voglio dire che non ci sono dei buoni consulenti, ma che è difficile trovare delle società strutturate. Poche società riescono infatti a garantire il cross-marketing di Savills che dispone di 200 uffici in tutto il mondo e che garantisce un network veramente molto ampio. Quindi abbiamo deciso di colmare questo vuoto e promuovere un modo nuovo di fare consulenza.
Inoltre la tradizione culturale e artistica italiana, la strategica posizione geografica e la mancanza di un interlocutore internazionale specializzato ci hanno spinto a porci come trait d’union tra le esigenze locali e un mercato che va sempre più globalizzandosi.

BFC: Come opererete sul mercato italiano?
Bertorelli: Anche in Italia, come tradizionalmente nel Regno Unito, è stata aperta una filiale diretta, a Milano per preservare lo stile di lavoro e lo standard qualitativo dei servizi Savills. La società era già presente in Italia con la divisione commercial dal 2002, ma per il settore residenziale ha costruito uno staff di altissimo livello che oggi è composto da cinque persone ma che a breve si svilupperà ulteriormente.
Siamo operativi a Milano e pensiamo di focalizzarci sulla realtà meneghina, anche se nel medio-periodo siamo interessati ad estendere la nostra rete con una l’apertura di altri uffici. Uno sarà sicuramente localizzato a Roma. Oggi inoltre operiamo sulle piazze di Firenze e Venezia con dei nostri referenti, ma sicuramente l’intento è quello di essere presenti nelle prime location. Nel 2008 le energie saranno concentrate soprattutto sulla piazza di Milano, la città italiana che si sta più internazionalizzando nello stile dell’abitare, e che mostra una particolare sensibilità e disponibilità ai servizi di alto livello. Inoltre Milano negli ultimi 20 anni ha subìto una metamorfosi profonda e oggi è protagonista di nuovi progetti che ne cambieranno nuovamente il volto. Anche se resta una città molto piccola, dove tutto si svolge all’interno dei Bastioni. Vede l’Italia non ha ancora vissuto quello che all’estero è già avvenuto. L’Italia è un mercato ancora poco strutturato, fino a poco tempo fa ancora poco regolamentato e soltanto di recente più trasparente. Si è sempre caratterizzato per una certa nebulosità.


BFC:Ma lo scenario di mercato che avete studiato si presenta favorevole?
Bertorelli: Lo scenario in cui Savills Residential Italy si inserisce è favorevole. Secondo le ultime ricerche, infatti, nel 2007 hanno sofferto quasi esclusivamente le transazioni di immobili di livello medio e medio-basso, e lo stesso andamento è previsto per il 2008, mentre è risultato in crescita il settore degli immobili di pregio. Rivolgendosi per vocazione a un target alto Savills confida in ottimi risultati già nel 2008.

BFC: Che obiettivi numerici vi siete posti?
Bertorelli: Al momento preferiamo non diffondere i nostri dati numerici. La nostra intenzione è quella di chiudere il primo anno di start-up in utile e devo dire che i presupposti ci sono tutti. Infatti nel momento in cui abbiamo comunicato che saremmo arrivati in Italia abbiamo già ricevuto molte richieste da parte di clienti, come investitori istituzionali, fondi immobiliari di primaria importanza, sia italiani, con i quali abbiamo ormai rapporti consolidati, sia esteri che vogliono fare acquisizioni in Italia.

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su REALTY di giugno

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