Hedge fund internazionali: chi vince e chi perde

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di Salvatore Parmentola 15 Luglio 2008 | 15:00
In un contesto molto negativo, le gestioni più tradizionali risentono maggiormente delle performance negative dei mercati, quelle maggiormente innovative invece riescono a strappare buoni risultato mantenendo la media delle performance degli hedge negativa solamente dello 0,64%. Opportunità per le commodities e per i gestori short.

Allargando lo sguardo a ciò che è successo in giugno nel mercato dei fondi hedge, si ha subito la sensazione di come sia variopinto il panorama degli strumenti speculativi internazionali; in stridente contrasto con il grigiore di quello italiano.
 
I dati vengono dal database di Hennessee Group  che monitora 1000 hedge funds. Grazie all’esperienza nel campo, la società ha costruito un importante indice riferimento per gli hedge  che è stato poi suddiviso in svariati sottoindici che ne completano la significatività e la veridicità.

Il primo dato rilevante è che a fronte di perdite a doppia cifra in tutti i mercati internazionali gli hedge hanno limitato le perdite al solo 0,65% dell’intero settore.

A perdere sono:

i fondi geografici: l’area dell’Asia Pacifica  ha peggiorato la sua  performance arrivando al -7.65% YTD  accompagnata dall’area dell’America Latina che ha azzerato i suoi guadagni da inizio anno. L’Europa, essendo considerato un mercato con un trend definito ha permesso di strappare performance medie positive seppur molto basse, a fronte di perdite sull’equity internazionale che hanno superato il 2%;

i fondi value focused

Essendo considerati questi i più tradizionali da essi è difficile aspettarsi buone performance in un mercato bear. Non a caso sono quelli più diffusi e importanti in Italia

Chi ha vinto dunque?

-Sicuramente i Macro managers che hanno cavalcato l’onda del petrolio e che sono posizionati in maniera tale da approfittare nel breve termine ancora di questo  ascesa  rapidissima che sembra non aver trovato ancora il suo limite, solo in questo mese la crescita è stata del 2,35%, cifra  che va a sommarsi al 4% che era stato ottenuto fino a maggio;

-i  gestori market neutral che in media hanno spuntato performance del 3,22%;

– infine gli short traders, praticamente impossibili da trovare nel nostro mercato, che hanno registrato un ben 6,61% d inizio anno.

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