Vigilanza Ocf, battaglia in tribunale

A
A
A
di Fabrizio Tedeschi 11 Giugno 2021 | 09:38
Un consulente finanziario contesta di fronte alla magistratura i poteri sanzionatori dell’Organismo di Vigilanza e Tenuta dell’Albo. Un caso destinato a far discutere

È stata sottoposta al vaglio della magistratura la legittimità del potere sanzionatorio dell’OCF. Un ricorso in corte d’appello eccepisce la legittimità di un provvedimento sanzionatorio a causa della carenza di un valido potere in capo all’OCF. L’assunto si basa sulla violazione dell’art. 67 della direttiva n.65/2014 MiFID II. L’OCF, recita l’articolo 1 dello statuto, è un’associazione di carattere privato con personalità giuridica; a esso è stato inizialmente affidato il compito di gestire le tre sezioni dell’albo dei consulenti finanziari, mentre la funzione di vigilanza e conseguente potere sanzionatorio erano rimaste in capo a Consob. Solo successivamente anche le funzioni di vigilanza sono state trasferite a OCF. L’articolo 67 della direttiva impedisce che un’associazione di tipo privato svolga funzioni discrezionali come la vigilanza e che eserciti poteri pubblici quale quello sanzionatorio nei confronti dei membri di un albo pubblico. Ne consegue che l’attuale formulazione del comma 4 dell’art.31 TUF si pone in contrasto con la direttiva europea, non essendo l’OCF un ente pubblico. In concreto, la funzione di vigilanza e il potere sanzionatorio sono attribuiti al Comitato di Vigilanza, formato dal Presidente di OCF e da quattro membri nominati dal Comitato Direttivo, tutti soggetti espressione diretta dell’assemblea di OCF e che non sono di nomina pubblica. Si tratta d’un caso di palese contrasto tra la normativa europea e quella nazionale. In conclusione, all’OCF sono stati conferiti poteri che non avrebbe potuto avere ai sensi della normativa comunitaria. Promanando da un organo privo di legittimazione, il provvedimento sanzionatorio è inesistente o perlomeno nullo e la corte d’appello è stata chiamata a decidere della questione. Inutile aggiungere che, in caso di dichiarazione di carenza di poteri discrezionali in capo all’OCF, decadrebbero tutti gli atti a contenuto discrezionale dallo stesso emanati con gravi conseguenze per l’intero sistema.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

NEWSLETTER
Iscriviti
X