Investimenti: ecco il superciclo su cui puntare

A
A
A
di Gianluigi Raimondi 31 Maggio 2021 | 14:32

Il petrolio come combustibile fossile potrebbe essere destinato a scomparire, ma resta importante per molti altri settori. “Il mondo sta lentamente uscendo dalla sua dipendenza dal petrolio, anche perché un’auto sportiva elettrica è molto più cool di un SUV succhia-benzina (anche se non tutti saranno d’accordo). Puoi continuare a premere sul gas, ma il “gas” è comunque destinato a scomparire. Abbiamo la tecnologia necessaria per passare all’energia pulita, nonostante quello che sembrano pensano alcuni esperti (si veda il grafico 1)”. Ad affermarlo sono di Pascal Dudle, Head of Listed Impact, e Matthias Fawer, Analyst ESG & Impact Assessment di Vontobel, che di seguito dettagliano la loro view e il loro outlook.

Il progresso tecnologico guida le soluzioni climatiche

Gli impegni per la decarbonizzazione del mondo resteranno scritti sulla sabbia senza un rapido progresso tecnologico, che si sta realizzando lentamente, ma è senza alcun dubbio in atto. La crescita esponenziale delle energie rinnovabili, sostenuta dai miglioramenti tecnologici dell’ultimo decennio, ne è un buon esempio. Oggi, per una nuova installazione, il costo dell’elettricità prodotta dall’energia eolica e solare è minore di quello proveniente dal nucleare o dal carbone, e leggermente inferiore a quello derivante dal gas naturale. L’anno scorso quasi il 90% dell’aumento della capacità energetica totale in tutto il mondo è stato ottenuto grazie alla crescita dell’energia eolica, solare e idroelettrica (si veda il grafico 2).

I governi sprecano denaro

I governi di tutto il mondo stanno annunciando in questo periodo massicci pacchetti per le infrastrutture ecologiche. Lo scopo del Green Deal dell’Unione Europea (UE) è raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e azzerare le emissioni di carbonio del blocco commerciale entro il 2050. Oltre al pacchetto da 1.000 miliardi di euro, che include finanziamenti destinati a progetti volti a mitigare i cambiamenti climatici, sono state adottate leggi e politiche chiave, tra cui un Sistema di scambio delle quote di emissione dell’UE e obiettivi nazionali di emissioni per i settori di trasporti, edilizia e agricoltura. Nel frattempo, gli Stati Uniti sono rientrati nell’arena del clima globale dopo l’insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca. I Democratici hanno presentato un disegno di legge sul clima di ampia portata finalizzato ad azzerare completamente le emissioni di carbonio dell’economia statunitense entro il 2050, favorendo altresì investimenti multimiliardari in infrastrutture ecocompatibili.

Il principale inquinatore e, allo stesso tempo, installatore di infrastrutture verdi del mondo, la Cina, intende raggiungere la neutralità carbonica entro il 2060. Questo sforzo, che secondo Goldman Sachs sarà trainato da energie rinnovabili, “idrogeno pulito” e cattura del carbonio, richiederebbe investimenti per 16 trilioni di dollari]. Se questi progetti saranno realizzati o meno sarà argomento di dibattito. Comunque la si guardi, i governi sprecheranno denaro.

Il numero degli esperti sul clima aumenta di pari passo con il numero dei governi che promettono di combattere il cambiamento climatico. Prendiamo, ad esempio, l’ex governatore della Bank of England Mark Carney, oggi inviato speciale dell’ONU per il cambiamento climatico, o l’ex Segretario di Stato degli Stati Uniti John Kerry, attualmente inviato per il clima del Presidente Biden. E cresce anche il numero delle opinioni. John Kerry ha recentemente dichiarato che il 50% dei tagli delle emissioni di carbonio che intendiamo raggiungere dovrebbe provenire da tecnologie future “che ancora non abbiamo” – un’affermazione che ha lasciato sbigottiti alcuni ingegneri. Riteniamo che utilizzando e investendo nella tecnologia pulita già disponibile potremo andare molto lontano.

I prossimi (tre) decenni saranno probabilmente caratterizzati da un superciclo per gli investimenti in tecnologia pulita. Le infrastrutture di energia pulita e il trasporto a basse emissioni sono due componenti fondamentali in un portafoglio incentrato sulle sfide ambientali. La globalizzazione delle politiche climatiche in tutto il mondo e l’obiettivo delle superpotenze globali di azzerare le emissioni tra il 2050 e il 2060 daranno impulso agli investimenti in infrastrutture verdi, anche grazie a ulteriori pacchetti statali a favore dell’ecologizzazione delle rispettive economie. Nei prossimi trent’anni ci aspettiamo molte opportunità interessanti per gli investitori a lungo termine nel settore energetico.

 

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo
NEWSLETTER
Iscriviti