Tassi: gli analisti si attendono un rialzo di 25 bps

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di Redazione 2 Luglio 2008 | 09:18
Giornata di rialzi per le Borse euopee. Quello di oggi sembra molto un rimbalzo tecnico più che un’inversione di tendenza: in particolare gli operatori attendono con ansia la decisione della Bce in materia di tassi di interesse. Domani, infatti, la Banca Centrale dovrebbe molto probabilmente alzare i tassi di interesse di 25 bps. Questo per lo meno quello che pensano Laurent Bilke di Lehman Brothers e Stefan Isaacs, gestore del fondo M&G European Corporate Bond Fund.

Domani la BCE alzerà il tasso ufficiale di sconto di 25 punti base. Questo quanto emerge dai commenti di due analisti chiamati ad esprimersi sul tanto atteso incontro di domani.

Secondo un report pubblicato in mattinata da Lehman Brothers, domani il numero uno della BCE deciderà per un aumento del costo del denaro di 25 bps. Lo studio, condotto da Laurent Bilke di Lehman Brothers, riporta che  “il timore per un nuovo aumento dei tassi permarrà fino ad ottobre 2008 mentre si attende un’inversione di tendenza solo dal prossimo gennaio 2009”.

Bilke è convinto che la BCE alzerà i tassi di 25 punti base in ragione delle preoccupazioni sul fronte inflattivo.

Del medesimo avviso è Stefan Isaacs, gestore del fondo M&G European Corporate Bond Fund,

“Jean-Claude Trichet sta facendo fronte agli stessi problemi di Ben Bernanke negli States e di Mervyn King nel Regno Unito. La crescita economica è destinata a rallentare bruscamente e l’indebolimento della crescita porterebbe normalmente ad un abbassamento dei tassi di interesse. Tuttavia, la BCE ha le mani legate perché l’inflazione in Europa è balzata al 3,7% a maggio, il livello più alto da giugno 1992. I recenti commenti di Trichet suggeriscono che la BCE aumenterà I tassi di interesse per contenere l’inflazione.

Il mercato obbligazionario ha risposto prezzando almeno due aumenti dei tassi di interesse da qui ad un anno. Maggiori tassi di interesse aiuteranno ad abbassare l’inflazione nell’Eurozona ma allo stesso tempo i Paesi più deboli si troveranno sotto pressione.

Aggiungendo a questo il voto negativo dell’Irlanda al trattato di Lisbona e il fatto che il rischio di insolvenza in paesi come Italia, Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna sta iniziando ad avanzare di nuovo, è chiaro che alcuni grandi sfide si stanno affacciando per l’Europa.

Ritengo ancora fermamente che la crescita economica si indebolirà bruscamente e, come si aspetta il mercato, potrebbe essere esacerbata se la BCE aumenterà i tassi di interesse ancora due volte.

Questo causerebbe un inevitabile aumento dei casi di insolvenza per le obbligazioni corporate, poiché le aziende dovrebbero affrontare maggiore pressione sui capitali. Di conseguenza il mio posizionamento è difensivo, evitando i settori ciclici e le obbligazioni bancarie subordinate.”

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