Canada, un mercato che ha poco da nascondere

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di Marcella Persola 7 Luglio 2008 | 14:15
La globalizzazione ha fatto bene al mercato immobiliare. In modo particolare alla trasparenza di quest’ultimo. Almeno secondo quanto esprime il report elaborato da Jones Lange LaSalle sull’opacità del real estate globale.

Sempre più trasparente il mercato immobiliare. Sopratutto nei mercati emergenti. Secondo l’ultimo Global Real Estate Trasparency Index elaborato da Jones Lang LaSalle sarebbero 8 i paesi che hanno raggiunto un livello pieno di  trasparenza rispetto all’ultimo indice del 2006. Si tratterebbe in particolare di Dubai, Romania, Ucraina e Russia.

Degli 82 diversi mercati analizzati l’indice mostra che quasi la metà di essi ha migliorato il proprio livello di trasparenza, grazie soprattutto alle nuove normative emanate dai governi che mirano a favorire investimenti cross-border e accordi finanziari tra corporate. Nella classifica l’unica nota negativa è rappresentata dal Venezuela che è l’unico paese che ha totalizzato un punteggio inferiore rispetto a quello realizzato nel 2006.

Neanche a dirlo invece Usa, Australia sono tra i mercati più trasparenti, affiancati dal Canada che è il mercato più trasparente nel mercato globale del real estate.

Alcuni paesi considerati “mercati di frontiera” inclusi per la prima volta nell’indice, come  nel caso di Bielorussia, Sudan, Algeria, Cambogia e Siria sono stati classificati come opachi, mentre altri paesi entrati nell’indice come Bahrain, Bulgaria, Estonia, Lituania, Croazia, Abu Dhabi si sono posizionati nell’intervallo di mercati semi-trasparenti; mentre Oman, Qatar, Marocco, Kuwait, Pakistan e Kazakhstan si muovono nel range della bassa trasparenza.

«A fronte del miglioramento del livello di trasparenza di molti mercati emergenti, il nostro indice mostra altresì che non tutti i governi e gli operatori del settore hanno adottato i necessari cambiamenti, adeguandosi al mutato contesto» afferma [p]Jacques Gordon[/p], global strategist di LaSalle Investment Management. Anche se «il costante miglioramento registrato nel livello di trasparenza dei mercati, in particolare negli ultimi 4 anni, è strettamente correlato alle dinamiche della globalizzazione che spingono gli investitori a muoversi oltre i confini nazionali in cerca di opportunità a rischio più controllato». E questo crea maggiore rischiesta di informazioni e maggiore apertura del mercato.

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