Investimenti: resta stabile la propensione degli italiani

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di Redazione 1 Luglio 2021 | 13:02

Viaggi all’orizzonte, ma anche la possibilità di poter risparmiare per garantirsi una maggiore tranquillità. Dopo oltre un anno di restrizioni, a causa della pandemia di Covid-19, con l’avvicinarsi della stagione estiva, nella classifica dei progetti delle famiglie, a vincere sono soprattutto la voglia di andare in vacanza e al contempo il desiderio di poter accumulare una “riserva” per vivere in sicurezza, anche nel caso di eventuali nuove emergenze.

È quanto rivela l’ultima edizione (primavera 2021) dell’Osservatorio semestrale, a cura di Anima Sgr e realizzato in collaborazione con la società di ricerche di mercato Eumetra. L’indagine, attraverso questionari erogati online, ha l’obiettivo di analizzare i comportamenti finanziari e le abitudini di risparmio delle famiglie italiane in funzione dei loro progetti. La rilevazione, in particolare, è stata condotta nel mese di marzo su un campione di 1.030 adulti “bancarizzati” (cioè titolari di un conto corrente bancario o libretto bancario/postale), con accesso al web, rappresentativo di circa 35 milioni di persone (di cui 52% uomini e 48% donne). All’interno di questo bacino il 50%, oltre ad essere “bancarizzato”, è anche investitore.

Presente grigio ma il futuro un po’ meno

Analizzando il campione di riferimento se si considera, in primo luogo, la situazione economica e la solidità finanziaria del nostro Paese, rispetto ad un anno fa, il sentiment, complice le diverse ondate della pandemia, è peggiorato e, pertanto, per il 74% dei “bancarizzati” e il 68% degli “investitori”, il contesto si conferma “grigio”. Tra l’altro, l’86% dei bancarizzati e l’82% degli investitori ritiene che la vicenda del Covid-19 avrà un impatto negativo sulla situazione economica domestica non soltanto oggi ma almeno nel “medio termine”. Guardando, tuttavia, al futuro prossimo, ovvero alla situazione economica dell’Italia tra un anno, si riduce il fronte dei pessimisti, che per i bancarizzati rappresenta il 45% e per gli investitori il 36%.

Il pessimismo, però, diminuisce ulteriormente prendendo in esame la propria situazione personale, rispetto ad un anno fa. Vale a dire, le risposte mostrano una riduzione dei pessimisti rispetto ai tempi della prima e della seconda ondata di Covid-19, un trend di maggior fiducia, innanzitutto da parte di chi nonostante la pandemia è riuscito a risparmiare e magari anche ad investire, sentendosi così più sicuro e tranquillo nel caso di eventuali eventi non previsti. Un trend che migliora ancora, in prospettiva, viaggiando con la mente tra un anno: si scende rispettivamente al 29% per i bancarizzati e al 23% per gli investitori.

Per quanto riguarda, infine, la solidità finanziaria del proprio patrimonio personale, dal 39% dei bancarizzati e dal 55% degli investitori viene giudicata molto/abbastanza solida.

Pandemie e malattie infettive in cima alla scala dei rischi

Come già riscontrato in occasione della rilevazione autunnale del 2020, la pandemia ha cambiato anche la percezione dei rischi considerati più gravi e questo vale sia per i “bancarizzati” che per il fronte degli “investitori”, con percentuali abbastanza allineate. In particolare, le pandemie, insieme alle malattie infettive, si presentano oggi in vetta alla classifica (tra l’altro, rispetto ad ottobre 2020 si sale dal 63% al 68% per i bancarizzati e dal 60% al 67% per gli investitori); subito dopo, al secondo posto, il rischio di disoccupazione e di recessione; seguono, in ordine di gravità, shock finanziari, cambiamento climatico e disastri naturali.

Progetti: prima di tutto tornare a viaggiare e risparmiare

Superati molti mesi di restrizioni, alla luce delle recenti riaperture, si riscontra un significativo balzo dei progetti legati alla possibilità di poter viaggiare e andare in vacanza: rispetto ad ottobre 2020 si passa dal 29% al 38% per i bancarizzati e dal 30 al 39% per gli investitori. Resta fermo, inoltre, per tutti il progetto di risparmiare sia per le emergenze (sia per i bancarizzati che per gli investitori oltre il 50% del campione) che per accumulare una riserva di sicurezza (si passa dal 24% al 33% per i bancarizzati e dal 33% al 39% per gli investitori). Tra l’altro, il 57% dei bancarizzati e il 75% degli investitori ha risposto di riuscire a risparmiare con costanza.

Confermata la resilienza della propensione ad investire

L’indagine conferma anche questa volta la resilienza della propensione ad investire: il 60% dei bancarizzati e l’80% degli investitori ha dichiarato che se oggi avesse dei soldi da investire punterebbe su prodotti finanziari (rispetto ad un 29% e 28% rispettivamente che sceglierebbero immobili).

Sostenibilità, sempre più un tema del presente per rendere il futuro migliore

La sensibilità e l’attenzione delle persone e delle aziende verso comportamenti più virtuosi sul fronte della sostenibilità è aumentata negli ultimi tempi, complice anche la pandemia. In particolare, si sta assistendo ad un incremento della consapevolezza di come gli impatti climatici del pianeta possano incidere negativamente sia sulla salute pubblica che sulle economie di tutto il mondo. Il 70% dei bancarizzati e il 66% degli investitori ritiene, infatti, ritiene che un’azienda che si definisce “sostenibile” debba occuparsi di rispetto dell’ambiente e non inquinare; ancora debba impegnarsi nella lotta al cambiamento climatico (per il 42% dei bancarizzati e per il 44% degli investitori) e al tempo stesso rispettare i dipendenti e proteggere i posti di lavoro (per il 38% dei bancarizzati e per il 39% degli investitori).

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