Non può piovere per sempre

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di Redazione 3 Luglio 2008 | 07:05
“E’ molto triste vedere persone che si buttano via così in cambio di un po’ di benzina”, ha dichiarato ieri il procuratore di Kenton County , nel nord del Kentucky, commentando l’arresto di una donna accusata dai poliziotti di vendere il proprio corpo in cambio di cento dollari di benzina.

“E’ molto triste perdere il posto di lavoro perché i clienti che non hanno più nemmeno gli spiccioli per il caffè” devono aver pensato i circa 12mila dipendenti di di Starbucks, la più grande catena di caffè al mondo, licenziati in conseguenza del calo delle vendite, dovuto alla necessità dei cittadini americani di rinunciare a spese extra per fronteggiare i continui rincari del petrolio.

Il record giornaliero del petrolio ormai non fa quasi più notizia. Di quanto è salito oggi? Altri 3 dollari?
Mi aspettavo l’ennesimo tracollo dei mercati asiatici questa mattina dopo il decimo segno negativo consecutivo e dopo la pesante chiusura di Wall Street, ma mi sbagliavo.

In Asia questa mattina non c’e’ panico e nonostante il petrolio sia ancora sui massimi oltre 144 dollari al barile. Credo proprio che qualcosa stia cominciando a cambiare nella mente degli investitori. Pare quasi che stiano cominciando a pensare “Se l’America vuole suicidarsi arricchendo sconsideratamente i produttori di petrolio, i loro amici e gli amici degli amici che sparano “target price” di mestiere facciano pure, noi (asiatici) consumiamo a testa un quarto del petrolio che consuma l’americano medio e possiamo vivere e lavorare in condizioni tali da non aver paura di niente e di nessuno, condizioni che ogni occidentale medio ha da tempo dimenticato” e “Se l’Europa vuole suicidarsi rivalutando forzatamente l’Euro, faccia pure, le nostre merci sono ogni giorno più convenienti e gli europei fanno a gara per portare le produzioni fuori dall’Europa, per poi comprare i prodotti finiti”

Euro che è stato sostenuto ieri dalle ormai solite dichiarazioni rilasciate alla stampa dal presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, molto impegnato negli ultimi tempi nel giustificare di fronte all’ opinione pubblica il già preannunciato rialzo dei tassi di riferimento.

Io personalmente non mi aspetto nulla di buono da una politica monetaria guidata dall’orgoglio piuttosto che dalla ragionevolezza. Prepariamoci a un pomeriggio difficile.

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