Asset allocation, ecco come posizionarsi nel terzo trimestre

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di Gianluigi Raimondi 1 Luglio 2021 | 15:04

Il primo semestre del 2021 si chiude con risultati positivi per alcune asset class e gli indici azionari che hanno toccato i nuovi massimi. “Il terzo trimestre alle porte si profila come la parte conclusiva dell’inizio del nuovo ciclo espansivo globale. L’inflazione è il tema principale di questo periodo con le Banche Centrali che assumono un ruolo sempre più importante, spostando pian piano l’attenzione verso l’occupazione e i cambiamenti climatici”. Ad affermarlo sono gli analisti di Kairos, che di seguito illustrano nel dettaglio il loro market outlook per questo nuovo trimestre iniziato oggi.

L’asset allocation

La nostra asset allocation continua a privilegiare gli investimenti azionari, con una significativa presenza di strategie flessibili e una solida ancora sui temi strategici dello sviluppo sostenibile, del cambiamento climatico, dei nuovi modelli di consumo.

Un peso rilevante è dedicato al mercato azionario italiano. Il rinnovato interesse degli investitori domestici ed esteri è conseguente alla concomitanza di molteplici fattori: la credibilità del governo Draghi; l’ulteriore passo verso un debito comune per l’Eurozona; i bassi tassi d’interesse; il programma di supporto (PEPP) della BCE. La recente leggera discesa dei rendimenti a lungo dei governativi core non rappresenta l’inizio di un nuovo trend positivo per il reddito fisso: manteniamo quindi il rischio tasso a valori modestissimi.

Anche il credito richiede estrema circospezione, dato il profilo di rischio/ rendimento palesemente asimmetrico. L’evoluzione dei valori di volatilità andrà monitorata attentamente e sfruttata a fini di copertura o per aggiungere preziosi punti base ai rendimenti; altrettanto, una quota di liquidità è utile per approfittare di opportunità di breve.

Overview (di Guido Brera – CIO e Alberto Tocchio – Responsabile Gestioni Collettive)

“Il 2021 si sta dimostrando un anno estremamente positivo per alcune asset class e non è certo stato avaro nel sorprenderci con diverse dinamiche importanti. Le performance degli indici azionari da inizio anno sono in Europa tutte a doppia cifra e comunque molto positive anche a livello globale. Tuttavia, sebbene i mercati azionari europei abbiano assistito ad un rally storico dai minimi di marzo dell’anno scorso, continuano a riflettere da un lato la povertà dei rendimenti sui bond e dall’altro una crescita macroeconomica che sta entrando nella fase più importante, dove la mobilità è tornata ai livelli pre-Covid con la fine del mese di giugno e che potrebbe portarci presto a nuovi upgrade sui risultati trimestrali”.

Macro (di Alessandro Fugnoli – Strategist)

“Il terzo trimestre, stagionalmente, è interessato da correzioni a volte anche considerevoli. Quest’anno, tuttavia, le correzioni saranno superficiali e costituiranno un’occasione di acquisto. Quanto all’azionario, di fronte a una crescita impetuosa e a tassi fermi, è verosimile che, nonostante le valutazioni elevate già raggiunte, il rialzo proseguirà, anche se più lentamente. I settori che ne trarranno maggiore beneficio saranno ancora i ciclici. Si comincerà però a vedere un minore interesse per gli early cyclicals, come l’auto, a vantaggio dei late cyclicals, come banche e assicurazioni. La tecnologia di qualità, visti i tassi fermi, non avrà ragioni per scendere e avrà anzi spazi di rialzo a patto di garantire utili in crescita”.

Bond (di Rocco Bove – Head of Fixed Income)

“Appare evidente che a muovere i mercati siano più le aspettative che i dati e soprattutto, in questo momento così delicato, è inevitabile che tutti gli occhi continuino ad essere rivolti alle Banche Centrali, ai loro messaggi, alle loro scelte, portando ad un’esegesi quasi esasperata delle minute dei singoli incontri o dichiarazioni, pesando e ripesando ogni parola ed ogni virgola. Nell’attuale contesto, ci manteniamo cauti verso asset obbligazionari più tradizionali legati al rischio tasso; rimaniamo invece costruttivi su segmenti come gli inflation linked, i convertibili, i bond financials e il credito in generale seppur accompagnando le scelte di investimento, soprattutto in quest’ultimo segmento, con una crescente attenzione alla parte micro”.

Focus ESG (di Riccardo Valeri – senior portfolio manager e gestore del fondo KIS ActivESG)

“Gli investimenti ESG continuano ad attrarre l’interesse di un numero crescente di investitori a livello globale. Secondo recenti studi, nel 2021, almeno 3 per ogni 10 euro investiti sono stati indirizzati verso strategie sostenibili. A metà anno le masse gestite ESG sono più che raddoppiate rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Anche la regolamentazione ESG si sta muovendo velocemente. SFDR e Tassonomia, ad esempio, cambieranno il mercato sostenibile nei prossimi trimestri. Secondo u report di Assogestioni, in Italia il 25% dei fondi aperti dichiarano di essere sostenibili. Se inizialmente per essere ESG bastavano le “esclusioni” (cioè non investire in alcuni settori), man mano che passa il tempo, gli investitori stanno diventando sempre più sofisticati nel recepire il modo in cui i dati non finanziari vengono integrati nel processo di investimento. La nuova frontiera dei fondi sostenibili sono i cosiddetti “fondi a impatto”, dove si è in grado diquantificare l’impatto positivo su ambiente o società di un determinato investimento finanziario”.

Focus Climate Change (di Francesco Zantoni – portfolio manager e gestore del fondo KIS Climate Change ESG)

“La tecnologia e le energie rinnovabili restano il miglior veicolo per investire nel tema della lotta al cambiamento climatico. Si ripropone inoltre con vigore anche la profonda convinzione che il processo di transizione energetica e tecnologica in atto avrà nella disruption dei business tradizionali il suo effetto più visibile. Questo comporterà con buona probabilità che le tecnologie disruptive manterranno un corposo premio valutativo sul mercato nel medio termine”.

Equity Europa (di Federico Trabucco – portfolio manager)

L’azionario europeo, sia pure di misura, sembra la migliore area geografica tra i mercati sviluppati. In particolare Germania, Italia, Svezia hanno finora guidato il rialzo I finanziari e alcuni ciclici sono invece i migliori settori. Reflazione, riaperture e cyclical value sono stati tra i temi di successo. Il focus dell’estate sarà sui tassi (Jackson Hole in agostoe FOMC di settembre), ancora sull’inflazione, sulle elezioni tedesche e sulle prime implementazioni del piano europeo di sviluppo (Next Generation EU)”.

Focus Infrastructure (di Oriana Bastianelli – portfolio manager e gestore del fondo KIS KEY)

Le previsioni per la seconda parte dell’anno continuano ad essere per un trend flat rispetto ai dati normalizzati del 2019 per le autostrade e un calo del 50% ne mondo aeroportuale. Tutto ciò dovrebbe portarci ad un outlook di traffico per l’intero anno in calo fra il 5% e il 10% per il mondo autostradale e in calo del 60-70% per il mondo aeroportuale. Positivo invece l’outlook delle infrastrutture per le telecomunicazioni, principalmente torri, che in Europa godono di un’aspettativa di accelerazione della crescita organica legata alla necessità di densificazione delle reti in vista dello sviluppo del 5G, sulla falsariga di quando già avvenuto negli Stati Uniti, e di un generalizzato impulso alla maggiore digitalizzazione. La scelta di molti operatori telecom volge alla monetizzazione del “portafoglio torri” a favore di società specializzate, capaci di offrire chiare regole di accesso e di provvedere al processo e agli investimenti necessari per la costruzione di nuovi punti di accesso.”

Equity Italia (di Massimo Trabattoni – Head of Italian Equity)

“Da parte nostra siamo convinti che l’Italia sia tornata investibile. Prestiamo attenzione alla definizione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e sui criteri di spesa delle risorse del Recovery Fund, nonché sulla tipologia di riforme che verranno poste in essere”.

Focus Disruptive Technologies (di Riccardo Quagliotti – portfolio manager e gestore del fondo KIS New Era ESG)

“L’outlook per il terzo trimestre presenta per le Disruptive Technologies interessanti spunti nonostante la stagionalità estiva associata al rallentamento delle attività produttive. ”

Focus Alternatives (di Mario Unali – portfolio manager)

“Le riaperture post-pandemia favoriscono l’andamento dei titoli più esposti allo sviluppo economico: Europa e Giappone sugli scudi. Il tema della sostenibilità, declinato in particolare attraverso alcune materie prime (rame, nichel, ecc.) e i titoli azionari ad esse legate, potrà offrire opportunità di trading tattico nel contesto di un’impostazione rialzista del tutto immutata, anche dopo le correzioni che nel secondo trimestre hanno interessato alcuni mercati a seguito dei forti rialzi speculativi di inizio anno”.

Focus Millenials (di Riccardo Baldissera – portfolio manager e gestore del fondo KIS US Millenials ESG)

“Se c’è una generazione che sta trainando la ripresa post-pandemica è senza dubbio quella dei Millennials. Le intenzioni di spesa si concentrano principalmente nel turismo: una generazione di globe-trotter che tornerà a poter viaggiare sarà la chiave per la rinascita dell’industria più colpita dai lockdown. Anche gli altri

settori, quali abbigliamento e ristorazione, daranno il loro contributo a un boom economico che poggia le basi sulla messa in circolo dei quasi 3 trilioni di dollari di risparmi a disposizione dei consumatori americani”.

Focus Emerging markets (di Moreno Tatangelo – portfolio manager e gestore del fondo KIS Emerging Markets)

“Nei Mercati Emergenti, il dilemma che i banchieri centrali e i governi si trovano a fronteggiare è quello di continuare a privilegiare la crescita con politiche espansive o correre il rischio di minarne le basi sul nascere per tenere sotto controllo l’inflazione. L’evoluzione della pandemia nei singoli paesi e in particolare la diffusione di nuove varianti hanno influenzato e continueranno ad influenzare il processo decisionale dei policy makers. In India, che fino ad aprile aveva le prospettive di recupero migliori, la diffusione della variante Delta ha rallentato la crescita; le prospettive di crescita della Cina invece continueranno a essere influenzate dall’effetto combinato del sostegno alla ripresa della domanda globale sul fronte delle esportazioni e della normalizzazione delle politiche macro lato interno. Le economie di Brasile e Russia si stanno riprendendo più velocemente del previsto e hanno raggiunto il livello pre-crisi nel secondo trimestre del 2021, aiutate da un progressivo allentamento delle restrizioni”.

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