Lapo contro tutti: "Viva il Made in Italy"

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di Marco Mairate 20 Giugno 2008 | 14:00
E’ polemica. Lapo Elkann, erede di stile del nonno Giovanni Agnelli, si è fatto dei nuovi ‘amici’ nel mondo della moda, business che dal 2007 lo vede protagonista con il marchio Italian Indipendent. In occasione di Pitti Uomo, fiera della moda maschile che si svolge in questi giorni a Firenze, l’eccentrico rampollo della dinastia Fiat ha lanciato dure parole contro il patron della Tod’s, Diego Della Valle, e verso Ballantyne, marchio gestito da Matteo Montezemolo.

I miei prodotti sono artigianali, naturali e onesti in termini di qualità ha spiegato Lapo Elkann  seduto su una balla di fieno, mentre la sorellina Ginevra si occupava di fare public relations.
Lapo Elkann al Pitti Uomo di Firenze
Ma ancora “a differenza di altri marchi che fanno tutto all’estero. Le scarpe che porto (mocassini color argento e piombo metallico, con suola con gommini e bandiera tricolore come logo su un lato) sono artigianali, fatte da Arfango, azienda toscana. Io posso permettermi, a differenza di Tod’s, di metterci sopra la bandiera italiana, perché faccio tutto in Italia. Il mio doppio petto è un capo formale, ma in felpa colorata naturalmente con enzimi di frutta e verdura (italiana)” commenta il giovane designer.

La frecciata è ovvia, il tanto sbandierato made in italy (difeso a spada tratta dagli imprenditori italiani del lusso) in verità spesso trova la sua ‘forza competitiva’ nelle abili mani di giovani lavoratori cinesi per non dire di nuove frontiere del lavoro low cost come Taiwan o Vietnam.

Proprio l’azienda marchigiana, secondo quanto raccontato dalla trasmissione Report, farebbe già produrre alcuni modelli Hogan presso una fabbrica di Foshan nella provincia del Guandong.

“Per noi conta, come disse Yves Saint Laurent, lo stile dell’anima e poi quello del prodotto, senza ipocrisia. Io sono orgoglioso di aver unito al mio marchio il nome dell’Italia. Sono orgoglioso di esserlo. Noi italiani dobbiamo capire chela nostra forza è produrre il bello e credo che i giovani possano vincere sul mercato globale” aggiunge Lapo.

Non solo  Tod’s. Il più biondo di Italia ha parole gentili anche per Ballantyne e Fiat.

“Io non mi nascondo, come altri imprenditori. Né millanto. Inutile parlare di fenomeni che non esistono come Ballantyne. Mentre non si ha il coraggio di dare spazio ai talenti, veri. Un esempio? Io preferisco lavorare con Giugiaro che con la Fiat”.

Matteo di Montezemolo, CEO del gruppo Poltrona Frau Nel primo caso il marchio è stato acquisito nel 2004 da Charme Investments in partnership con il Cav.Lav. Alfredo Vanessa (l’imprenditore che ha creato e gestito per più di venti anni Malo); Charme a sua volta  è la società di investimento creata da Luca Cordero di Montezemolo insieme al figlio Matteo (nella foto).

Per quanto riguarda Fiat, il rapporto tra Lapo e il gruppo di famiglia non sono mai stati idilliaci soprattutto dopo il triste episodio di droga del 2005  che quasi costò la vita a Elkan.

Forza Lapo.

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