Asset allocation, mercati emergenti: ecco dove trovare rendimento

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di Redazione 14 Settembre 2021 | 14:32

La performance del reddito fisso dei mercati emergenti è stata ampiamente positiva nell’ultimo periodo. Sebbene le preoccupazioni per il rallentamento della crescita globale abbiano pesato sulle asset class più rischiose all’inizio di agosto, il debito emergente ha retto e ha registrato profitti, in quanto il mercato ha beneficiato dei toni misurati della view della Fed a Jackson Hole.

I rendimenti complessivi del credito sovrano e societario in valuta forte sono stati positivi, con l’high yield che ha sovraperformato ed i differenziali di rendimento hanno subito un’inversione di rotta rispetto all’espansione registrata a luglio.

Anche i mercati delle valute locali hanno retto; le valute dei paesi emergenti hanno dimostrato di essere il motore del rendimento, mentre i rendimenti locali sono saliti marginalmente. I mercati primari hanno subito un rallentamento con la tipica stagionalità di agosto. Il contesto dei flussi è stato moderato, con modesti afflussi nei fondi in valuta locale compensati dai deflussi dai fondi in valuta forte.

Outlook

Di fronte a questo scenario, ecco di seguito l’outlook di Kristin Ceva, responsabile strategie paesi emergenti di Payden & Rygel.

L’aumento dei rendimenti ed i segnali di inasprimento della politica monetaria sui mercati sviluppati dovrebbero rimanere i principali ostacoli per i rendimenti del debito dei Paesi emergenti nel 2021. Riteniamo che i tassi più elevati siano tuttavia gestibili per l’asset class, in quanto si inseriscono nel contesto di una maggiore crescita, di prezzi elevati delle materie prime e di conti pubblici ben bilanciati.

L’aumento dell’inflazione, guidato da fattori ciclici ha portato alcune banche centrali dei Paesi emergenti ad inasprire la politica monetaria. Tuttavia, molte banche centrali ritengono che le recenti pressioni sui prezzi potrebbero rivelarsi transitorie.

Sebbene le ondate pandemiche rappresentino ancora un problema per alcune regioni, nel complesso, i Paesi emergenti stanno evitando pesanti restrizioni, la ripresa delle attività non ha subito battute d’arresto significative e riteniamo che la diffusione del vaccino, nonostante il lento rilascio iniziale, continuerà a migliorare nel corso dell’anno. Il 2022 sarà anno di elezioni per diversi Paesi emergenti e questa sarà un’occasione per fare luce sull’evoluzione delle loro dinamiche sociali e politiche.

Mentre i Paesi dimostrano la capacità di navigare tra i persistenti rischi della pandemia, riteniamo che la crescita dei mercati emergenti sia destinata a mantenersi stabile. In un contesto in cui i rendimenti dei mercati sviluppati sono ancora molto bassi e il valore in molti settori appaia limitato, riteniamo che le valutazioni del debito emergente in valuta forte e locale rimangano attraenti e che un indebolimento del dollaro statunitense potrebbe fornire un’ulteriore spinta per queste asset.

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