L'esercito dei milionari

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di Marco Mairate 24 Giugno 2008 | 17:00
Il consueto appuntamento con la mappa della ricchezza mondiale vede il predominio (in termini di crescita percentuale) dei cosidetti BRIC (Brasile, Russia, India, Cina) sul resto del mondo. Il prezzo delle materie prime (petrolio in testa) unito al boom delle economie emergenti, sono stati stati i veri driver della produzione della ricchezza nel 2007. Europa e Stati Uniti cercano di arginare le perdite mantenendosi sui livelli del 2006 mentre l’Italia cresce ‘al ritmo incalzante’ del Pil nazionale (+1,1%).

Il  12° “World Weath Report 2008″  appuntamento organizzato da Merrill Lynch-Capgemini e presentato da Massimo Fortuzzi (Chief Operating Officer Merrill Lynch Global Private Client Italia) e Mauro Masciarelli (Vice President Financial Services Capgemini Italia) dimostra (se non fosse ancora chiaro) che le cosiddette economie emergenti continuano a crescere e con loro il numero di miliardari che in gergo tecnico prendono il nome di HNWI.

La popolazione mondiale dei HNWI

Anche quest’anno il numero e il patrimonio degli HNWI è aumentato anche se meno rispetto lo scorso anno. Ammonta così a 40,7 trilioni di dollari il patrimonio nelle mani di questa elite, cifra cresciuta del 9,4% rispetto il 2006 (quando però la crescita sul 2005 fu dell’11%)

Ma se cresce il patrimonio globale, cresce anche il numero di soggetti con una disponibilità finanziaria superiore a 1 milione di dollari. Salgono così a 10,1 milioni di unità gli HNWI di tutto il mondo rispetto i 9,5 milioni della rilevazione precedente.

Come investono gli HNWI

Quest’anno l’andamento negativo dei mercati finanziari ha influito non poco sulle scelte dei HNWI che hanno preferito operare scelte conservative per i propri investimenti.

Tra le novità più evidenti una contrazione degli investimenti verso il Real Estate, passato dal 24 all’14% sul totale degli investimenti. In questo caso il boom immobiliare delle scorse stagioni sembra ormai giunto al termine e gli investitori prendono profitto.

Migliora invece l’allocazione verso lidi sicuri quali il Cash (mercato monetario) e il reddito Fisso. Praticamente invariato il dato sugli investimenti alternativi (sceso al 9% dall’11% dell’anno precedente) e sul mercato Equity (stabile al 33%).

Anche qui i dati disaggregati per area geografica regalano alcune pillole sul profilo degli HNWI di tutto il mondo. Se infatti il mercato nordamericano continua ad essere la culla del mercato equity (la percentuale investita in questa asset class è del 43%) in Europa e e nell’area Asia Pacifico, le azioni pesano nei patrimoni solo per il 31 e 26 percento.

Fenomenale la preferenza degli investitori dell’area latino americana per il mercato del reddito fisso, dove la percentuale investita è del 39% sul patrimonio investito. Per fare un raffronto i bond pesano per il 19% nel mercato dell’area medio orientale e per il 21% in quella dell’area Asia Pacifico.

Conclude la carrellata la top ten dei paesi su cui investire.

Anche qui i cambiamenti rispetto il 2006 evidenziano il trend di mercato: stabili i mercati di Europa e Nord America (interessate rispettivamente dal 25 e 42% degli investimenti) mentre guadagnano posizioni l’America Latina e il Medio Oriente.

Italia sempre in fondo

Il nostro paese detiene un record certo: quello di essere cresciuto meno di tutti gli altri stati del mondo a livello di HNWI. Se infatti nel 2006 il numero dei ricconi era di 205.800 unità, dodici mesi dopo questa soglia è cresciuta dell’1,1% a 208.000 individui (l’aumento rilevato in Italia nelal scorsa edizione del WWR era stato del 3,8%.

Ovvio che sul nostro paese i freni sono stati superiori ai driver di crescita e anche per il futuro non ci si aspettano grandi sorprese.

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