Asset allocation, mercati emergenti: si profila estate promettente

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di Redazione 26 Maggio 2021 | 16:06

Gli spread potrebbero contrarsi ulteriormente in futuro, al tempo stesso continuano gli afflussi verso i mercati emergenti e gli indicatori per il periodo compreso tra giugno e agosto sono positivi – e, storicamente, il debito di queste economie consegue buoni rendimenti nei mesi estivi“. Parola di Uday Patnaik, Head of Emerging Market Debt di Legal & General Investment Management (LGIM), che di seguito dettaglia la view.

Lo scenario macroeconomico globale è ancora generalmente positivo, come si evince dalle proiezioni del Fondo Monetario Internazionale del mese di aprile e in particolare dalla robusta crescita in tutta l’area in esame. Inoltre, le agenzie di prestiti continuano a fornire finanziamenti sempre maggiori e rapidi ai mercati emergenti, incoraggiate dal fatto che l’iniziativa del G20 per la sospensione del debito bilaterale (ovvero da paese a paese) è stata prorogata fino alla fine del 2021. Infine, lo stanziamento di 650 miliardi di dollari in DSP (diritti speciali di prelievo), metà dei quali sono destinati ai mercati emergenti, potrebbe essere sbloccato questa estate e se i mercati sviluppati dovessero convogliare le loro risorse verso le nazioni più povere, avremmo un consistente potenziale rialzo negli EM.

Allo stesso tempo, l’ammontare di debito a rendimento negativo resta alto, con i bilanci delle banche centrali del G4 in espansione e con i benchmark rate fermi. È importante sottolineare anche che il dollaro è ai minimi rispetto agli ultimi 5 anni, sebbene stia tentando di recuperare, e che i prezzi delle commodity sono ancora robusti, mentre le valutazioni dei mercati emergenti sono comunque più convenienti rispetto a quelle di altre asset class della categoria fixed income.

Nel breve periodo, l’aspetto più negativo è quello delle valutazioni dell’azionario USA. Supponendo che queste ultime restino nel loro range e che i rendimenti dei titoli statunitensi a 10 anni rimangano nell’intervallo 1,55% – 1,80%, i mercati emergenti possono costituire un valido carry trade.

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