Mercato immobiliare globale, trend e previsioni dei vari settori

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di Redazione 23 Giugno 2021 | 12:46

L’inizio della ripresa del mercato immobiliare è ancora incerto e varia da Paese a Paese. Secondo l’ultimo report di JLLGlobal Real Estate Perspective”, a livello globale nel primo trimestre dell’anno si sono registrati volumi pari a 187 miliardi di dollari, corrispondenti a circa il 13% in meno rispetto all’anno precedente.

Gli investitori globali dotati di molta liquidità continuano a giocare un ruolo chiave nel mercato, con impieghi pari a 17,5 miliardi di dollari nei primi mesi del 2021. Il settore degli uffici ha rappresentato il 48% degli investimenti da parte degli investitori globali, rafforzando il loro ruolo chiave per la ripresa del settore. L’allocazione di capitale verso il settore immobiliare da parte degli investitori istituzionali continua ad aumentare e si prevede che nel 2021 raggiungerà una quota pari al 10,9.

Il settore residenziale

La forte domanda, combinata con una tenuta dei prezzi, ha fatto sì che i segmenti complementari al multifamily abbiano attirato una crescente attenzione, tra cui il residenziale monofamiliare, il coliving e le strutture per anziani. Nel settore multifamily, il tasso di raccolta degli affitti è rimasto elevato sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito. l’allentamento delle restrizioni e la riapertura delle attività hanno fatto registrare una ripresa della domanda nelle località urbane, dove il numero di visite e di contratti di locazione firmati è cresciuto molto nel primo trimestre.

I volumi delle transazioni negli Stati Uniti nel 1° trimestre sono scesi del 22,6% rispetto all’anno precedente; tuttavia, questo periodo segue il 4° trimestre più forte della storia. Anche i mercati europei hanno iniziato il 2021 con slancio dopo un 2020 in cui il 30% dell’attività di investimento era orientato verso immobili nuovi. Gli investimenti nel multifamily hanno subito un’accelerazione anche nella zona asiatica. In Giappone il settore ha costituito circa la metà di tutte le transazioni registrate nel 2020 e questo trend sta proseguendo anche nel 2021.

Il settore dei corporate occupier

Il mondo corporate occupier è in una fase di transizione e l’incertezza legata alla pandemia rimane alta. I piani di rientro delle società continuano ad evolversi con il 56% delle aziende che sta preparando piani per il ritorno in ufficio nella seconda parte del 2021. Ciò che è certo è che pochissime organizzazioni torneranno ai modi di lavorare precedenti alla pandemia, il 2021 sarà un anno di sperimentazione. Non c’è ancora una tabella di marcia dettagliata da seguire e sapersi adattare con agilità ai cambiamenti sarà una necessità per il prossimo futuro.

Il settore uffici

A livello globale il mercato degli uffici rimane debole, con i volumi di take-up del primo trimestre in calo del 31% rispetto al primo trimestre del 2020. Tutte e tre le macro-regioni (Asia, EMEA e Stati Uniti) hanno registrato volumi di transazione più bassi rispetto ad anni passati. Gli Stati Uniti sono stati i più colpiti (-45% a/a), mentre l’Europa ha dimostrato una maggiore capacità di recupero (-8% a/a).

La pandemia ha sottolineato quanto gli ambienti – inclusi gli spazi adibiti a ufficio – svolgano un ruolo nella tutela della salute e per il benessere individuale e comunitario. Questo aspetto si riflette in una maggiore attenzione per questi temi che probabilmente aumenteranno l’attuale polarizzazione della domanda tra stock primario e secondario. L’accelerazione dei programmi di vaccinazione in Europa e negli Stati Uniti dovrebbe garantire che i timidi segnali di ripresa si trasformino in un aumento di volumi di locazione nella seconda metà dell’anno.

I tenant si stanno concentrando su soluzioni che offrano uno spazio autonomo dove avere pieno controllo del proprio ambiente. La maggior parte degli operatori ha messo in pausa i piani di espansione e sta ripensando i propri portafogli. Nel breve termine si cercano nuovi flussi di reddito, come l’offerta di pass giornalieri e l’accesso su richiesta ai loro locali.

Il settore retail

Il settore del retail continua ad affrontare sfide complesse nei principali mercati a livello globale a causa delle misure per contenere la diffusione della pandemia da COVID-19. Tuttavia, il settore ha iniziato ad avere un primo assaggio di come la ripresa dei mercati del commercio si potrà sviluppare, con un aumento dell’attività nei Paesi dove l’uso dei vaccini sta fungendo da punto di svolta.

Mentre molte realtà stanno ridimensionando il loro ruolo nel mercato a causa di una riduzione netta della domanda, la base degli operatori nei mercati principali è destinata ad ampliarsi con l’ingresso di nuovi brand e modelli di business. I produttori di beni di consumo, i rivenditori di moda sostenibile, i produttori di veicoli elettrici e gli specialisti in beni di lusso stanno cercando di aumentare la loro quota di mercato, mentre quelli che gestiscono “dark store” e “dark kitchen” stanno mostrando interesse ad occupare spazi retail.

La logistica

Nel primo trimestre dell’anno la domanda di spazi logistici ha registrato buoni volumi a livello globale, sostenuti da una robusta richiesta da parte dell’e-commerce e dei 3PL. La forte domanda e i ritardi nella costruzione hanno causato un accumulo nella pipeline di sviluppo, anche se lo spazio libero finora rimane basso e relativamente stabile nella maggior parte dei mercati.

La crescita dello shopping online ha portato a un aumento della domanda di nuove strutture logistiche dell’ultimo miglio, dove i valori elevati dei terreni e la mancanza di spazio disponibile hanno creato diverse sfide per gli sviluppatori e gli occupier. Questo ha spinto l’interesse verso interventi di conversione e strutture multipiano. Altre tendenze hanno interessato la crescente domanda di strutture per la logistica del freddo e la necessità di aumentare la resilienza delle catene di approvvigionamento.

Il settore hotel

Dopo un 2020 difficile, l’industria globale del turismo sta lentamente iniziando a vedere le performance muoversi in una direzione positiva grazie al miglioramento dei programmi di vaccinazione. I viaggi d’affari dovrebbero subire limitazioni anche quest’anno, tuttavia si attende una graduale ripresa.

Gli investimenti alberghieri hanno continuato ad essere sottotono. Una situazione che riflette alcuni fattori, tra cui un livello di sofferenza inferiore rispetto a quanto originariamente previsto, una mancanza di prodotti di qualità sul mercato e l’abbondanza di capitale disponibile che aumenta la competizione per i pochi beni di qualità in vendita.

Data Center

Il 2020 è stato caratterizzato da una forte domanda di data center in tutte e tre le aree. Negli Stati Uniti la domanda aggregata è balzata del 72,9% nel 2020, mentre i volumi in UK sono aumentati del 72%. Lo scorso anno i servizi cloud hanno dominato la domanda in tutto il mondo e si prevede un’ulteriore espansione nel 2021. Le grandi aziende tecnologiche, i fornitori di cloud e i social media stanno guidando la crescita. A questa vigorosa domanda corrisponde una pipeline di sviluppo in forte espansione.

Attualmente sono state evidenziate cinque principali tendenze nel settore dei data center: una forte domanda di cloud, una ripresa della colocation, un aumento delle operazioni di M&A, la crescita della domanda per il 5G e la sempre maggiore attenzione alla sostenibilità.

A cura di Idealista.it

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