Ritorna la sindrome di Bear Stearns

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di Redazione 23 Giugno 2008 | 08:15
Venerdì di vendite sui listini finanziari mondiali, la giornata delle Triple Witches non ha portato bene ai mercati, che hanno lasciato sul terreno oltre il -1%, nel vecchio continente l’EuroStoxx ha chiuso con un segno negativo -1,72%, peggio però è andata all’america che vede l’indice S&P 500 chiudere la seduta con una performance del -1,85%. Listini spinti a ribasso dalle forti vendite, provocate da un incremento del prezzo dei futures sul petrolio e soprattutto da possibili nuove svalutazioni da parte di alcune grosse banche d’affari americane.

L’indice guida del risparmio gestito, il BlueIndex, ha chiuso la seduta di venerdì 20 giugno in terreno negativo, perdendo il -2,5%, peggio quindi degli altri listini, chiaro segno che le vendite sui mercati azionari sono ricadute soprattutto sui titoli finanziari, penalizzati già nelle aperture dalle notizie di Citigroup e Merrill Lynch, che secondo le stime degli analisti dovrebbero subire ulteriori svalutazioni.

L’incubo Bear Sterns (nella foto l’ex Ceo del gruppo, Jimmy Cayne, grande appassionato di golf) riappare spingendo così gli investitori a chiudere le posizioni long sui titoli del settore finanza, adottando per ora solo strategie di breve.

Ulteriore dato che a spinto a ribasso il mercato è il prezzo del futures sul petrolio, che ha chiuso venerdì a 134,86 dollari al barile. A spingere l’oro nero di nuovo a rialzo sono state le notizie preoccupanti che sono arrivate dal medio oriente, dove  l’esercito israeliano avrebbe eseguito esercitazioni militari in previsione di una proiezione offensiva su alcuni siti nucleari iraniani.

Ulteriore notizie macro arrivano dalla BCE, che attraverso  il suo capo economista, Juergen Stark, fa sapere che una nuova impennata dell’inflazione renderebbe necessario esaminare l’attuale livello dei tassi di interesse, confermando cosi le ultime notizie che vedevano nel mese di luglio un possibile rialzo del costo del denaro nell’area euro. Un venerdì nero per il mercato, con gli investitori in allerta e preoccupati di trovarsi di nuovo a che fare con una nuova Bear Stearns.

Tra i titoli in evidenza Barclays che perde il -5,12% e Fortis che chiude a -5,06%, male anche l’italiana Mediolanum che registra un -4,42%.

Societa’ Listino di Riferimento Prezzo Valuta Var%
Allianz Deutsche borse (xetra) 116,49 EUR -1,18%
American Express Nyse 41,18 USD -3,40%
Anima Borsa Italiana 1,776 EUR +0,11%
Axa Euronext 20,615 USD -1,74%
Azimut Borsa Italiana 5,825 EUR -2,3%
Banca Generali Borsa Italiana 5,22 EUR +0,12%
Bank of NY Mellon Nyse 40,53 USD -0,51%
Barclays Lse 24,26 USD -5,12%
BlackRock Nyse 197 USD -4,38%
BNP BNP 59,31 EUR -1,58%
Citigroup Inc Nyse 19,3 USD -4,31%
Credit Agricole Euronext 13,38 EUR +1,51%
Credit Suisse Group Swiss Market Exchange 47,48 CHF -2,3%
Deutsche Bank Deutsche borse (xetra) 58,31 EUR -3,77%
Dexia Euronext 11,99 EUR -3,15%
Fortis Euronext 12,19 EUR -5,06%
FT Inv. Nyse 100,42 USD -3,47%
Goldman Sachs Nyse 183,77 USD -1,69%
Henderson Lse 112,25 GBp -1,96%
HSBC Investments Lse 797,75 GBp -0,77%
ING Euronext 21,445 EUR -2,30%
IntesaSanpaolo Borsa Italiana 3,6275 EUR -1,64%
Invesco Nyse 26,02 USD -1,51%
Janus Capital Group Nyse 29,88 USD -2,51%
Jp Morgan Nyse 37,86 USD -2,04%
Julius Baer Swiss Market Exchange 75,3 CHF -0,92%
Legg Mason Nyse 50,65 USD -1,45%
Man Group Lse 620 GBp +0,32%
Mediobanca Borsa Italiana 10,67 EUR -1,54%
Mediolanum Borsa Italiana 2,8625 EUR -4,42%
Morgan Stanley Nyse 38,68 USD -3,75%
Montepaschi Siena Borsa Italiana 1,713 EUR -2,67%
Natixis Euronext 8,15 EUR -1,45%
Nordea bank Omxnordicexchange 88,5 SEK -1,33%
Raiffeisen Wiener Borse 84,9 EUR -3,65%
Schroders Lse 940,5 GBp +0,85%
Skandia (Old Mutual) Lse 103,8 GBp -1,33%
State Street Nyse 67,74 USD -1,16%
Ubs Swiss Market Exchange 23,08 CHF -3,27%
Unicredit Borsa Italiana 4,0125 EUR -0,19%

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