Mercati, trimestrali: banche europee in vantaggio

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di Redazione 10 Maggio 2021 | 16:02

Ancora una volta, la stagione degli utili per le banche europee è partita molto bene. Quasi tutte le banche hanno battuto le stime degli EPS, in media di oltre il 50% finora. Gli accantonamenti legati alle perdite sui prestiti sono infatti drammaticamente inferiori alle aspettative, persino negativi in alcuni casi.

“Ciò accade perchè i modelli previsionali sulle perdite legate al credito riflettono prospettive economiche che, oggi, sono molto più forti di quanto si temesse l’anno scorso“. Ad affermarlo è Mark Conrad, portfolio manager di Algebris, che di seguito dettaglia la propria view.

Anche i ricavi sono aumentati, spinti dalla continua sovraperformance delle commissioni dell’investment banking, ma anche dai flussi provenienti dall’asset & wealth management. In aggiunta, i profitti netti hanno tenuto, risultando in media leggermente superiori alle attese, nonostante l’EURIBOR sia rimasto ai minimi storici. Alcune banche hanno persino aggiornato la loro guidance sul margine di interesse netto (NIM) per il 2021.

Nonostante diverse banche debbano ancora ufficializzare i propri risultati, di questo passo assisteremo probabilmente al terzo trimestre di fila con risultati superiori alle aspettative, cosa che contribuirebbe a ulteriori incrementi degli utili e a un “de-rating” del settore anche dopo le recenti ottime performance. In effetti, a livello di settore, si sta verificando il più importante miglioramento degli utili dal 2009, con stime in crescita del 12% per il 2023 da inizio anno ad oggi.

Il Next Generation EU si avvicina

Dopo un anno di trattative, il Next Generation EU è finalmente vicino alla sua attuazione, con 19 Stati membri dell’UE che hanno completato il processo di ratifica e 14 che hanno presentato i loro piani di spesa. La Commissione europea ha anche delineato la sua strategia di finanziamento, con l’intenzione di iniziare ad emettere i primi “Euro bond” entro luglio e un’emissione concordata per 150 miliardi di euro all’anno fino al 2026. L’Italia in particolare – ora guidata da Mario Draghi – ha stabilito un ambizioso piano di spesa per un totale di oltre il 20% del PIL, che dovrebbe favorire la crescita dell’economia del Paese nel tempo.

L’M&A bancario continua

In aprile è stato annunciato che Flagstar Bank (un’altra posizione chiave nel portafoglio azionario statunitense) sarà acquisita dalla New York Community Bank in un accordo per l’intero pacchetto azionario. La nostra prima reazione è stata contrastante, poiché pensavamo che le azioni avessero un ulteriore potenziale al rialzo, data la crescita del valore contabile tangibile che avevamo previsto e l’eccesso di capitale che un rallentamento dei volumi dei mutui avrebbe creato. Tuttavia, riconosciamo i meriti strategici e finanziari dell’operazione concentrata sia sui guadagni che sul valore tangibile per azione – una rarità di questi tempi. Considerando che l’entità pro forma potrebbe arrivare a un multiplo di appena 10x sui guadagni del 2023 (con uno sconto sostanziale rispetto ai competitor), vediamo un upside pari a circa il 40% sulle azioni se includiamo il 6% del rendimento da dividendo.

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