Non disturbate il manovratore

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di Redazione 8 Luglio 2008 | 06:55
Volete farmi credere che con tutto quello che sta succedendo, ai futuri governanti americani importi veramente qualcosa del Dalai Lama Dite piuttosto che non vi aspettavate che ieri il presidente francese Nicolas Sarkozy dichiarasse spiazzando tutti, che i Paesi del G8 non sono più in grado di affrontare da soli i grandi problemi del mondo, suggerendo un allargamento del numero dei partecipanti al G8.

L’indice MSCI Asia-Pacific Index perde questa mattina quasi il 2% toccando i valori del 2006. Motivo del crollo secondo le agenzie stampa? Si ritiene che quello di questa mattina sia una sorta di seguito obbligato del film visto ieri sera a Wall Street, la cui trama prevedeva forti ribassi dei titoli del settore finanziario trainati da Fannie Mae e Freddie Mac, le due agenzie semigovernative specializzate nei prestiti ipotecari, cadute a picco dopo le dichiarazioni del presidente della Fed di San Francisco, Janet Yellen, che ha puntato il dito sul rischio di una spirale rialzista di prezzi e salari e su un peggioramento della crisi del mercato immobiliare e dell’economia nei mesi a venire, prima di poter vedere qualche segnale di ripresa.

A me questa interpretazione pare leggermente inverosimile. Che i prestiti ipotecari fossero in crisi lo si sa da mesi e il presidente della Fed di San Francisco non ha detto proprio nulla di nuovo. Io penso invece che il vero intento di ieri fosse quello, dopo le baldanzose dichiarazioni di Bush, di riaffondare il dollaro e contemporaneamente di rilanciare il prezzo del petrolio che, sceso sotto i 140 dollari al barile, cominciava a creare qualche difficoltà a chi si sta arricchendo smisuratamente (o che sta semplicemente toppando altri buchi) con il suo rialzo infinito.

Anche chi si era espresso ieri in favore della Cina è stato subito richiamato all’ordine. Barack Obama, il candidato democratico alle presidenziali Usa 2008, ha criticato la decisione del presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, di partecipare alla cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici a Pechino il prossimo 8 agosto dichiarando : “Bush prima di comunicare ufficialmente la sua decisione avrebbe fatto meglio ad aspettare che il Dalai Lama parlasse apertamente di progressi nei rapporti tra il Tibet e la Cina”, “In assenza di questi, in assenza del riconoscimento da parte del Dalai Lama che sono stati fatti progressi, io non sarei andato”.

Volete farmi credere che con tutto quello che sta succedendo, ai futuri governanti americani importi veramente qualcosa del Dalai Lama  Dite piuttosto che non vi aspettavate che ieri il presidente francese Nicolas Sarkozy dichiarasse spiazzando tutti, che i Paesi del G8 non sono più in grado di affrontare da soli i grandi problemi del mondo, suggerendo un allargamento del numero dei partecipanti al G8.

“In questo momento non stiamo concentrando la nostra attenzione sul tema dell’ampliamento del G8 ad altri Paesi”, ha tagliato corto in giornata a Toyako il portavoce della Casa Bianca, Gordon Johndroe, ingresso che sicuramente non avverrà prima del 2010, visto che il prossimo “padrone di casa” del summit che si svolgerà nell’isola della Maddalena, l’Italia, allineandosi al volere americano ha detto chiaramente di essere contrario ad una modifica dell’attuale formato: “Bisogna mantenere la formula attuale del G8 che riunisce l’Occidente”, ha affermato Berlusconi.

Cina e India, che da soli rappresentano la metà della popolazione mondiale, di sicuro troveranno il modo per ringraziarci per la nostra disponibilità ad accoglierli nel club di “chi decide”.

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