Divieto di Caccia

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di Marco Mairate 16 Luglio 2008 | 10:00
Dall’inizio del 2008 le performance migliori nel comparto hedge (fonte CS/Tremont) sono state registrate dai gestori Dedicated Short Bias. Questa strategia, che mantiene un’esposizione netta al mercato negativa, negli ultimi 6 mesi ha messo a segno una performance positiva del 10% contro il -25% messo a segno dalle principali Borse Europee. Ora la Sec vuole frenare l’attività di questi gestori perchè responsabili del crollo dei listini.

I mercati finanziari si autoregolano? Si, quando salgono. No, quando crollano. Questa la conclusione cui è arrivato il boss della Sec, Christopher Cox.

Secondo il numero uno dell’autorità che controlla i mercati Usa, l’estrema volatilità che si abbattuta sui titoli finanziari trova una risposta nell’elevatissima attività di short selling praticata da fondi hedge e banche di investimento.

Se infatti la convinzione che circola nei piani alti di Washington è che la debacle di alcuni titoli finanziari Bear Stearns prima e Indymac Bank di recente, sarebbe frutto di una miscela mortale composta da cattiva stampa, false notizie, il tutto accompagnato da un’attività di ‘tiro al piccione’ che ormai sembra diventato lo sport preferito a Wall Street.

Per evitare questa caccia selvaggia, Cox allora ha pensato bene di limitare l’attività di short selling andando contro una pratica implementata proprio negli Stati Uniti negli anni cinquanta, quando il money manager Alfred Winslow Jones , cominciò a vendere titoli allo scoperto per migliorare la performance del suo portafoglio. Da allora le tecniche di vendita allo scoperto sono diventate una pratica comune, tanto che nell’industria hedge ne hanno fatto addirittura un business (i gestori Dedicated Short Bias appunto).

Cox allora sarebbe deciso a bloccare l’attività dei cosidetti “naked short selling”: la vendita di titoli allo scoperto senza nemmeno aver bisogno di prenderli a prestito (cosa che avviene nell’attività di short tradizionale). Con questa tecnica gli operatori possono vendere a più non posso i titoli che reputano sopravvalutati, senza dover figurare presso il broker e mantenendo così il più assoluto anonimato.

Per gli addetti ai lavori, la mossa di Cox sembra più politica che altro: una risposta da chi risposte non ne ha e si aggrappa a qualsiasi appiglio. Un mano tesa ai Ceo dei grandi gruppi finanziari, che come nel caso di Richard Fuld di Lehman Brothers, ogni giorno vengono bersagliati da vendite copiose che ha volte portano al default della società.

Ancora una volta un dato è evidente: a Washington non sanno che pesci pigliare e nel dubbio preferiscono bloccare le tastiere dei gestori che risolvere I problemi interni.

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