Investimenti: ecco come sfruttare al meglio la carenza di semiconduttori

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di Redazione 21 Giugno 2021 | 14:34

La carenza di semiconduttori su scala globale ha causato difficoltà alle aziende in molteplici settori, dai produttori di automobili alle società dell’elettronica di consumo. I lockdown in tutto il mondo hanno intralciato la catena di fornitura, mentre la domanda continuava a salire. “A nostro giudizio, sono in molti a credere che la domanda non farà altro che favorire la crescita degli utili. D’altra parte siamo convinti che il mercato non comprenda pienamente questo settore“. Parola di Mark Hawtin, Investment Director e gestore del fondo GAM Star Disruptive Growth di Gam, che di seguito spiega nel dettaglio la propria view e il proprio outlook.

La maggior parte degli analisti e degli investitori ha sempre visto i semiconduttori come un comparto in crescita. A nostro giudizio, i semiconduttori sono per natura ciclici. Certo, c’è un nuovo fattore trainante nel lungo periodo collegato ai veicoli elettrici, alle automobili, al 5G, ai sensori, all’Internet of Things, e così via, ma ciò non fa altro che renderli strumenti ciclici “growth”.

All’inversione del ciclo prevediamo un calo dei ricavi che farà scendere i margini sulle infrastrutture a costo fisso, il che a sua volta inciderà sugli utili. Il calo sarà prevedibilmente rilevante, pertanto il mercato non sarà più disposto a pagare le valutazioni altissime di oggi. L’effetto netto di questa compressione negativa potrebbe corrispondere a un calo dei prezzi del 30-50% circa in una fase di rallentamento economico. Questi cicli e le conseguenti fasi di compressione si sono presentati diverse volte negli ultimi 30 anni, e non c’è ragione per cui ciò non potrebbe accadere ancora.

Arete Research ha pubblicato di recente una ricerca che conferma che il settore non può essere considerato in modo olistico. Noi abbiamo scelto di non considerare i semiconduttori come un settore; a nostro giudizio, in quanto mercato verticale ignora l’uso finale dei prodotti. Il fatto che non investiamo molto direttamente in questo comparto si basa sulle valutazioni previste per le società che rientrano in temi che, a nostro giudizio, sono espressi in modo più conveniente in altre aree.

La nostra opinione si fonda su una filosofia di investimento tematico. Nell’azionario globale ci sono tanti fattori diversi e numerose variabili, a seconda dell’area e del tema, e noi riteniamo che la capacità di identificarli sia uno dei nostri punti di forza.

Tradizionalmente, i semiconduttori potevano essere considerati come un gruppo omogeneo, oggi però non è più così. A nostro giudizio, non vanno più visti come un mercato verticale, ma va preso in considerazione il loro utilizzo nelle diverse industrie, un approccio orizzontale che adottiamo in tutti i nostri investimenti. Si tratta di concentrarsi su chi utilizza il prodotto, non su chi lo produce. Partendo da tale considerazione, nel campo dell’archiviazione di dati apprezziamo Micron o Seagate. Nell’ambito della quarta ondata digitale (Digital 4.0), preferiamo le aziende che sviluppano infrastrutture basate sui dati come Sensata Technologies o Marvell.

Come investimento strutturale nei temi secolari, puntiamo sui produttori di wafer, che non dipendono dall’uso finale. Il componente prodotto non ha un uso finale definito. L’industria della fabbricazione di wafer si è molto ridimensionata, e oggi comprende solo tre grandi aziende. Ciò ha inciso sulla determinazione dei prezzi, mentre la domanda è scesa parecchio. Finché i prezzi non si sono stabilizzati nel 2019, i produttori di wafer hanno subito costanti pressioni sui prezzi, rifiutandosi di incrementare la capacità fino alla stabilizzazione dei prezzi. Questo fenomeno ha creato un effetto di monopolio, per cui queste aziende possono praticamente decidere il prezzo che vogliono.

Vale comunque la pena di ricordare che il costo dei wafer rappresenta meno del 5% del costo finale dei semiconduttori. Siltronic, fornitore di wafer al silicio, ha dichiarato che non intende costruire fabbriche in nuovi terreni edificabili, a meno che i prezzi non salgano del 30%. A quel livello, le valutazioni sembreranno assurde. Per tale ragione, se gli investitori vogliono sfruttare i problemi della catena di distribuzione, questa potrebbe essere una considerazione da fare per decidere se hanno scelto il mercato finale giusto.

Pertanto, a nostro giudizio, è difficile giustificare i prezzi delle valutazioni di oggi sui semiconduttori. Noi continueremo invece a cercare modi per investire nei temi che, a nostro giudizio, possono veramente generare alpha.

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