Asset allocation: le nuove opportunità per puntare sul settore idrico

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di Redazione 23 Giugno 2021 | 15:04

Inizialmente acclamati come prodotti chimici miracolosi per la loro elevata resistenza al calore e la grande tenuta, le aziende chimiche commercializzano i PFAS dal 1940. Ma quelle stesse proprietà prodigiose si sono rivelate pericolose per gli ecosistemi e la salute umana. I PFAS sono sostanze chimiche che possono trovarsi nel nostro cortile, ma anche nel nostro salotto, cucina, bagno e acqua di rubinetto. Le sostanze per- e polifluoroalchiliche (o PFAS in breve) non solo sono ovunque, ma si sono anche guadagnate il famigerato soprannome di “forever chemicals” – non si decompongono naturalmente e quindi si accumulano nell’ambiente e nel corpo umano.

Non si tratta di un’unica sostanza chimica, bensì di una vasta classe di sostanze (più di 4.700) ampiamente utilizzate nei processi industriali e nei beni di consumo. È stato confermato che i due più noti (sottogruppi PFOA e PFOS) causano gravi problemi di salute e rappresentano un rischio per la salute pubblica. Per questo motivo, molti Paesi ne hanno vietato la produzione, ma sono ancora necessari sforzi per bonificare la contaminazione nelle forniture di acqua e nei terreni. Ecco di seguito la view di Dieter Küffer, Senior Portfolio Manager della strategia RobecoSAM Sustainable Water Equities di Robeco.

La US Environmental Protection Agency (EPA) ha recentemente emesso un accertamento regolamentare per PFOA e PFOS, un passo importante per stabilire i livelli minimi di concentrazione consentiti nelle forniture di acqua pubblica. Misure simili sono in vigore nell’UE e in altri paesi del mondo. Ma oltre a PFOA e PFOS, migliaia di altri PFAS sono ancora prodotti e usati nell’economia globale. I rischi confermati relativi a pochi di essi hanno sottoposto l’intero gruppo a un più attento scrutinio. Dati il contesto normativo più stringente e l’accresciuta consapevolezza pubblica, il mercato per il trattamento e la bonifica dei PFAS già presenti nei rifornimenti idrici è destinato a crescere. A marzo, l’amministrazione Biden ha annunciato più di cento miliardi di dollari di finanziamenti per costruire un’infrastruttura idrica solida che includa la decontaminazione e il monitoraggio dei PFAS nel suolo e nelle riserve idriche degli Stati Uniti.

Dato l’uso diffuso di PFAS e il loro impatto di vasta portata, ci sono significative opportunità di investimento legate al rilevamento e alla bonifica. Di seguito, le aree specifiche lungo la catena del valore dell’acqua:

Acqua potabile e potenziamento dei servizi pubblici

I tipici filtri domestici non sono in grado di rimuovere i PFAS dall’acqua del rubinetto. I fornitori di tecnologie per l’acqua stanno sviluppando prodotti per aiutare gli operatori dei servizi pubblici a rilevare e trattare, gestire e monitorare i contaminanti nelle reti di approvvigionamento idrico comunale. Attualmente, i trattamenti dell’acqua sono limitati al carbone attivo granulare (GAC), allo scambio ionico (IO) e alle tecnologie di osmosi inversa (RO). Tuttavia prevedono costi elevati e frequenti cambi di membrane filtranti. Inoltre, non c’è garanzia che rimuovano il 100% dei PFAS contaminanti. Alcuni servizi pubblici hanno già tecnologie GAC per rimuovere altri microinquinanti. Tuttavia, stando ai nuovi limiti massimi di contaminazione (MCL), devono essere trovate tecnologie più precise che non solo soddisfino i limiti normativi, ma migliorino anche l’accessibilità, la capacità e l’efficienza del sistema.

Trattamento dei rifiuti

Poiché i PFAS sono persistenti nell’ambiente, regole più severe per lo smaltimento dei PFAS e le politiche di bonifica avranno un impatto sul trattamento dei rifiuti solidi e industriali. Sia i materiali liquidi che quelli solidi usati nel processo di bonifica dei PFAS (attraverso le tecnologie GAC, IO e RO) devono essere smaltiti correttamente. Questi biosolidi delle acque reflue sono a volte riciclati e usati come prodotti fertilizzanti per l’agricoltura. Tuttavia, le acque reflue contaminate da PFAS possono passare nei prodotti agricoli e infine ai consumatori. L’interramento di questi materiali è una soluzione temporanea, ma sono necessarie soluzioni permanenti. Si ritiene che l’incenerimento tramite tecnologie di trattamento termico distrugga il 99,999% dei PFAS nei materiali di scarto. Tuttavia, ha anche i suoi problemi. In primo luogo, la capacità è ancora limitata e sono necessari ulteriori investimenti per raggiungere i livelli necessari. Inoltre, timori sui costi ambientali associati all’incenerimento, che rilascia composti degradati nell’atmosfera, potrebbero rendere le soluzioni termiche proibitive.

Test e ispezioni

La bonifica è necessaria non solo dove i PFAS sono passati attraverso i corsi d’acqua naturali o le strutture idriche municipali, ma anche i siti dove sono stati prodotti e utilizzati. Società specializzate di ingegneria e consulenza stanno giocando un ruolo importante nel consigliare le autorità sulle strategie di bonifica dei PFAS. Insieme alla consulenza di esperti, occorrono società di test, ispezione e certificazione per identificare e analizzare non solo le contaminazioni da PFAS ma anche altri inquinanti.

L’impatto complessivo di tutti i PFAS non è ancora chiaro. Quel che è certo è che la società e i prodotti sintetici che consuma stanno diventando sempre più sofisticati, il che significa che i rifiuti stanno diventando più complessi (e pericolosi). In futuro, anche la potenza e la precisione dei servizi di base come la fornitura di acqua potabile e l’efficiente smaltimento dei rifiuti devono migliorare per proteggere la salute pubblica e le risorse naturali. Flussi di crescita costante dovrebbero far salire gli investimenti in tutta la catena del valore dell’acqua nel prossimo decennio.

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