PMI di Chicago, segnale di una possibile ripresa

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di Redazione 1 Luglio 2008 | 08:35
La seduta di lunedì 30 giugno chiude in modesta crescita per i listini mondiali, con l’Eurostoxx che guadagna lo 0,38% mentre l’america con l’S&P500 chiude la seduta a +0,13%. Nonostante il mese di giugno registra una delle peggiori performance degli ultimi tre anni, l’ultimo lunedì del mese ha registrato finalmente un segnale positivo. L’indice PMI di Chicago infatti ha riportato un risultato superiore alle attese: l’indice inoltre è essendo anticipatore di quello nazionale fa presagire ad una possibile ripresa economica americana.

Il BlueIndex, indice dei titoli del risparmio gestito chiude il lunedì con il segno rosso registrando un -0,73%, confermando il momento difficile del comparto finanziario.

Da inizio mese infatti il BlueIndex ha perso il -13%, scontando l’attuale crisi che sta colpendo il sistema bancario mondiale. Tra i titoli in evidenza ci sono Natixis, che a Parigi perde il -5,11% e MPS che invece a piazza affari guadagna oltre il +5%.

Sotto osservazione nella giornata di lunedì sono stati ancora una volta le commodity, con il greggio che ha per ora ha fermato la sua corsa. Il futures sul Brent ha chiuso la seduta a 139.83 dollari al barile, perdendo il -0,34%. Tuttavia i comportamenti dell’oro nero e delle altre risorse fanno pensare che il settore delle materie prime sia all’inizio di una nuova bolla speculativa.

Il dato di giornata che ha attirato l’attenzione del mercato è stato quello del PMI dell’area di Chicago, L’indice, che riporta l’andamento dell’economia locale di 200 aziende manifatturiere del distretto di Chicago, è salito a 49,6 punti a giugno dai 49,1 di maggio.

Dato questo superiore ai 48 punti stimati dagli analisti. Di per se l’indice è rappresenta solo il 10% dell’area america, tuttavia è considerato dal mercato un eccellente Leading indicator e quindi anticipatore, (assieme al Philadelphia Fed Index), dell’indice nazionale americano che verrà presentato a giorni.

La percezione attuale quindi è quella di un lieve miglioramento della situazione industriale americana, dove però la bolla speculativa sulle commodity e il sistema finanziario in crisi stanno rallentando la ripresa, con il rischio di veder svanire quello che molti consideravano come un soft landing.

Societa’ Listino di Riferimento Prezzo Valuta Var%
Allianz Deutsche borse (xetra) 111,81 EUR +0,57%
American Express Nyse 37,67 USD -0,97%
Anima Borsa Italiana 1,44 EUR -7,57%
Axa Euronext 18,86 USD -0,99%
Azimut Borsa Italiana 5,595 EUR +1,49%
Banca Generali Borsa Italiana 4,8125 EUR -1,79%
Bank of NY Mellon Nyse 37,83 USD -2,07%
Barclays Lse 23,15 USD -1,86%
BlackRock Nyse 177 USD -0,33%
BNP BNP 57,54 EUR -0,63%
Citigroup Inc Nyse 16,76 USD -2,84%
Credit Agricole Euronext 12,98 EUR -3,20%
Credit Suisse Group Swiss Market Exchange 46,9 CHF 0%
Deutsche Bank Deutsche borse (xetra) 54,43 EUR -1,05%
Dexia Euronext 10,15 EUR +0,69%
Fortis Euronext 10,16 EUR -4,33%
FT Inv. Nyse 91,65 USD -4,30%
Goldman Sachs Nyse 174,9 USD +0,19%
Henderson Lse 110 GBp +0,91%
HSBC Investments Lse 775,75 GBp -0,28%
ING Euronext 20,255 EUR -0,78%
IntesaSanpaolo Borsa Italiana 3,6275 EUR +0,21%
Invesco Nyse 23,98 USD -1,84%
Janus Capital Group Nyse 26,47 USD -2,21%
Jp Morgan Nyse 34,31 USD -2,11%
Julius Baer Swiss Market Exchange 69 CHF -1,43%
Legg Mason Nyse 43,57 USD -1,22%
Man Group Lse 624 GBp +2,12%
Mediobanca Borsa Italiana 10,8 EUR +1,89%
Mediolanum Borsa Italiana 2,6425 EUR -2,71%
Morgan Stanley Nyse 36,07 USD -1,74%
Montepaschi Siena Borsa Italiana 1,799 EUR +5,45%
Natixis Euronext 7,05 EUR -5,11%
Nordea bank Omxnordicexchange 83,1 SEK -0,47%
Raiffeisen Wiener Borse 81,17 EUR -1,01%
Schroders Lse 914 GBp -0,21%
Skandia (Old Mutual) Lse 92,8 GBp +1,64%
State Street Nyse 63,99 USD -0,03%
Ubs Swiss Market Exchange 21,44 CHF -4,29%
Unicredit Borsa Italiana 3,8875 EUR +0,27%

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