Il bivio

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di Redazione 15 Luglio 2008 | 06:57
Crollano le quotazioni delle banche americane, si sgretola il valore del dollaro, sale ferocemente l’inflazione anche nei paesi produttori di materie prime come la Nuova Zelanda e le borse asiatiche affondano sotto il peso delle vendite di chi deve obbligatoriamente fare cassa ed è costretto a vendere gli ultimi gioielli di famiglia.

“La lista delle banche in difficoltà continuerà ad aumentare” afferma, in un’intervista alla Cnbc, il presidente della Federal Deposit Insurance Corporation. Ormai mancano solo le dichiarazioni tipo “un quarto d’ora prima della sua morte egli era ancora in vita” e poi il festival delle ovvietà raggiungerà la sua apoteosi.

Siamo di fronte ad un bivio e l’America dovrà a breve decidere da che parte svoltare. Potrà tornare indietro e ripercorrere, magari amplificandoli, gli stessi errori o potrà scegliere un percorso virtuoso che prevede che chi ha sbagliato fallisca e che chi rimane inizi a ridurre comportamenti e consumi inutili e dannosi e che si sforzi di ricercare di soluzioni compatibili con la salvaguardia ambientale.

In caso contrario l’Asia, guidata da Cina e Giappone, autonomamente e con una nuova divisa comune modellata sull’esperienza dell’Euro prenderà il posto degli Stati Uniti alla guida dello sviluppo economico mondiale.

Il presidente George W. Bush ha annunciato ieri a fine del bando delle trivellazioni off-shore negli Stati Uniti, sfidando il Congresso ad imitarlo.
Oltre al bando presidenziale, approvato nel 1981 da Bush senior e rimosso dal figlio, esiste infatti anche un bando del Congresso e solo quando entrambi saranno aboliti sarà possibile tornare a perforare al largo della costa Usa per trovare nuovi giacimenti di greggio, con danni certi all’ambiente e con benefici nulli per la popolazione, dato che la stessa amministrazione Bush ammette che ci vorranno tra i cinque e i dieci anni prima che il petrolio eventualmente trovato negli Usa giunga sul mercato.

La decisione di Bush non servirà dunque a riempire i serbatoi vuoti degli americani, ma è sicuramente destinata ad avere un impatto immediato sulla campagna elettorale per la Casa Bianca. Mentre il senatore repubblicano John McCain è infatti favorevole alla ripresa delle perforazioni il suo rivale democratico Barack Obama, decisamente contrario dichiara “E’ una iniziativa che puramente prolungherà la fallita politica petrolifera che Washington ha portato avanti negli ultimi 30 anni”.

Secondo un recente sondaggio, per la prima volta, oltre metà degli americani giudicano più importante riprendere le perforazioni off-shore piuttosto che garantire la protezione dell’ambiente.

Con una perfetta scelta di tempo il settimanale “satirico” New Yorker mette in copertina Barack Obama vestito con sandali e turbante come Osama Bin Laden e la moglie Michelle con il look da guerrigliera, entrambi assieme nell’Ufficio Ovale dove ad una parete è appesa una immagine del capo di Al Qaida e nel caminetto acceso sta bruciando una bandiera americana.

Potranno poi dire “abbiamo scherzato”, ma nel frattempo il dubbio in una popolazione facilmente suggestionabile come quella americana è stato insinuato.

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