Asset allocation, obbligazioni: 4 fattori per evitare il green washing

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di Redazione 12 Maggio 2021 | 14:02

Nonostante la loro enorme popolarità, per il loro focus prettamente ambientale e la relativa struttura d’utilizzo dei ricavi i green bond potrebbero non essere l’opzione giusta per ogni emittente, poiché alcune società non hanno abbastanza progetti ambientali per poter emettere un green bond. Nell’universo degli investimenti sostenibili c’è anche spazio per le più flessibili obbligazioni legate alla sostenibilità, i Sustainability-linked bond (SLB), anch’essi uno strumento di finanziamento per quelle aziende intenzionate a compiere passi in avanti verso la sostenibilità.

Secondo l’analisi di NN Investment Partners (NN IP), i Sustainability-linked bond non ottengono lo stesso ‘premio verde’ di alcuni green bond. Questo dimostra che il mercato è abbastanza scettico su quanto siano realmente sostenibili i SLB. Quindi, come possono gli investitori assicurarsi di selezionare le obbligazioni legate alla sostenibilità giuste, evitare il rischio di green washing e utilizzare questi veicoli d’investimento versatili per realizzare gli obiettivi di sostenibilità nei loro portafogli di credito?

Le obbligazioni legate alla sostenibilità (SLB) hanno KPI fissati dagli emittenti e allineati alle loro strategie di sostenibilità. Questi obiettivi possono essere più generali e trasversali, Le obbligazioni legate alla sostenibilità (SLB) hanno KPI fissati dagli emittenti e allineati alle loro strategie di sostenibilità. Questi obiettivi possono essere più generali e trasversali dei di quelli di strumenti come il green bond, i cui proventi sono direttamente legati al finanziamento di progetti specifici in grado di creare un impatto ambientale positivo. Dai 5 miliardi di dollari nel 2019, il mercato degli SLB è cresciuto rapidamente arrivando a oltre 19 miliardi di dollari nella prima metà del 2021.

Annemieke Coldeweijer, co-lead Portfolio Manager Sustainable Credit, NN Investment Partners: “Gli SLB offrono alle aziende uno strumento per affrontare tematiche sostenibili o sociali che non sono direttamente legate al clima. Molte società non sono grandi emettitori di CO₂ e non hanno abbastanza esigenze di finanziamento legate all’ambiente che giustifichino l’emissione dei green bond. L’emissione di un SLB dà a queste aziende l’opportunità di non concentrarsi unicamente sul mero tema ambientale ma guardare allo spettro più ampio della sostenibilità nel suo insieme”.

Gli investitori hanno espresso un certo grado di scetticismo nei confronti degli SLB perché ci sono meno informazioni concrete su come i loro proventi saranno utilizzati e sul potenziale impatto che avranno. La struttura flessibile dei KPI rende anche più facile il “sustainability washing”. Per combattere questo rischio, NN IP raccomanda agli investitori di considerare quattro fattori chiave nel valutare la solidità dei KPI di sostenibilità di un’obbligazione:

La relazione con il clima

Qualsiasi KPI legato alla crisi climatica dovrebbe essere allineato con l’obiettivo di carbon neutrality dell’azienda entro il 2050 (scenario di 1,5°C). Gli emittenti dovrebbero stabilire questo obiettivo e farlo verificare da un soggetto esterno, come la Science Based Target Initiative.

Focus sugli obiettivi di emissione

I KPI relativi al clima dovrebbero concentrarsi sui principali obiettivi di emissione della società emittente. Per esempio, mentre alcune aziende hanno più emissioni negli Ambiti 1 e 2 – generate direttamente dall’azienda o legate alle sue attività upstream, come le sue fonti di energia – altre, come i produttori di automobili, presentano più emissioni nell’Ambito 3, che include le emissioni che sono una conseguenza delle operazioni dell’azienda ma non sono direttamente controllate da essa, com’è il caso dei consumatori che usano i prodotti dell’azienda.

Riflettere i veri problemi di sostenibilità legati al business

Gli SLB dovrebbero avere KPI che affrontano accuratamente i problemi cruciali di sostenibilità che gli emittenti stanno affrontando. Esempi recenti includono l’azienda sanitaria Novartis, che ha emesso un’obbligazione legata alla sostenibilità con KPI legati alle condizioni di accesso dei pazienti, e il rivenditore di generi alimentari Ahold Delhaize, dove lo SLB aveva KPI legati ai rifiuti alimentari3.

Verificati in modo indipendente

I KPI dovrebbero essere ben documentati e verificati da parti indipendenti, come Sustainalytics o ISS. Gli emittenti dovrebbero comunicare annualmente i loro progressi in termini di KPI e farli verificare esternamente.

Annemieke Coldeweijer ha aggiunto: “La trasparenza e la divulgazione aziendale sono fondamentali quando si tratta di valutare l’impatto di un SLB e gli obiettivi e i risultati ESG di una società. I dati e il reporting sulla sostenibilità sono ancora una sfida sia per le aziende che per gli investitori, e anche se i crescenti requisiti normativi stanno migliorando gli standard, c’è ancora strada da fare. Questo è anche il motivo per cui nel nostro processo di selezione delle obbligazioni non ci basiamo esclusivamente sui dati delle aziende stesse o su fonti di dati ESG di terzi. Eseguiamo una nostra analisi ESG approfondita dell’emittente, sia qualitativamente che quantitativamente. Questo ci assicura di sviluppare una visione proprietaria sulla performance ESG/sostenibilità, prima di investire in qualsiasi emittente e in qualsiasi obbligazione”.

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