Asset allocation: per l’oro nero si prospetta un futuro roseo

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di Redazione 24 Giugno 2021 | 15:37

Con temperature sopra la media previste per la maggior parte degli Stati Uniti per luglio, anche la domanda di elettricità per alimentare l’aria condizionata potrebbe essere sopra la media. Il 40% dell’elettricità negli Stati Uniti è prodotta usando il gas naturale e più del 35% del gas naturale consumato negli Stati Uniti è destinato all’energia elettrica, che costituisce quindi la maggiore fonte di domanda di gas naturale per settore. Nel 2020 l’elettricità è stato l’unico settore ad aver aumentato la sua domanda di gas naturale.

I prezzi di questa commodity sono saliti dell’11,5% nell’ultimo mese, riflettendo questo potenziale di domanda elevata, il livello stagionale più alto degli ultimi sei anni. La parte anteriore della curva dei futures del gas naturale è relativamente piatta (con solo uno 0,5% di roll drag al momento, un valore basso rispetto agli standard storici). Gli impianti di perforazione del gas naturale in funzione si stanno riprendendo dai minimi del 2020, ma sono ancora lontani dai livelli di picco visti l’ultima volta nel 2019. È interessante notare che buona parte dell’aumento degli impianti di perforazione attivi per il gas naturale si trova principalmente nella zona dell’Haynesville, che è vicina ai terminali di esportazione del gas naturale. Nel 2020 circa il 45% delle esportazioni di gas naturale degli Stati Uniti spedite oltreoceano era in forma di gas naturale liquefatto (GNL) e questa è un’area di crescita in forte espansione in grado di soddisfare i deficit energetici in Asia ed Europa.

L’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC) e la Energy Information Agency (EIA) degli Stati Uniti hanno tutti aumentato le loro previsioni di domanda di petrolio. L’AIE prevede che la domanda di petrolio raggiungerà i livelli pre-pandemici entro la fine del 2022. L’OPEC prevede che la domanda mondiale di petrolio nel 2021 recupererà 6 milioni di barili al giorno, mentre l’offerta non-OPEC aumenterà solo di 0,8 milioni di barili al giorno. Ciò significa che sarà più forte da parte dell’OPEC la richiesta di aumentare i livelli di produzione. Al momento, l’Organizzazione non ha annunciato ulteriori aumenti di produzione oltre a quello di luglio di 841 mila barili al giorno (dopo gli aumenti di produzione di maggio e giugno). Ma riconosce pienamente la scarsità del mercato. Inoltre, la capacità di riserva dell’OPEC è ai massimi pluridecennali, e quindi ha abbastanza potenza di fuoco per rifornire il mercato. Crediamo che se si verificassero delle carenze reali nel mercato, si tratterebbe di un risultato politico intenzionale da parte dell’OPEC, che ha tutto il potenziale per rifornire ampiamente il mercato.

Anche se i prezzi del carbonio sono scesi del 7% dal picco raggiunto il 14 maggio 2021, sono ancora scambiati quasi al 45% sopra la media mobile a 200 giorni. Con una sfida così grande come quella della decarbonizzazione e una ripresa economica che sta prendendo forma in tutta Europa (la ripresa dell’attività economica di solito aumenta l’attività di emissione di carbonio), i mercati si aspettano che la disponibilità di quote dell’Unione europea rimanga molto limitata.

A cura di Nitesh Shah, Director, Research di WisdomTree

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