Criptovalute, appello della Yellen: regolamentare subito le stablecoin

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di Redazione 21 Luglio 2021 | 13:03

A detta di Janet Yellen bisogna regolamentare in tempi molto rapidi le stablecoin. La Segretaria di Stato Usa, come riportato da Cryptonomist.ch, ne ha parlato di recente durante un meeting dedicato ai mercati finanziari in cui erano presenti anche i vertici delle autorità di regolamentazione. Nel corso del dibattito si è parlato proprio della necessità di avere regole che possano disciplinare i  cambiamenti tecnologici che stanno interessando il sistema monetario.

Stando a quel che riporta Reuters inoltre, in un comunicato stampa il Dipartimento del Tesoro ha annunciato piani per emettere delle raccomandazioni nei prossimi mesi per colmare i vuoti normativi intorno alle stablecoin

Nel corso dell’incontro si è discusso proprio della rapida crescita del settore, degli usi e dei rischi sia per gli utenti che per il sistema finanziario.

Non è la prima volta che negli Stati Uniti si fa strada l’ipotesi di regolamentare nel modo più stringente le stablecoin. A dicembre era stata avanzata una proposta di legge secondo cui le società che emettono stablecoin devono avere una licenza bancaria. In realtà questa iniziativa non era nata per contrastare le stablecoin esistenti e dominanti, quali Tether, ma quelle future come Diem, ex Libra, la criptovaluta di Facebook.

Perché Janet Yellen e non solo lei vuole regolamentare le stablecoin

Ma l’attenzione delle autorità di regolamentazione nei confronti delle stablecoin è alta ed è inevitabile che sia così. Stiamo parlando di un settore che conta 114 miliardi di dollari di capitalizzazione totale, con Tether che da sola vale più di 60 miliardi di dollari.

E non è un caso che tra le prime dieci criptovalute per capitalizzazione, tre siano proprio stablecoin:

  • Tether (USDT, 61 miliardi, 3° posto);
  • USD Coin (USC, 26 miliardi, 6° posto)
  • Binance USD (BUSD, 11 miliardi, 9° posto).

Le stablecoin a differenza delle classiche criptovalute hanno un valore stabile e ancorato a una valuta di riferimento, solitamente il dollaro (anche se ne esistono altre legate ad altre monete come euro e sterlina).

Secondo alcuni, tra cui Eric Rosengren della FED, il vero problema è garantirne la stabilità perché per essere ancorate esattamente al dollaro devono avere tante riserve quanto è la loro capitalizzazione del mercato.

C’è poi un problema legato alla sovranità monetaria, che ha interessato in particolare Libra, ora Diem. Infatti, lasciare proliferare le stablecoin e permetterne lo scambio implica fare a meno del dollaro vero e proprio a favore di una sua versione digitale ma emessa da un privato. È qualcosa che le autorità nazionali e internazionali non possono permettersi.

Per questo motivo dagli Stati Uniti come in Cina, si avverte la necessità di una regolamentazione e anche la necessità di emettere alla svelta una CBDC (Central Bank Digital Currency), controllata direttamente dalla banca centrale.

La Cina è al lavoro per questo con i test in corso sullo yuan digitale. Al contrario gli Stati Uniti sembrano molto indietro ed è più probabile che interverranno prima sulle norme per le stablecoin.

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