Crolla il mercato delle Ipo nel 2008

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di Marco Mairate 10 Luglio 2008 | 09:55
Le offerte pubbliche di acquisto (IPO) sono da sempre un termometro del sentiment generale sui mercati. Più la Borsa sale più aziende vogliono ricorrere al mercato equity, al contrario nelle fasi di debolezza le aziende stanno alla finestra. Secondo la nuova edizione trimestrale della ricerca Global IPO Update pubblicata da Ernst & Young, nel secondo trimestre dell’anno, i capitali raccolti tramite Ipo sono scesi del 59%.

Le attività relative alle offerte di collocazione iniziale sul mercato azionario (IPO) hanno registrato un calo sostanziale rispetto all’anno precedente, pur essendo rimaste relativamente stabili durante il secondo trimestre del 2008 rispetto al trimestre scorso: sono questi i dati principali che emergono dalla nuova edizione trimestrale della ricerca Global  IPO Update pubblicata da Ernst & Young.

Nel secondo trimestre di quest’anno un totale di 258 IPO ha raccolto 37,4 miliardi di dollari, dunque un calo rispetto ai 41,2 miliardi di dollari totalizzati nel trimestre precedente da parte di 247 IPO.

Se paragonato allo stesso trimestre del 2007, il capitale totale raccolto ha subito una flessione significativa pari al 59% (passando da 90,4 miliardi di dollari a 37,4 miliardi di dollari), mentre il numero di operazioni si è più che dimezzato (da 567 a 258). Inoltre, secondo le stime fornite da Dealogic, nei primi sei mesi del 2008 è stata posticipata o ritirata una quantità superiore di IPO (177) rispetto a quanto avvenuto in tutto il 2007 (169).

I mercati emergenti si sono confermati al vertice delle IPO condotte in questo secondo trimestre, con il primato che spetta alla Cina  sia in termini di valore (6,2 miliardi di dollari) che di volume (56 IPO).

Sette delle prime dieci e quindici delle prime venti IPO per capitale raccolto sono state condotte da mercati emergenti. La classifica dei capitali raccolti vede quattro Paesi che hanno totalizzato insieme la metà del valore complessivo: la Cina (6,2 miliardi di dollari); il Brasile (4,6 miliardi di dollari); gli Stati Uniti (4.3 miliardi di dollari); e l’Arabia Saudita (3,4 miliardi di dollari). Fra i Paesi maggiormente attivi in termini di numero di operazioni concluse si trova la Cina (56), seguita dalla Polonia (21), e a pari merito l’Australia, la Corea del Sud e l’India (17). 


Gil Forer, Global Director of IPO Initiatives di Ernst & Young, ha così commentato: “I mercati emergenti stanno rimettendo in moto la pipeline delle operazioni in un momento in cui le attività delle IPO nei mercati maturi stanno invece registrando un calo a causa dell’impatto prodotto dalla contrazione del credito, dalla volatilità del mercato e dal rallentamento economico. Durante questo secondo trimestre dell’anno i mercati emergenti hanno pesato per il 76% del capitale raccolto – testimoniando una sicura fiducia nell’incessante crescita economica”.

L’industria, il settore dei materiali e la tecnologia sono stati i mercati leader per numero di operazioni concluse. In termini di capitale raccolto, i settori dominanti sono stati quello dell’energia, dell’industria dei materiali e il settore dei servizi finanziari.

Le prime tre IPO per capitale raccolto sono state quelle lanciate da OGX Petroleo e Gas Participacoes (Brasile), Al Inma Bank (Arabia Saudita) e New World Resources BV (Repubblica Ceca).

Nel trimestre in esame, l’Australian Exchange (ASX) guida ancora il mercato in termini di numero di quotazioni precedendo l’AIM di Londra e l’Hong Kong Stock Exchange (HKEx). In termini di capitale raccolto, le prime tre posizioni sono state conquistate rispettivamente da London Stock Exchange (LSE), New York Stock Exchange (NYSE) e Euronext.

“Il fatto che cancellazioni e posticipi abbiano subito un brusco aumento riflette l’attuale clima di incertezza economica, uno scenario che difficilmente è destinato a dare segnali di cambiamento almeno per i prossimi due trimestri”, ha proseguito Gil Forer. “Bisogna però dire che se è vero che l’attività globale ha registrato un rallentamento, la pipeline delle IPO si mantiene comunque solida, con la probabilità che i posticipi e le cancellazioni vengano riconsiderati alla luce di un cambiamento in positivo delle condizioni del mercato”.

Le tendenze anno su anno mostrano comunque una forte decelerazione delle attività a fronte di un calo del 59% del capitale globale raccolto nel secondo trimestre 2008 rispetto ai precedenti 90,4 miliardi di dollari.

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