Mercati: il potere delle criptovalute

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di Redazione 9 Settembre 2021 | 15:02

Un sondaggio commissionato da WisdomTree, ha rivelato che oltre un quarto dei giovani italiani (29%) tra i 18 e i 30 anni investe la maggior parte del proprio denaro in titoli azionari, nonostante il 28% degli intervistati ritenga che le criptovalute saranno i principali driver di rendimento degli investimenti di lungo termine.

Con i tassi d’interesse ai minimi storici e l’inflazione in aumento, quasi un quarto (24%) dei giovani italiani deposita la maggior parte dei propri risparmi in conti tradizionali, senza ottenere rendimenti reali, mentre la liquidità fatica a tenere il passo con l’inflazione, che attualmente si attesta al 3% nell’Unione europea. Oggi, in Italia, il miglior tasso d’interesse disponibile su un conto deposito gratuito è solo dello 0,67%. Per fare un paragone, possiamo confrontare questa percentuale con il rendimento medio annualizzato dell’8,61% registrato dall’Euro Stoxx 600 negli ultimi 10 anni e con rendimento annualizzato del 69,35% ottenuto da bitcoin, la criptovaluta maggiore, dalla fine del 2013 in poi.

Con i conti di risparmio ai minimi storici, i giovani italiani sembrano essere alla ricerca di titoli azionari e asset class più rischiose per generare rendimenti. La sovraperformance delle criptovalute, rispetto ai conti deposito e ai mercati azionari, ha rafforzato la propensione all’investimento dei giovani italiani, il 61% dei quali ha già investito o sta pensando d’investire in criptovalute in futuro.

Poca comprensione aumenta il rischio

Nonostante la volontà d’investire in criptovalute, il 45% dei giovani italiani ha dichiarato di non capire come funziona questa nuova asset class. Le scarse conoscenze su questa asset class non regolamentata potrebbero esporre il capitale investito ad un rischio maggiore. Tuttavia, i giovani italiani vogliono saperne di più sulle criptovalute. Infatti, ben il 56% degli interpellati esprime interesse ad approfondire la materia con la prospettiva di investimento o per poter acquistare una quantità maggiore di criptovalute.

Determinare l’affidabilità delle fonti e presentare informazioni corrette e accurate su queste piattaforme può essere difficile e potrebbe spingere le persone verso cattive abitudini e a prendere decisioni avventate. Attualmente YouTube (36%) è il canale più comune tramite cui i giovani italiani accedono alle informazioni sulle criptovalute.

Jason Guthrie, Head of Digital Assets, Europa, WisdomTree, ha dichiarato: “La nostra ricerca rivela che i giovani italiani stanno prendendo in considerazione alternative più rischiose ai conti di risparmio, in grado di fornire rendimenti superiori all’inflazione. Sebbene le criptovalute abbiano guadagnato popolarità negli ultimi anni, data la forte sovraperformance rispetto ad altre asset class, è fondamentale che gli investitori, di tutte le età, capiscano cosa sono e come funzionano, per identificarne rischi e opportunità.

“Si tratta di un’asset class giovane, volatile, attualmente non regolamentata. Di conseguenza, è fondamentale informarsi da fonti affidabili prima di prendere qualunque decisione d’investimento. Accedere esclusivamente alle informazioni finanziarie presenti su YouTube o su altre piattaforme social potrebbe incoraggiare le persone ad assumere rischi maggiori, ad indebitarsi o a inseguire i rendimenti ottenuti da altri, tutti comportamenti che potrebbero portare a un’esperienza negativa”.

I principali fattori che incoraggerebbero i giovani a investire in criptovalute includono cali del prezzo e opportunità “buy the dip” (34%), la possibilità di effettuare transazioni con criptovalute (34%), e infine la conoscenza dei loro fondamentali (30%). Nonostante la recente attenzione dei media su personaggi di alto profilo che investono in criptovalute, solo il 16% degli intervistati prenderebbe in considerazione l’investimento sulla base del loro esempio.

Il sondaggio ha anche mostrato che la regolamentazione svolge un ruolo importante nel conquistare la fiducia dei giovani italiani, il 42% dei quali ritiene che le criptovalute non siano ancora sufficientemente regolamentate, mentre il 52% lamenta la mancanza di un numero adeguato di entità regolamentate che forniscano accesso alle monete digitali.

Guthrie ha poi continuato: “Il sondaggio ci dice che è forte l’interesse degli investitori in materia di tutele tramite adeguata regolamentazione. Poiché il mercato delle criptovalute continua a maturare, ci aspettiamo una maggiore supervisione da parte delle autorità competenti e che, a un certo punto, i prodotti finanziari siano approvati dal regolatore e quotati in Italia. Tutto ciò potrebbe creare un contesto più sicuro per coloro che desiderano investire in criptovalute e sfruttare il potenziale mostrato da questa asset class.”

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