Bond, i nuovi governativi e corporate della settimana sotto la lente

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di Carlo Aloisio 30 Luglio 2021 | 09:29

Nonostante la situazione relativa alla pandemia e alle sue varianti, condizioni ancora la ripresa alla normalità della vita quotidiana, in questa settimana i mercati hanno tenuto da parte i timori covid e si sono maggiormente concentrati sui risultati economici e sulle banche centrali, che sono stati i market mover principali. Dopo le rassicurazioni arrivate alla fine della scorsa settimana dalla riunione della Bce, con la governatrice Lagarde che ha confermato le linee guida in corso, allontanando gli spettri di cambiamenti nel breve periodo, in questa è stata la riunione della Fed a concentrare l’attenzione.

Al termine dei due giorni del Fomc, la banca centrale Usa ha detto che la ripresa economica degli Stati Uniti è ancora sulla buona strada nonostante l’aumento delle infezioni da coronavirus dovuto alle varianti, mostrandosi ottimista ma segnalando un dibattito ormai in corso sul tapering, senza dare per ora dettagli su un’eventuale tempistica.

In conferenza stampa Powell ha detto di voler vedere “numeri forti” sull’occupazione prima di cominciare a ridurre i 120 miliardi di dollari di acquisti mensili di obbligazioni messi in campo dallo scorso anno per combattere lo shock economico generato dalla pandemia. La Fed, come atteso, ha anche mantenuto il suo tasso di interesse di riferimento overnight vicino allo zero.

L’altro fattore sono stati i dati del secondo semestre del 2021 a livello societario a tenere banco e nella maggior parte dei casi si tratta di numeri anche superiori alle stime degli analisti. D’altronde dopo i segni meno a doppia cifra del 2020, il rimbalzo legato alla prima ripresa delle attività si è evidenziato in questi dati.

“Last but not least”, l’annuncio della Bce di non estendere oltre il settembre 2021 la sua raccomandazione sulla limitazione della distribuzione dei dividendi delle banche. Questa decisione segue quella d’inizio anno che aveva fatto qualche concessione con dei parametri molto rigidi, permettendo qualche minima distribuzione già in questi mesi; inoltre le pressioni dei banchieri, preoccupati per le ripercussioni sui prezzi dei titoli azionari e la decisione della Bank of England di rimuovere i paletti che limitavano la distribuzione dei grandi gruppi anglosassoni, ha spinto la Bce a rimuovere questa norma introdotta ad inizio della pandemia nel marzo 2020 al fine di rafforzare i patrimoni degli istituti per poter affrontare al meglio l’incertezza del periodo covid.

Lo spread tra Btp e Bund sulla curva decennale è rimasto invariato intorno a 106 con il rendimento del nostro decennale ai minimi di 0.62% circa. Rispetto a un mese fa sono molti i paesi ritornati in territorio negativo, ora si fa prima a contare quelli in positivo che oltre a noi sono la Grecia a 0.58%, Spagna 0.28%, Portogallo 0.18%, Lituania 0.12% e Lettonia a cavallo dello zero.

I nuovi bond governativi sotto la lente

Il Tesoro Italiano ha emesso il primo BTP short term con scadenza a 30 mesi (codice Isin IT0005454050). Il titolo sarà rimborsato, infatti, in data 30 gennaio 2024. Non offre cedola ed è stato piazzato sul mercato per un importo complessivo di 4.084 miliardi di euro. I BTp short term sono nati da pochi mesi per sostituire gradualmente i CTZ che avevano durata 24 mesi. Il Tesoro punta così a creare uno strumento idoneo per coloro che vogliono investire sul tratto breve della curva sovrana. Rendimento negativo di 0.29% legato al prezzo d’emissione di 100.74. Insieme a questo vi sono state le riaperture in asta del Btp agosto 2026 0% e del dicembre 2031 con cedola 0.95%

Sul fronte dgli altri Paesi dell’eurozona non vi sono state emissioni paarticolari se non dall’Austria che ha riaperto i titoli già in circolazione aprile 2025 e febbraio 2031.

Le nuove obbligazioni corporate sotto i riflettori

Sul fronte corporate sono state poche le emissioni di questa settimana, soprattutto sulla zona euro: il periodo è fisiologico così come durante il mese di dicembre e gli emittenti principali preferiscono aspettare il ritorno al pieno regime d’inizio settembre, così come avviene per la prima settimana di gennaio dove riprendono i “funding” massicci.

In questa settimana spicca il ritorno per la quinta volta con un deal in euro da parte del Nasdaq che ha abbandonato la tradizionale size da 600 milioni, con un nuovo titolo da 615 milioni. Il deal ha scadenza nel 2033 ed è uscito al prezzo di 99,989 con una cedola del 0.9%, rating Baa2/BBB, taglio minimo da 100mila euro con multipli di mille, Isin XS2369906644. Il titolo ha visto un’ottima richiesta in fase di collocamento ed ha ben performato nel grey market con un prezzo salito in area 100.80.

La società francese di componentistica automobilistica Valeo, ha emesso 700 milioni di euro con scadenza nel 2028 e cedola del 1%. Il titolo ha degli step-up di 0.375% legati ad obiettivi che sono evidenziati nel prospetto informativo. Isin FR0014004UE6, con taglio minimo da 100mila euro con multipli di mille.

Il quotidiano finanziario Il Sole 24 Ore ha effettuato una piccola emissione per investitori professionali da 45 milioni di euro con cedola del 4.95% e scadenza nel 2028. Isin XS2355600110 con taglio minimo da 100mila euro con multipli di mille.

Sul dollaro, Air Canada ha emesso 1.2 miliardi con scadenza nel 2026 e cedola del 3.875%. Il gruppo ha rating Ba2/BB-/BB, il prezzo d’emissione è 100 e si è mantenuto poco al di sopra anche nel grey market. Isin US008911BK48 con taglio minimo da 2mila dollari con multipli di mille.

Perpetual per American Express con 1.6 miliardi con cedola del 3.55% e prima call a partire dal 2026, taglio minimo da mille dollari con multipli di mille, con rating Baa2/BBB- e Isin US025816CH00.

Un miliardo di dollari per Bank of Nova Scotia con un treanni sostenibile con cedola del 0.65% e prezzo d’emissione 99.911. Rating A2/A-/AA-, con taglio minimo da 2mila dollari con multipli di mille, Isin US0641596E11.

Sul fronte emergente, vi è stato un certo interesse per la società indiana di gestione dei porti, logistica e trasporti, Adani con rating Baa3/BBB-/BBB- che ha emesso due titoli in dollari. Il primo per 300 milioni con scadenza 2032 ha visto la cedola scendere al 3.828% per le alte richieste, di contro il titolo non ha performato dopo l’emissione a 100, stabilizzando il prezzo in area 99,10. Isin US00652MAK80 e taglio minimo da 200mila dollari con multipli di mille. Per la scadenza più lunga si passa al 2041 con cedola del 5%, Isin USY00130YU53, taglio minimo da 200k+1k e prezzo d’emissione a 100 che si è mantenuto nel grey market.

Unicredit ha annunciato il richiamo del bond perpetuo AT1 da un miliardo di euro emesso nel 2014 (Isin XS1107890847) il 10 settembre 2021. Il rimborso anticipato dell’emissione avverrà alla pari insieme agli interessi maturati; è prevedibile che appena l’attività riprenderà con maggiori volumi, possa essere proposto un nuovo AT1, con rendimenti adeguati al mercato attuale.

A cura di Carlo Aloisio, senior broker

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