Investimenti: è sempre l’ora dell’azionario

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di Redazione 10 Maggio 2021 | 15:05

“Nonostante poco più di un anno fa si registrò uno dei crolli più violenti e veloci della storia, oggi i principali indici borsistici americani hanno segnato un soddisfacente recupero, continuando oltretutto a registrare nuovi record. Se osserviamo i rendimenti dell’S&P 500, ad esempio, vediamo performance a doppia cifra sia per il 2020, che per il 2021“. parola di Giacomo Calef, Country manager di Notz Stucki, che di seguito spiega nel dettaglio l’outlook.

Lo scorso anno, infatti, il listino ha realizzato un +16% circa, mentre quest’anno, al 6/5, un +12% circa. In particolare, abbiamo due elementi che ne hanno guidato prima il recupero e poi la crescita. Innanzitutto menzioniamo le immense politiche economiche, sia fiscali, di recente ampliate da un ulteriore piano fiscale di 1800 miliardi di dollari proposto dall’amministrazione Biden, che monetarie, con il programma di acquisto titoli per 120 miliardi al mese governato dalla FED. In secondo luogo, possiamo osservare il potenziale di utili offerto dall’area USA, che negli ultimi giorni viene confermato dai buoni risultati trimestrali pubblicati dalle aziende.

In particolare, secondo quanto riportato da alcuni report specializzati, tra le società quotate nell’S&P 500 che oggi hanno rilasciato gli utili (più della metà al momento), ben l’86% ha battuto le stime degli analisti. Tuttavia, le azioni di tale indice sono anche quelle che presentano i multipli più elevati su base globale: il rapporto prezzo sugli utili atteso nei prossimi 12 mesi risulta pari a 22 volte circa, al di sopra della media degli ultimi dieci anni pari a 16 volte.

Tuttavia, possiamo approfondire l’analisi esaminando le valutazioni di mercato su base relativa. Per una maggior chiarezza, guardiamo il grafico rappresentato. La linea tracciata in grigio rappresenta il premio per il rischio azionario (c.d. Equity Risk Premium), ovvero una stima basata su modelli finanziari che, prendendo in considerazione flussi di cassa, utili e dividendi, esprime quanto extra-rendimento l’investimento azionario (in questo caso, l’S&P 500) possa essere potenzialmente in grado di generare rispetto ad un asset considerato privo di rischio (in questo caso, il Titolo di Stato USA, con scadenza 10 anni).

Si può notare, pertanto, che con livelli così bassi dei tassi di interesse sul comparto obbligazionario, il premio per il rischio azionario risulti al di sopra della sua media storica dal 1985.

Dunque, il comparto azionario risulta ancora moderatamente attraente, presentando opportunità in quasi tutti i suoi segmenti. Ad esempio, nel mese di aprile i titoli growth hanno largamente sovraperformato i value (MSCI World Growth +5.22% vs MSCI World Value +2.97%), ma anche tra i secondi ci sono stati grandi performer: ad esempio il colosso della finanza Blackstone è salito del 19,8%, grazie alla pubblicazione di ottimi risultati trimestrali dovuti al successo di alcune operazioni di private equity.

Digitale ed economia: uno sguardo al futuro degli investimenti

La crisi sanitaria ha contribuito fortemente all’accelerazione di un trend che era già in forte crescita: la digitalizzazione. Quest’ultimo sta avendo un impatto significativo sull’evoluzione dell’economia globale ed ormai potrebbe rappresentare un investimento davvero promettente.

Ma come si concretizza la “digitalizzazione” nell’economia? L’obiettivo è chiaro: superare le barriere spazio-temporali e rendere i processi sempre più efficienti. Infatti, ad oggi, anche le più comuni attività di tutti i giorni possono essere svolte direttamente online, come effettuare un ordine di acquisto e pagamento di un prodotto, per esempio, senza la necessità di recarsi fisicamente al punto vendita. Il tema della digitalizzazione, inoltre, copre una gamma molto ampia di segmenti del settore tech, tra cui Information Technology, new media, e-commerce, Internet of Things (IoT), semiconduttori, 5G, cloud e cybersecurity. Tra le diverse aziende, troviamo sia Mega Cap (statunitensi e cinesi), che aziende meno conosciute nel periodo antecedente l’emergenza sanitaria. E, in particolare, negli ultimi mesi molti investitori sono stati particolarmente attratti anche da queste “nuove arrivate”, ovvero aziende che offrono servizi di comunicazione digitale e software per video-conferenza, oppure società che si focalizzano sul business dell’E-Commerce.

Tuttavia quest’anno sarebbe stato meglio limitarne l’esposizione azionaria, data l’alta volatilità e le valutazioni di mercato poco sostenibili, bensì operare un’attenta selezione tra le diverse tipologie di player: noi, a tal proposito, abbiamo identificato un paniere di titoli sulla digitalizzazione, determinando la composizione del portafoglio su circa 50 posizioni con pesi differenziati e prendendo in considerazione anche quelle aziende di media dimensione che al momento presentano valutazioni più ragionevoli, crescita sostenuta dei ricavi e flussi di cassa costantemente positivi.

A livello settoriale, non troviamo solo l’hi-tech puro (software, data center, semiconduttori), ma anche aziende che si occupano di logistica e spedizioni, sanità digitale, intrattenimento online e servizi di rete sociale. Il risultato di tale selezione, dunque, è apprezzabile nel grafico sopra rappresentato: nel 2021, a fronte delle deludenti performance ottenute da alcuni dei titoli che con la pandemia hanno galoppato prepotentemente, la nostra strategia ha registrato una performance positiva al 30/04 (in blu).

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