La risorsa del real estate europeo arriva dall'Est

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Avatar di Marcella Persola 16 Giugno 2008 | 14:00
Cala il volume delle transazioni del mercato immobiliare europeo. Il Regno Unito resta al timone, perché seppure i volumi siano diminuiti, resta il più grande mercato globale. Anche se avanzano nuovi pretendenti. Che neanche a dirlo arrivano da est.

Un affondo delle vendite immobiliari in America e un lento declino degli affari in Europa sono le cause del collasso delle transazioni globali relative al primo quadrimestre 2008, che hanno ceduto complessivamente il 46%. Gli investimenti continuano a crescere in Asia e negli altri mercati emergenti, anche se il credit crunch e l’incertezza economica inizia ad avere degli impatti anche su questi mercati.

Nel mese di aprile, secondo quanto riportato dal Global Trend di [s]Real Capital Analytics[/s], i dati preliminari dimostrano che l’ Asia ha iniziato a mostrare qualche segno di cedimento e che l’affosso delle vendite in Usa e in Europa è diventato sempre più preoccupante.

In Europa (vedi grafico a fianco), in particolare, il declino nel volume delle transazioni ha riguardato tutti i segmenti e molte delle principali città.  In dettaglio comparando i primi 4 mesi del 2008 con quelli del 2007 si evince che il numero di deal sopra il miliardo è calato da 13 a 5 operazioni, mentre l’attività dei portafogli ha subito un calo del 63% e anche l’entità dei deal si è ridotta notevolmente dell’89%.

In particolare le transazioni nel segmento retail e in quello degli hotel hanno subito un arresto intorno al 60%. Mentre le vendite di uffici, l’attività maggiormente redditizia del settore, è diminuita del 48%, infine la vendita di siti industriali e di appartamenti è affondata rispettivamente del 41% e del 55%.

Malgrado il rallentamento nel 2008 il Regno Unito rimane il più grande mercato in termini di volumi, sebbene il volume globale delle transazioni sia sceso del 61%. Germania, Svezia, Belgio, Danimarca e Irlanda hanno avuto un declino simile a quello UK mentre in Francia, Russia e Polonia le vendite sono calate solo del 40% rispetto al 50% dello scorso anno. Meglio per Finlandia, Olanda e Italia dove il volume delle vendite è calato solo del 15% e molto meno in Spagna, Turchia, Romania e Bulgaria che sono state le uniche regioni in Europa con segno positivo nel volume delle transazioni.

Diversi mercati emergenti hanno avuto un guadagno significativo. Le transazioni nel segmento degli uffici sono cresciute in Polonia e in Bulgaria rispettivamente del 39% e del 198%. A conferma che i mercati del futuro sono proprio situati ad est.

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