Mercati: l’mportanza del rendimento reale

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di Redazione 16 Luglio 2021 | 15:34

“E’ più che mai di cruciale importanza osservare i movimenti dei rendimenti reali per capire il possibile comportamento di inflazione e banche centrali nei prossimi mesi”. Parola di Luke Hickmore, gestore obbligazionario di Aberdeen Standard Investments, che di seguitro illustra nel dettaglio la propria view.

I Treasury decennali statunitensi potrebbero avere un rendimento dell’1,8% a fine del 2021, oppure il loro rendimento potrebbe aumentare a causa delle crescenti preoccupazioni sull’inflazione. Dato che la Federal Reserve (Fed) ha assunto un orientamento hawkish, il pensiero generale è che i tassi saliranno più velocemente e a livelli più alti del previsto.

Siamo in una posizione davvero insolita al momento, con il rendimento reale dei Tips (Treasury Inflation-Protected Security) decennali al -0,93% quando si dovrebbe invece ottenere un ritorno superiore all’inflazione. Quindi, o l’inflazione deve salire molto perché gli investitori ottengano un ritorno migliore di quello negativo, o il prezzo di quell’obbligazione deve iniziare a diminuire, così che il rendimento possa aumentare. Qualsiasi movimento deciso verso un rendimento pari a zero non sarà positivo per le altre asset class. Se torna a zero, si otterrà un rendimento che protegge dall’inflazione ed è sostenuto dal governo degli Stati Uniti.

Di fronte alla scelta di investire con un ritorno inferiore all’inflazione, erodendo quindi il valore reale dei risparmi, non sorprende che gli investitori si siano spostati verso una vasta gamma di altri asset, dalle azioni al credito, aumentando i ritorni per queste asset class.

Anche il tapering è un rischio per i rendimenti reali

Siamo a livelli estremi in molte aree diverse. Se dobbiamo monitorare un elemento, questo è l’andamento del rendimento reale. Le tempistiche, come sempre, sono la cosa più importante ed è il motivo per cui è importante un’attenta osservazione. I mercati sono ancora sostenuti dalle banche centrali che iniettano liquidità. Se c’è volatilità meglio comprare sui minimi, ma quando avremo un reale tapering, allora sarà opportuno guardare ai rendimenti reali.

Anche con tutti i discorsi sul tapering, la quantità di liquidità che le banche centrali inietteranno sui mercati rimarrà alta e probabilmente sarà pari ad altri 1.500 miliardi di dollari entro la fine del 2021. Questo dovrebbe supportare il proseguimento del “buy on the dip” che stiamo osservando quest’anno. Puntiamo a rimanere flessibili con i nostri investimenti. Ci saranno opportunità di aggiungere rischio a livelli migliori, quindi riteniamo sensato mantenere una certa liquidità.

Inflazione – ancora un tema caldo

A giugno, il Federal Open Market Committee (Fomc) ha sottolineato le preoccupazioni sull’inflazione e ciò si è tradotto in alcuni cambiamenti nel dot plot (che mostra le aspettative di inflazione dei membri del Fomc). Attualmente, il dot plot si sta spostando più in alto e più velocemente rispetto al passato.

I dati sull’inflazione continuano a sorprendere al rialzo. Ora, la domanda può essere: per quanto tempo la fase di crescita può rimanere sostenuta prima che svanisca e inevitabilmente riduca le aspettative di inflazione con essa?

I livelli Cpi (dove il mercato sta negoziando su quale sarà l’inflazione nei mesi futuri) sono più elevati del consenso delle previsioni economiche. Questo ci dice che la gente è ancora nervosa e che i livelli di inflazione saranno più alti del previsto per tutto quest’anno. Andare lunghi sul rischio di inflazione rimane un trade popolare.

Aumento dei tassi d’interesse

Questa volta, è probabile che non ci sarà un “taper tantrum” (come risultato della rimozione troppo rapida degli stimoli). Ricordiamo che è stato Jerome Powell a decidere il tapering nel 2013, poco dopo essere stato nominato alla Fed. Da giugno, le previsioni del mercato per un primo rialzo dei tassi da parte della Fed si sono spostate a novembre 2022, prima di quanto suggerisca il dot plot della Fed.

Ci aspettiamo però che la Banca d’Inghilterra sia la prima a muoversi, con un possibile rialzo di 15 punti base a maggio 2022, arrivando a 25bp, seguito da due aumenti di 25bp prima della fine del 2023.

La Banca centrale europea probabilmente ridimensionerà il programma di acquisto di emergenza pandemico (Pepp) a settembre – forse di 20 miliardi al mese – quando potremo anche vedere le prime mosse verso il tapering da parte della Fed. Misura che potrebbe essere annunciata a Jackson Hole alla fine di agosto. Probabilmente se ne discuterà già nella riunione di luglio per preparare il mercato.

La Bce probabilmente, come detto, inizierà la graduale riduzione del Pepp a settembre per arrivare a chiuderlo alla fine del 2022, ma l’Asset Purchase Programme probabilmente continuerà perché l’inflazione farà fatica a decollare. I problemi strutturali all’interno dell’Ue restano, la produttività è scarsa e la crescita della domanda non è abbastanza forte, così come la crescita dell’occupazione. Quindi, è probabile che vedremo la Bce cercare di iniettare altro denaro nel Qe.

Dove sono le opportunità?

Con i mercati che si muovono all’interno di un range, ma potenzialmente volatili, manteniamo alti i livelli di liquidità. Ci saranno buone opportunità di “comprare sui minimi” nei mercati del credito, molto probabilmente nell’high yield. Terremo in primo piano anche le strategie a più alto rendimento e stiamo guardando a opportunità legate all’uscita dal lockdown, come aeroporti e compagnie aeree, navi da crociera e villaggi turistici.

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