Mutui: trasloco a ostacoli

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di Redazione 19 Giugno 2008 | 10:30
Dire addio a un mutuo troppo pesante è sempre più difficile. Nonostante l’introduzione della legge Bersani sulla portabilità dei mutui, solo lo 0,09% dei consumatori ha approfittato della liberalizzazione. Dietro a questo “fallimento”, secondo alcuni ci sarebbero state le banche che avrebbero fatto di tutto per non permettere ai propri clienti di cambiare istituto. E per risolvere la situazione Abi e Governo hanno siglato un accordo.
La portabilità mutui è sempre più un miraggio.

Un recente rapporto redatto dal Consiglio Nazionale del Notariato, ha mostrato che da marzo sono state registrate appena 2.624 surroghe dell’ipoteca, a fronte di 18.345 sostituzioni segnalate. Ciò significa che nei primi tre mesi dell’anno, solo lo 0,09% dei consumatori ha approfittato della liberalizzazione introdotta dalla Legge Bersani e portato, a costo zero, il mutuo in una banca diversa dalla propria.

 
Nell’analizzare questo dato particolare, molti operatori sostengono che al momento del trasferimento, i consumatori chiedono di aumentare l’ammontare del prestito e per questo non posso più eseguire la surroga gratuita, devendo così attivare a pagamento un mutuo di sostituzione.
 
Sotto accusa sono finite le banche, colpevoli di opporre una certa resistenza burocratica nello scambio dell’informazioni necessarie per il trasferimento tra un istituto e un altro nel periodo di tempo stabilito dall’Abi. Motivo? La paura di perdere il cliente, poiché al mutuo sono legati conto corrente, carta di credito e/o deposito titoli.
 
A ciò si aggiunge l’ostacolo, denunciato dall’Isvap, delle polizze che gravano sui mutui, con accordi tra compagnie e istituti troppo onerosi da sciogliere per i clienti.
 
In soccorso dei consumatori sono accorsi Governo e Abi, sottoscrivendo un accordo, che scatterà a gennaio 2009 e che prevede di ridurre le rate nel breve periodo allungando la durata del contratto.

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