Investimenti, tutte le opportunità dell’industria delle bici

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di Redazione 15 Giugno 2021 | 12:34
Un’analisi di Tim Bachmann (nella foto), gestore deL fondi Dws Invest ESG Climate Tech

“Quando si tratta di decarbonizzare il settore dei trasporti, uno dei quattro maggiori responsabili delle emissioni di CO2, la maggior parte delle persone pensa alle celle a combustibile e ai motori elettrici e ibridi per auto e camion. Solo pochissimi sanno che anche l’utilizzo della bicicletta può apportare un importante contributo positivo”, afferma Tim Bachmann, che gestisce attualmente il fondo DWS Invest ESG Climate Tech con circa 411 milioni di euro di patrimonio gestito (a fine Maggio). Circa tre quarti dei gas serra prodotti nel settore dei trasporti sono generati dal trasporto urbano, ovvero su strade che possono essere percorse tranquillamente con una bicicletta.

Nel frattempo, è diventato evidente che sempre più persone “sono passate dall’auto alla bici per gli spostamenti brevi”. I tempi di consegna delle biciclette, che ora sono saliti fino a dodici mesi, lo testimoniano. L’aumento superiore alla media delle vendite di biciclette da carico (cargo bike) del 40% nell’ultimo anno suggerisce anche che le bici stanno sostituendo sempre di più le auto nella vita quotidiana degli abitanti delle città. Nel fondo di Bachmann, le azioni di società dell’industria delle biciclette rappresentano attualmente circa il 4,5% del patrimonio gestito.

La lotta al cambiamento climatico costerà ogni anno oltre tremila miliardi di dollari entro il 2030/40.

DWS Invest ESG Climate Tech si concentra su due aree principali: in primo luogo, le aziende che aiutano a mitigare il cambiamento climatico. “Ad esempio, per raggiungere gli obiettivi fissati nell’Accordo sul Clima di Parigi, gli investimenti globali devono raggiungere gli oltre tremila miliardi di dollari all’anno entro il 2030/2040. Tale cifra equivale all’incirca al prodotto interno lordo (PIL) del Regno Unito o della Francia”, spiega Bachmann commentando la necessità degli investimenti.

La seconda area di investimento è quella delle azioni delle aziende che contribuiscono all’ adattamento alle conseguenze del cambiamento climatico osservabili già oggi. “Questi includono, ad esempio, le allergie, a causa dell’anticipo e dell’estensione della stagione dei pollini, ma anche le nuove malattie che si stanno diffondendo nell’emisfero nord, come la malaria o la febbre chikungunya. Per le strategie di adattamento corrispondenti, è necessario mettere a disposizione già oggi altri 150-300 miliardi di dollari all’anno”, sostiene il Gestore.

Le biciclette elettriche dovrebbero trainare la crescita dell’industria delle biciclette

Attualmente, il mercato globale delle biciclette tradizionali e delle e-bike, con circa 45 miliardi di dollari, è già sullo stesso piano di quello delle moto (39 miliardi di dollari) e dei camper (50 miliardi di dollari). Secondo Bachmann, la crescita nei prossimi anni sarà probabilmente trainata dalle biciclette elettriche. Solo un milione circa di queste bici è stato venduto in Europa nel 2015, nel 2020 il numero era già di circa 3,8 milioni, con la previsione di triplicare a quasi 12 milioni entro il 2025. “Soprattutto il miglioramento dell’autonomia delle batterie garantirà un crescente consenso da parte di tutte le fasce d’età e classi sociali”, afferma l’esperto ESG.

Per le bici tradizionali il quadro è invertito: mentre nel 2015 venivano ancora acquistati circa 20 milioni di queste biciclette, nel 2020 erano solo 17 ed entro il 2025 saranno probabilmente solo 16 milioni.

Oltre alla maggiore consapevolezza in generale delle conseguenze potenzialmente drammatiche del cambiamento climatico, è probabile che anche gli incentivi finanziari abbiano incoraggiato molte persone a passare alla bicicletta. “Nel quadro del “Green Deal” dell’UE, per esempio, sono disponibili 20 miliardi di euro per la promozione della mobilità urbana. La maggior parte dei fondi sarà usata per l’ampliamento delle piste ciclabili, ma una quota sarà destinata anche a sovvenzionare l’acquisto di nuove biciclette. In Italia, ad esempio, si è ricevuto fino a 500 euro per l’acquisto di una bici “, afferma Bachmann

A suo parere, anche le infrastrutture, che sono già state miglioratein molti modi, hanno contribuito alla domanda: “Nelle città, i parcheggi e le strade vengono ridotti e sostituiti da piste ciclabili o corsie condivise per biciclette e autobus. Inoltre, il parcheggio sulle piste ciclabili è punito più severamente, la distanza nei sorpassi dentro e fuori le città deve essere maggiore e i camion sono ora autorizzati a guidare solo a passo d’uomo quando svoltano. Questo rende la circolazione sulle strade un po’ più sicura per i ciclisti”, ritiene Bachmann, che come appassionato ciclista da corsa ha percorso circa 8.000 chilometri l’anno scorso.

Il quasi-oligopolio rende i fornitori particolarmente interessanti

Come nel settore automobilistico, anche nell’industria delle bici gli investitori possono investire nelle azioni dei produttori o in quelle dei fornitori. “I fornitori, che hanno quasi un oligopolio con corrispondenti grandi quote di mercato, margini elevati, buoni bilanci e un forte potere di determinare i prezzi, risultano particolarmente interessanti” spiega il Gestore. Tra di essi rientrano, ad esempio, i fornitori di motori, freni e celle per batterie sviluppati e prodotti appositamente per le biciclette elettriche.

Anche se i fornitori, come la maggior parte dei produttori, hanno attualmente una valutazione relativamente alta, l’industria delle biciclette mostra ottime prospettive. “Le capacità vengono utilizzate all’80-90%. I tempi di consegna sono da nove a dodici mesi – in alcuni casi non ci sono prodotti disponibili. Le aziende possono quindi adeguare retroattivamente, in alcuni casi del 10%, i prezzi delle bicie dei componenti ordinati l’anno scorso “, afferma Bachmann.

Si osserva anche una crescita a lungo termine. La penetrazione delle biciclette elettriche in Europa è già abbastanza elevata e, ad esempio, le vendite annuali in Germania sono aumentate del 30%, in Olanda addirittura del 50%. “Ma in Gran Bretagna e negli Stati Uniti solo dell’1-2%. In entrambi i paesi le sovvenzioni, che sono in via di introduzione con livelli di avanzamento diversi, possono quindi creare ulteriore domanda. Questo tema è tuttora nel radar di molti investitori e offre quindi un interessante potenziale”, secondo il Gestore

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