Criptovalute, in Cina decretato un nuovo divieto

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di Redazione 19 Maggio 2021 | 13:02

Pechino contro le critovalute, di nuovo. Il nuovo divieto della Banca Centrale cinese riguarda questa volta, nel dettaglio, le istituzioni finanziarie e compagnie di pagamento che non potranno fornire servizi che prevedono transazioni in criptovalute. L’annuncio, come riportato da Cryptonomist.ch, è stato diffuso dalla National Internet Finance Association of China, dalla China Banking Association and the Payment e dalla Clearing Association of China.

Nel comunicato si legge che: “Recentemente, i prezzi delle criptovalute sono saliti alle stelle e sono crollati, e il commercio speculativo di criptovalute è rimbalzato, violando seriamente la sicurezza della proprietà delle persone e disturbando il normale ordine economico e finanziario”.

La dichiarazione dei tre enti è un palese invito a non offrire servizi finanziari né servizi di pagamento in criptovaluta in quanto la volatilità, particolarmente evidente in questi giorni, le rende un prodotto inaffidabile e insicuro.  La dichiarazione sottolinea poi che le criptovalute non hanno alcun valore realistico e sono estremamente facili da manipolare.

L’ennesimo ban delle criptovalute in Cina

Il rapporto tra criptovalute e Cina sembra decisamente complicato. Già nel 2017 erano state vietate le attività agli exchange e alle ICO. Ciò nonostante, ai cinesi non è formalmente impedito di possedere criptovalute. Ed è sorprendente che la Cina sia uno dei primi produttori di Bitcoin al mondo vista l’imponenza delle sue mining farm.

Ma le autorità di Pechino non sono affatto convinte della bontà delle criptovalute tanto da imprimere un nuovo duro colpo al settore. Perché un divieto che arriva dalla Cina riguarda praticamente un sesto della popolazione mondiale.

La regolamentazione in India

Si annunciano tempi difficili per le criptovalute anche in India, dove secondo l’Economic Times sarebbe in corso di formazione un panel di esperti incaricati di regolamentare il settore. Tuttavia l’India non dovrebbe applicare nuovamente un ban, giudicato in passato incostituzionale e, secondo le fonti dell’Economic Times, ormai superato.

Si tratterebbe piuttosto di una discussione che servirà a studiare gli usi della blockchain e a suggerire modi per regolamentare le criptovalute. All’apparenza, non si tratta di un divieto, ma la discussione è ancora ai suoi albori.

Le conseguenze sul mercato

Intanto, come prevedibile, il nuovo ban in Cina si è abbattuto su Bitcoin come una furia, provocando un forte calo del prezzo.

BTC al momento della scrittura di questo articolo perde il 13% e si rituffa sotto i 40.000 dollari, soglia abbandonata da febbraio. Va peggio ad Ethereum che solo nei giorni scorsi ha toccato i 4.300 dollari e oggi torna sotto i 3.000 con una perdita del 16%.

Sono cali che arrivano in una settimana già difficile per il settore, segnata dalle parole e dalle scelte di Elon Musk.

Era un calo comunque atteso visto che il settore intero è reduce da un rally che ha portato molte criptovalute a moltiplicare il proprio valore e a vedere nuovi record storici. Ora non resta che capire se quello di oggi è un calo di “assestamento” o se è il segnale che la bull run è finita.

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