La bolla scoppiata

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di Marco Mairate 25 Giugno 2008 | 10:12
Quattro anni andati in fumo. E’ questo il conto presentato dalla crisi del mercato immobiliare statunitense che con aprile vede il prezzo medio delle case tornare ai livelli dell’estate 2004. Lo scorso anno, infatti, il prezzo medio delle abitazioni è sceso del 15,3% secondo l’indice proprietario di Standard & pooor’s, Case-Shiller. Il saldo dal picco di due anni fa, invece, registra una flessione del mercato ancora più marcata, pari ad una crollo del 17,8%.

La salita e la discesa

Negli Stati Uniti i prezzi delle case tra il 2003 e il 2006 sono saliti del 52%. Il crollo che è seguito ha eroso i patrimoni degli americani che successivamente hanno visto ridurre notevolmente la loro capacità di finanziarsi utilizzando gli asset immobiliare come garanzia.

Risultato: oggi milioni di americani hanno debiti per un importo di molto superiore al valore delle loro case.


Las Vegas, Miami e Phoneix le peggiori
La famosa Strip di Las Vegas. Nel capitale del gioco i prezzi delle case sono scesi del 26,8%  in 12 mesi. (Fonte: S&P)

In un trend di mercato che colpisce tutte le maggiori città degli Stati Uniti (anche la Grande Mela perde terreno), la maglia nera dei prezzi la conquistano Las Vegas, Miami e Phoenix.

Il calo medio per questi enormi agglomerati urbani è stato del 25% nello scorso anno con punte del 26,8% per Las Vegas.

La città dell’azzardo nel passato quinquennio ha vissuto uno dei boom economici e immobiliari più incredibili e ora gli investitori della Strip e Miami Beach
devono fare i conti con la ‘sbornia’ immobiliare e incassare le perdite. 


Ancora più in basso

Nonostante le perdite già accumulate, il futuro del mercato immobiliare americano continua a presentare un quadro a tinte fosche.
Miami Beach. Gli immobili sulla spiaggia più famosa della costa Est sono scesi del 26,7% nei passati  dodici mesi
Secondo gli esperti, infatti,  il calo del mercato immobiliare a stelle e strisce non è ancora giunto al termine e i prezzi dovrebbero scendere ulteriormente entro i prossimi 12 mesi. “Stimiamo che l’indice Case-Shiller  possa scendere ancora di un 15-20% entro il 2009, il che significherebbe un calo dal top del mercato del 30-35%” ha commentato Michelle Meyer, economista per Lehman Brothers.


Un’altra fonte (The Office of Federal Housing Enterprise Oversight index) registra un calo più modesto del mercato immobiliare americano (-4,8%) ma in questo caso il problema è che l’indice è ristretto ai soli immobili acquistati con mutui ‘classici’ e quindi non tiene conto della forte speculazione che ha interessato i mercati più caldi, dove Mutui Subprime e Jumbo Loans hanno fornito il propellente per la bolla immobiliare.

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