Asset allocation: in cerca di posizioni long

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di Redazione 27 Luglio 2021 | 15:04

La situazione resta delicata, con più di metà del modo che fronteggia ancora nuove ondate di Coronavirus. Ciononostante, continuiamo a restare molto positivi nei confronti della crescita globale, convinti di non aver ancora assistito all’effetto complessivo delle riaperture, laddove le attività hanno potuto ripartire. Alla fine il virus verrà debellato e le vaccinazioni si dimostreranno efficaci, facendo accelerare in modo forte l’economia e le pressioni inflazionistiche strutturali”. Ad affermarlo è Filippo Lanza, gestore del fondo HI Numen Credit Fund di Hedge Invest Sgr, che di seguito illustra nel detaglio la propria visione.

Una delle motivazioni a supporto di questa view riguarda gli stimoli fiscali intrapresi in risposta alla crisi e destinati a rimanere molto forti nei prossimi anni, sommati alle azioni delle Banche Centrali. Queste infatti rimuoveranno il loro supporto in modo molto graduale, vista la continua incertezza sulle varianti del virus e il cammino ancora incerto verso una piena ripresa. Non vediamo come plausibile un rialzo dei tassi, ma ci aspettiamo una riduzione degli stimoli monetari.

Riteniamo che i mercati stiano prezzando pienamente questo scenario per i mesi a venire. Anche la minima deviazione rispetto al caso di base – dovuta ad esempio a un inasprimento monetario più repentino del previsto o alla scoperta di un’ulteriore nuova variante di Covid-19 in grado di far deragliare la ripresa – potrebbe innescare un significativo riprezzamento dei premi al rischio.

In questo senso, crediamo che i più esposti a questo rischio siano alcuni mercati emergenti e in particolare quelli dove le campagne vaccinali stanno procedendo a rilento o con meno efficacia. Gli stessi paesi sono inoltre quelli che subirebbero maggiormente l’impatto di un potenziale inasprimento monetario da parte della Fed. Nel complesso, gli asset rischiosi sono quelli più vulnerabili, a nostro avviso.

Di conseguenza, le posizioni long in portafoglio mirano a essere isolate dall’effetto Fed e dall’effetto Covid-19. Rimaniamo posizionati su alcune cosiddette ‘special situation’ a elevato carry, dove riteniamo che si dispiegheranno alcuni catalizzatori nei prossimi 3-6 mesi. Allo stesso tempo, manteniamo un portafoglio di azioni e convertibili il cui potenziale con un forte potenziale di upside e il cui premio al rischio è ancora elevato, ma dove nutriamo fiducia nei confronti del management e dei prodotti o della tecnologia usata, in quanto molto esposti ai nuovi trend emergenti.

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