Perché (non) dovreste avere paura di possedere Bitcoin

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di Redazione 19 Luglio 2021 | 15:03

Perché dovreste aver paura di possedere Bitcoin” è un articolo alquanto pessimista sulle criptovalute pubblicato di recente da Fortune, che spiega come nel corso di quest’anno, il prezzo del Bitcoin sia stato molto volatile: giornalmente è aumentato e diminuito ad un ritmo sei volte superiore a quello dell’oro.

Nel dettaglio, l’autore, illustra un’analisi che mostra come da inizio 2021 l’oro abbia mostrato varianze medie e mediane giornaliere di appena l’1,4% e l’1,3%, mentre per il Bitcoin queste variazioni sono rispettivamente del 9,1% e del 7,6%. E alla luce di questo, l’articolo definisce il Bitcoin come “la più erratica, pericolosa e totalmente imprevedibile tra le principali categorie di investimento del pianeta”.

Tuttavia, come fanno notare da Cryptonomist.ch, sebbene affermi che tradizionalmente gli investitori evitino l’eccessiva volatilità, lo stesso articolo mostra come anche dopo il crollo del suo valore del 50% rispetto ai massimi di tre mesi fa, il Bitcoin stia comunque ampiamente ricompensando i suoi possessori a lungo termine.

Questo fa sì che, visto che tendenzialmente è sul lungo periodo che bitcoin dà il meglio di sè, i suoi possessori devono accettare sbalzi notevoli, oltre che decisamente veloci, ed una maggior tolleranza al rischio.

Perché (non) avere paura del Bitcoin: l’analisi

L’analisi nell’articolo è stata fatta sull’andamento dei prezzi del Bitcoin dall’inizio del 2021 fino all’8 luglio, utilizzando come parametro di riferimento l’oscillazione in percentuale tra i minimi ed i massimi giornalieri. L’autore della ricerca ha poi calcolato lo stesso parametro anche per l’S&P 500 e l’oro.

Dai calcoli è emerso che, durante i 146 giorni di scambi presi in considerazione, la minor differenza tra prezzo massimo e minimo giornaliera di bitcoin è stata del 2,5%, il 1 aprile, e solamente in quattro giorni è stata inferiore al 3,1%.

Invece, per ben 131 giorni, ovvero l’89% delle volte, il prezzo del Bitcoin ha oscillato almeno del 5% nel corso della giornata, con il superamento della soglia del 10% in 39 occasioni, ovvero più di una su quattro. In 17 giorni, ha superato anche il 15%.

La varianza media complessiva è stata del 9,1%, mentre la mediana del 7,6%. Da ciò si può dedurre che sia lecito attendersi più o meno ogni giorno una variazione del prezzo compresa tra circa l’8% ed il 9%.

Per quanto riguarda l’S&P 500 invece la singola maggior variazione giornaliera è stata del 3,3%, il 5 marzo, e solamente per sei volte ha superato il 2%. Invece per due terzi del tempo è stata inferiore all’1%.

La varianza media aritmetica per l’S&P è stata dell’1%, mentre la mediana dello 0,9%, quindi la varianza media giornaliera del prezzo di bitcoin è di circa otto volte più volatile di quella delle azioni a grande capitalizzazione.

L’oro è più volatile dell’S&P 500, ma meno del Bitcoin

Il più grande scostamente giornaliero è stato del 4,9%, l’8 gennaio, mentre il secondo in classifica è stato del 3,3%. Comunque solo in tre occasioni è stato superiore al 3%.

Complessivamente la varianza media giornaliera del prezzo dell’oro è stata dell’1,4%, mentre la mediana è stata dell’1,3%, ovvero sei volte inferiore a quella dell’oro.

Alla luce di questi dati è evidente come gli investitori in Bitcoin debbano armarsi di molta più pazienza e sangue freddo rispetto a coloro che investono in azioni di grandi società o oro. D’altronde però va aggiunto che non tutti gli investitori scappano dalla volatilità, ed anzi ci sono anche coloro che la cercano volontariamente.

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