Comuni & Derivati: ecco la prima Class Action dell'anno

A
A
A
Avatar di Marco Mairate 19 Giugno 2008 | 10:00
Nella serata di ieri, il Ministro del Lavoro Renato Brunetta, davanti alle telecamere di Matrix, ha detto che il Governo ha approvato un emendamento che prevede l’ammissione di una nuova (per l’Italia) formula di causa collettiva, la cosiddetta Class Action. Con questo strumento i cittadini, secondo il Ministro, potranno intentare causa contro tutti quei dipenditi pubblici, direttori di unità sanitarie locali, magistrati, ministri che si dimostreranno incapaci o ancora peggio responsabili di truffe ai danni dello stato o dei cittadini. Prevista solo la cacciata, non rimborsi economici

Oggi sul Corriere della Sera arriva la prima imbeccata alla Class Action pubblicizzata da Brunetta: Davide Corritore (nella foto) 48 anni, milanese doc, banchiere, ex amministratore delegato di Swg ed esponente del Partito Democratico, ha infatti presentato un esposto insieme a Fabrizio Spirolazzi su quello che potrebbe diventare il caso finanziario dell’anno e la prima Class Action del nuovo Governo Berlusconi.
 

Secondo quanto riportato nell’esposto, quattro banche  di standing internazionale (Deutsche Bank, JP Morgan, Depfa Bank, UBS) sarebbero al centro di uno scandalo finanziario che nel biennio 2005 – 2007 avrebbe fruttato alle banche commissioni miliardarie e al Comune di Milano un buco da più di 300 milioni di euro.

Il meccanismo è quello già descritto brillantemente nella trasmissione Report dei mesi scorsi. Il Comune necessita di soldi per fare fronte alle spese correnti e la banca di turno si fa avanti ‘offrendo’ denaro fresco attraverso i derivati Swap (una tipologia di prodotto finanziario che negli ultimi anni molte banche hanno rifilato ad ignari clienti con metodi “poco trasparenti” e che sta strozzando 30mila piccole e medie aziende, insieme ad oltre 900 fra Comuni, Regioni ed enti pubblici).
 

Sorvolando la rischiosità e la bassissima trasparenza di questi prodotti, il Comune riceve il suo finanziamento e la banca laute commissioni. Il meccanismo deve essere piaciuto particolarmente all’ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini, che durante il suo mandato sottoscrisse diversi di questi contratti (a onor del vero tre dalla giunta Albertini e tre da quella Moratti) con altrettante operazioni di rinegoziazione.

Risultato: il Comune di Milano potrebbe aver raggiunto una minusvalenza teorica non lontana dai 300 milioni di euro (ma è un dato non ufficiale), su un nozionale di 1,7 miliardi.

Secondo l’esposto, proprio questo continuo ‘movimento di denaro e contratti’ potrebbe avere portato nelle casse delle banche sotto accusa qualcosa come 73 milioni di euro di commissioni ‘occulte’.

Ora i legali italiani e stranieri (sollecitati dal Pd) vorrebbero impugnare tutti i contratti di questo tipo firmati in Italia e nel Regno Unito gettando le basi per un polverone di dimensioni colossali.
 

Servita la prima ‘colossale’ Class Action dell’anno.
 

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

NEWSLETTER
Iscriviti
X