Bond, le nuove emissioni governative e corporate. L’analisi

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di Carlo Aloisio 14 Maggio 2021 | 09:29

I listini internazionali sono stati sotto pressione, dopo le forti vendite che si sono abbattute sulla borsa Usa, a seguito della pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo di aprile. Sui mercati è tornata la paura dell’inflazione: nel mese di aprile l’indice dei prezzi al consumo degli Stati Uniti è schizzato del 4,2% su base annua, ben oltre il +3,6% atteso dagli analisti, rispetto al +2,6% di marzo e al ritmo più alto dal 2008. Su base annua, escluse le componenti più volatili rappresentate dai prezzi dei beni energetici e alimentari, il dato core è salito del 3%, oltre il +2,3% atteso e rispetto al +1,6% precedente. Su base mensile, il trend è stato di un aumento dello 0,9%, ben oltre il +0,3% atteso, al ritmo più forte dall’aprile del 1982.

I mercati hanno reagito male, temendo che la Fed abbia sottovalutato il problema dell’inflazione e che il tapering del QE, così come il primo rialzo dei tassi, possano arrivare prima del previsto.

La volatilità in questa situazione ci accompagnerà per molto tempo, infatti è difficile per gli analisti capire i numeri reali, viste le chiusure dell’ultimo anno. Raramente si è assistito ad uno scollamento tanto profondo tra le stime degli economisti e la realtà delle cose, soprattutto nel caso dell’occupazione-disoccupazione Usa. Alla fine della scorsa settimana a dispetto dell’outlook evidentemente fin troppo roseo sfoderato dagli analisti, pari alla creazione di 1 milione di nuovi posti di lavoro nel mese di aprile, l’economia americana ha generato soltanto 266.000 nuove posizioni, ed il tasso di disoccupazione, che era atteso scendere dal 6% di marzo al 5,8%, è aumentato al 6,1%. Il rischio quindi è di assistere ogni settimana a dati contrastanti che generano incertezza.

La Federal Reserve ha ribadito più volte recentemente di ritenere che l’attuale impennata dei prezzi avrà natura transitoria e non intende modificare l’attuale politica monetaria.

Un piccolo segnale positivo arriva per il nostro Paese, dove sono state riviste alcune stime, in particolare, il Pil dell’Ue crescerà del 4,2% nel 2021. Vaccini e recovery spingeranno la ripresa dell’ Italia ai livelli pre-Covid entro la fine del 22, secondo Bruxelles, s’inizia finalmente a vedere la luce in fondo al tunnel.

In questo contesto la settimana per i governativi è stata piena d’insidie, lo spread contro Bund è a quota 117, ma i rendimenti dell’Eurozona si sono rialzati sulla scia dei dati Usa. Il nostro benchmark decennale è risalito dopo molti mesi sopra l’1% e nell’eurozona il dato più significativo è che la sola Germania è rimasta in terreno negativo a -0.11%.

Le nuove obbligazioni governative sotto la lente

Sul fronte del Btp, appuntamento clou della settimana le aste di metà mese, con il Tesoro che ha messo a disposizione fino a 9,25 miliardi di euro, divisi tra il nuovo titolo a sette anni, emesso per 4.5 miliardi, cedola 0,50%, prezzo a 98.69 per un rendimento del 0.7% (codice Isin IT0005445306), e nelle riaperture del 3 e del 30 anni. I rendimenti su tutte le scadenze sono stati generalmente in rialzo, ai massimi da diversi mesi.

La Germania ha emesso il suo terzo green bond, il primo di quest’anno. Stavolta, ha puntato sulla scadenza a 30 anni. A fronte di ordini per 39 miliardi di euro, il Tesoro tedesco ha offerto sei miliardi. Il rendimento lordo è stato di due punti base più basso di quello vigente sul mercato secondario per il Bund 15 agosto 2050 e zero coupon. Isin DE0001030724, prezzo d’emissione a 89.215 che esprime un rendimento a scadenza del 0.4% circa. Inizialmente l’emissione aveva performato, salvo poi scendere di quasi un punto dopo i dati americani.

Riaperture anche dall’Irlanda con incrementi delle emissioni già in circolazione 2031, 2033 e la 2050.

L’Unione Europea ha dato mandato ad un gruppo di banche di emettere nuove obbligazioni nell’ambito del programma “Sure”, ossia lo strumento europeo con l’obiettivo di attenuazione dei rischi occupazionali legati alla diffusione della pandemia. Si tratta della quarta volta che l’Unione Europea emette obbligazioni Sure, da ottobre 2020 quando è iniziato il programma. Ad oggi sono stati raccolti 39.5 miliardi nel 2020 e 36 miliardi nel 2021. Obiettivo dell’operazione è l’emissione di due tranche: la prima a otto anni, luglio 2029; la seconda è la ripartura del bond EU con scadenza 2 maggio 2046. Prime indicazioni di rendimento per la prima tranche in area sei punti sotto il tasso midswap e ammontare atteso nove miliardi, per la seconda tranche in area sei punti base sopra il tasso midswap e ammontare atteso cinque miliardi.

Lo Stato Tedesco Rhineland-Palatinate ha collocato una nuova obbligazione senior. Nel dettaglio si tratta del bond (Isin DE000RLP1304), cedola 0.01% e scadenza a 3 anni, il 29 maggio 2024. L’ammontare totale sarà di 600 milioni di euro. I nuovi titoli sono stati emessi al prezzo di 101.527 equivalente a un rendimento negativo dell’0.489%, 8 punti base sotto il tasso midswap di riferimento. Rating AAA e lotto minimo mille euro con multiplo di mille.

Per la parte corporate uno dei deal di maggiore successo in una settimana complessa è stato quello della compagnia di bandiera della Finlandia che ne possiede oltre il 56% di quota di maggioranza Finnair. La società ha lanciato una tender offer per quasi il 50% dell’emissione in circolazione marzo 2022 (Isin FI4000251756), offrendo al mercato un nuovo titolo per 400 milioni di euro con scadenza 2025 e cedola del 4.25% (Isin FI4000507132). Taglio minimo di 100mila euro con multipli di mille, non è presente il rating ed il prezzo d’emissione di 99.716 è rapidamente salito verso quota 100.5.

Euronext ha chiuso il collocamento e fissato il prezzo di un’obbligazione senior in tre tranche per un importo totale di 1,8 miliardi di euro. L’emissione serve per pagare l’acquisizione di Borsa Italiana, costata alla fine 4,444 miliardi di euro. In parallelo sta avendo luogo, fino al 12 maggio, un aumento di capitale per un pari importo, 1,8 miliardi.

Si è trattato di tre emissioni di obbligazioni senior, a tasso fisso, ciascuna da 600 milioni di euro e destinate ad investitori istituzionali. Gli ordini hanno superato i 6.6miliardi. Il primo bond scadenza maggio 2026, con ordini per oltre 3,1 miliardi, ha visto un rendimento fissato a 43 punti base sul tasso midswap dopo le prime indicazioni in area 75 punti base La seconda obbligazione scadenza maggio 2031, con ordini per oltre 1.9 miliardi, ha un rendimento di 65 punti base sopra il tasso midswap dopo le prime indicazioni in area 95 punti base. La terza obbligazione scadenza maggio 2041, con ordini per oltre 1.69 miliardi, ha un rendimento di 110 punti base sopra il tasso midswap dopo le prime indicazioni in area 130 punti base. Nel dettaglio il primo bond (Isin DK0030485271) paga una cedola lorda dello 0.125%, prezzo 99.89 e rendimento 0.1473%; il secondo bond (DK003048640) paga una cedola annua lorda dello 0.75%, prezzo 99.952 e rendimento 0.755%; il terzo bond (DK0030486592) paga una cedola lorda dell’1.50%, prezzo 98.30 e rendimento 1.60%. Rating delle obbligazione BBB e taglio minimo 100mila euro con multipli di mille.

Unicredit è tornata sul mercato obbligazionario attraverso la controllata tedesca Unicredit Bank Ag che ha lanciato un covered bond in euro ad otto anni (21 maggio 2029) da 500 milioni di euro. Gli ordini hanno superato 1,6 miliardi. Le prime indicazioni di rendimento erano pari a circa tre punti base in più sul tasso midswap, con il rendimento che poi è stato fissato al livello di un punto base sotto il tasso midswap. Isin del titolo DE000HV2AYJ2 e taglio minimo retail 100mila euro con multipli di 100mila, cedola 0.01% e prezzo 100.264 equivalente a un rendimento negativo dello 0.023%. Rating AAA.

Il colosso delle vendite online Amazon ha collocato sul mercato obbligazioni per complessivi 18,5 miliardi di dollari. Si è trattato della più grossa emissione di sempre per la società e la terza nella sua storia. La precedente risaliva al giugno 2020 ed era stata di 10 miliardi. La prima in assoluto per Amazon fu nel 2017 ed ammontò a 16 miliardi. Statisticamente per quest’anno, è stata anche la seconda più grossa per il corporate in assoluto dopo i 25 miliardi raccolti da Verizon.

Le obbligazioni Amazon sono state emesse in otto tranche e hanno una durata compresa tra i 2 ed i 40 anni e su alcune scadenze staccheranno cedole con spread al minimo storico rispetto alle emissioni governative: quella di durata più lunga è stata di 40 anni e ha ottenuto un rendimento a +95 punti base sopra il Treasury a 30 anni, più basso rispetto alla guidance iniziale di +115 punti base; la cedola del titolo al 2041 supera dello 0,7% quello del Treasury ventennale, cedola del 2.875%, Isin US023135CA22 e rating A1/A+, per tutte taglio da 2mila dollari con multipli di mille.

Tra le otto tranche ve n’è stata una legata agli obiettivi di sostenibilità ambientale, le obbligazioni Amazon ESG, emesse con durata di due anni e pagheranno lo 0,1% in più rispetto al corrispondente titolo di Stato americano. I proventi saranno utilizzati per finanziare la costruzione di edifici a zero emissioni e investimenti nel trasporto pulito, Isin US023135BV77, cedola del 0.25%.

Tra le aspettative per la prossima settimana, Ontario Teachers’ Finance Trust ha annunciato l’emissione di un bond dual tranche a sette e 20 anni. Rating Aa1/AA.

L’austriaca Bausparkasse Wüstenrot ha annunciato una nuova emissione senior preferred con scadenza a cinque anni. Rating BBB+.

A cura di Carlo Aloisio, senior broker

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