Criptovalute, Bitcoin: ecco chi è l’utente tipo

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di Gianluigi Raimondi 26 Luglio 2021 | 10:04

Un recente studio condotto da Cryptimi.com riportato da Cryptonomist.ch, ha analizzato quale sia il profilo di chi possiede Bitcoin o altre criptovalute.

L’analisi dei Crypto Owners prende in considerazione in particolare le attività svolte su ogni piattaforma crypto, in modo da poterle suddividere per Paese, e mira a comprendere se chi possiede criptovalute stia cercando di non renderne noto il possesso.

Sebbene sia estremamente difficile, se non impossibile, determinare da quali e verso quali paesi siano effettuate le transazioni, misurando i volumi e le attività sugli exchange crypto, e separandoli per paese, è possibile fare una stima delle varie attività a livello geografico.

Stando ai dati ottenuti da Chainalysis, su 154 Paesi analizzati solo 12 Paesi hanno ottenuto un punteggio pari a zero. I primi dieci paesi con il miglior punteggio del cosiddetto Global Crypto Adoption Index sono risultati essere:

  • Ucraina,
  • Russia,
  • Venezuela,
  • Cina,
  • Kenya,
  • USA,
  • Sudafrica,
  • Nigeria,
  • Colombia,
  • Vietnam.

In Venezuela ad esempio il Bitcoin viene utilizzato come scudo contro le turbolenze economiche, come in altri Paesi a basso sviluppo. In questi casi l’esistenza di piattaforme P2P per la compravendita di Bitcoin risulta decisiva.

Gli altri studi sulle persone che posseggono Bitcoin

Secondo uno studio di Gemini circa il 14% della popolazione statunitense possiede criptovalute, ovvero circa 21,2 milioni di statunitensi, il cui 84% possiede bitcoin, in media – 8.512$, mentre il 27% possiede ETH, in media 10.022$.

Prendendo in esame invece il sondaggio omnibus della Bank of Canada, il possesso di criptovalute tra gli studenti delle scuole superiori è diminuito dal 3,7% al 2,3%, mentre tra gli studenti universitari canadesi è aumentata dal 6,7% al 9,1%.

Il 7,3% dei canadesi con un basso livello di alfabetizzazione possedeva criptovalute, mentre solamente il 4,1% di quelli con un’elevata alfabetizzazione finanziaria ha investito in criptovalute. La conclusione sarebbe che le persone con maggiori conoscenze finanziarie conoscono Bitcoin ma lo accettano meno.

Anche un altro studio, di Panos, GA e Karkkainen, suggerisce che le persone finanziariamente alfabetizzate sono meno disposte ad acquistare bitcoin, e potrebbero esserlo anche in futuro.

Un altro studio, condotto da Copper.Co, ha scoperto che la maggior parte dei proprietari di criptovalute sono investitori a lungo termine, in particolare per quanto riguarda bitcoin. Secondo i loro calcoli, il 56% di tutti i Bitcoin esistenti appartiene agli investitori di lungo periodo, mentre il 18% sono andati perduti, il 15% appartiene ai cosiddetti trader, mentre i restanti devono ancora essere creati.

Secondo un sondaggio di Helmut Stix, il possesso e le intenzioni di acquisto sono fortemente legati alle aspettative di ottenere rendimenti su questi investimenti, e sono anche correlati con la sfiducia negli istituti bancari tradizionali.

Inoltre i proprietari di bitcoin risultano essere più tolleranti al rischio, e non prendono in considerazione la volatilità sul breve periodo.

Insomma, la speculazione è uno dei fattori più importanti che convince le persone ad acquisire e detenere criptovalute.

Tuttavia nei paesi a basso sviluppo subentrano anche altri fattori, come la paura riguardo l’instabilità dell’economia ed i tassi di inflazione in aumento.

L’analisi di Cryptimi.com ha rivelato anche che le persone solitamente non sono disposte a rivelare i propri guadagni ottenuti con le criptovalute, specialmente i più anziani, a causa in particolare della paura di essere hackerati e di perdere i loro token.

 

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