Mercati, la Fed rimanda le decisioni a settembre

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di Redazione 29 Luglio 2021 | 09:02

Powell ha annunciato di aver lasciato le strategie monetarie invariate. La politica monetaria rimarrà accomodante fino a che gli obiettivi di stabilità dei prezzi e di piena occupazione non saranno raggiunti. Nelle parole di Powell, nel meeting della Fed del 27-28 luglio, l’inflazione elevata non è preoccupante perché legata a fattori temporanei e i target sul mondo del lavoro sono ancora lontani nonostante i recenti miglioramenti sul fronte occupazionale.

Powell lascia così i tassi di interesse nel range 0-0,25% e il piano di quantitative easing a 120 miliardi di dollari (acquisti mensili per 80 miliardi di dollari in di Treasuries e 40 miliardi di mortgage backed securities).

La FED mantiene quindi un approccio data-driven valutando i prossimi dati macroeconomici. Powell cambierà la politica monetaria solamente in caso di miglioramenti nel mondo del lavoro o in caso di una inflazione ben superiore ai target prefissati dalla banca centrale. Il presidente della FED decide di rimanere colomba ancora per un po’ di tempo per valutare i possibili effetti dell’espansione della variante delta sulla crescita economica e l’andamento dell’inflazione.

“Nonostante le dichiarazioni del presidente della FED manteniamo la view che l’annuncio sulla riduzione degli stimoli monetari possa essere fatto presto – avverte Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia – probabilmente si aspetterà ulteriormente e anche nel forum di Jackson Hole nel Wyoming (26-28 agosto) Powell e gli altri banchieri centrali statunitensi potrebbero ripetere le dichiarazioni odierne. A nostro avviso lo scenario più probabile diventa ora un annuncio dell’inizio del processo di tapering nel prossimo meeting di settembre (21-22 settembre) quando saranno pubblicate anche le nuove stime su PIL, inflazione e disoccupazione degli esperti della FED. Riteniamo che l’avvio del processo a fine dicembre e colpirà maggiormente gli acquisti di MBS che saranno ridotti notevolmente per sgonfiare la bolla che si è creata sul settore immobiliare USA”.

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