Asset allocation: tre azioni per approfittare della ripartenza

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di Redazione 20 Maggio 2021 | 14:33

Lewis Grant, senior Global Equities Portfolio Manager per la divisione internazionale di Federated Hermes, individua di seguito tre titoli per sfruttare la fase di ripartenza sui mercati azionari globali.

AsmlLo sconvolgimento che la pandemia ha generato sulle catene di approvvigionamento, insieme all’accelerazione dei cambiamenti nel comportamento dei consumatori, ha portato all’attuale crisi di approvvigionamento di semiconduttori evidenziando allo stesso tempo la dipendenza di molti settori e catene di approvvigionamento da un numero ristretto di aziende. Questa vulnerabilità nelle catene di valore globali è un punto focale da prendere in considerazione pensando agli investimenti futuri, con gli Stati Uniti, l’Unione Europea e la Cina che stanno tutti cercando di incrementare la produzione interna di chip. Questo rappresenta di certo un significativo supporto per le aziende che realizzano attrezzature per la produzione di semiconduttori. ASML, in quanto unico produttore al mondo delle macchine di litografia a ultravioletti estremi necessarie per produrre i chip più avanzati, occupa una posizione particolarmente solida. La società tratta ad una valutazione elevata rispetto al mercato in generale, tuttavia crediamo che questo livello sia più che giustificato da un profilo di crescita eccezionale, ampi margini e forza competitiva.

Fortune Brands Home and SecurityLa società, focalizzata sugli Stati Uniti, vende armadietti, impianti idraulici, porte e prodotti di sicurezza ed il titolo è esposto alla ripresa economica statunitense. Circa due terzi delle entrate statunitensi dell’azienda vengono dal mercato legato al segmento del miglioramento delle abitazioni, con una crescita guidata da consumatori ricchi di stimoli che cercano di costruire uffici domestici o di sviluppare spazi all’esterno. Le restanti entrate provenienti dagli USA sono generate dal mercato immobiliare a stelle e strisce, che si è dimostrato incredibilmente solido con aspettative di incremento delle nuove costruzioni dopo anni di sotto-investimenti. Mentre la generazione dei millennial si orienta sempre più in direzione dell’acquisto dell’abitazione, e con una maggiore flessibilità sul posto di lavoro che permette di lavorare più a distanza e di aumentare la domanda di case più grandi e in zone rurali, questo deficit in termini di offerta ha portato ad una fase di ritardo nella costruzione di case negli Stati Uniti. Le tensioni commerciali con la Cina hanno ridotto la concorrenza in alcuni dei mercati chiave per l’azienda che finora ha dimostrato di avere pricing power dinanzi all’aumento dei prezzi delle materie prime.

Kurita Water IndustriesAl di là dello sconvolgimento di natura pratico legato alla pandemia, il mondo ha anche subito un profondo cambiamento di coscienza, con i consumatori sempre più focalizzati su questioni ambientali e sociali. Tale cambiamento sta accelerando la transizione verso un’economia più sostenibile e rappresenta un’eccezionale opportunità di mercato. Le aziende che giocano un ruolo attivo nell’adattarsi e nel mitigare alcune delle più grandi sfide della società probabilmente godranno di un vantaggio competitivo rispetto a quelle che si riveleranno meno sostenibili. Kurita Water Industries fornisce impianti di trattamento dell’acqua che aiutano a recuperare e riciclare l’acqua in molti settori come quello dei semiconduttori, un segmento che necessita di elevate quantità di risorse idriche nonché un importante driver di crescita. Taiwan, per esempio, sta vivendo una significativa siccità, con molte fonderie che si trovano ad affrontare carenza d’acqua. Il cambiamento climatico aumenterà la probabilità di tali fasi di siccità in futuro, e la gestione dell’acqua sarà dunque cruciale. La trasparenza da parte delle aziende sul rischio idrico è più alta che mai, ma pur sempre ancora in ritardo rispetto a quanto accade per quanto riguarda il carbonio – un recente rapporto del CDP-Disclosure Insight Action ha evidenziato che mentre oltre 9600 aziende divulgano i rischi climatici tramite il CDP, solo circa 3000 aziende forniscono informazioni sull’acqua.

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