Investimenti: megatrend, bond picking e strumenti alternativi

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di Gianluigi Raimondi 17 Settembre 2021 | 10:32

Prevediamo uno scenario relativamente “accomodante” per i mercati finanziari, che in alcuni casi sono però ormai molto cari“. Ad affermarlo è Marco Avanzo-Barbieri, managing director head of client group Italia e Israele di Neuberger Berman Am, che di seguito illustra nel dettaglio l’outlook e le strategie.

Ci aspettiamo, più in particolare, un tapering graduale e molto “telefonato” da parte delle Banche Centrali, che potranno comunicare anche con una mutata retorica dei messaggi rispetto al recente passato. Detto ciò, bisogna comunque investire. In che modo?

In ambito azionario, come accennato, le valutazioni appaiono care rispetto agli utili registrati negli ultimi 12 mesi dalle società. Ma queste sembrano essere un po’ meglio prezzate se si guarda agli ultili prespettici, relativi ai prossimi 12 mesi. Alla luce di ciò, per evitare il rischio di incappare in brutte sorprese, suggeriamo di posizionare il portafoglio azionario su quei settori e su quei nomi che hanno le maggiori capacità di realizzare gli utili attesi.

Il pensiero, in quest’ottica, va immediatamente ai comparti ad alta crescita, non perchè fanno parte del Nasdaq o di listini analoghi, ma perchè rispecchiano megatrend che si svilupperanno lungo l’arco dei prossimi dieci/venti anni, che andranno a cambiare dei paradigmi nelle vite di tutti noi me che al contempo mostrano già ben evidenti i punti di accelerazione. Nel dettaglio, mi riferisco al 5G, alla mobilità di nuova generazione e avere poi un occhio di particolare riguardo per le imprese asiatiche.

Passando poi al comparo obbligazionario, le valutazioni sono strette e i tassi sono attesi in salta. E’ però anche vero che i blanci societari sono molto forti, tanto che gli spread nell’high yield possono essere giustificati da un’attesa di default estremamente ridotti. Ovviamente occorre fare selezione.

Ci sono inoltre, ultimi ma non certo per importanza, ci sono gli strumenti alternativi per investire e fare così da volano all’economia reale. Anche in questo caso, bisogna però individiare le società in grado di crescere grazie soprattutto ai margini operativi. Quindi, in termini operativi, puntare sulla tecnologia e sul settore sanitario piuttosto che su settori rivolti al retail e comunque con crescite attese più basse.

In questo scenario prospettivo la volatilità tornerà a impaurire gli investitori?

Tutto dipende dalle posizioni delle Banche Centrali: se saranno ancora pronte a intervenire al primo scossone, non ci sono ragioni per ipotizzare grosse oscillazioni strutturali dei mercati.

Meglio ancora puntare sull’America, l’Europa o altro?

In questo momento preferiamo i mercati non americani, a cominciare da quello europeo e da quelli emergenti che possono beneficiare della ripresa già in atto. Consigliamo poi di guardare le value chain usando una lente Esg. In quest’ottica, lo scorso febbraio abbiamo due fondi: l’European Sustainable Equity e il Global Sustainable Equity, due dei pochissimi comparti Ucits classificati come articolo 9 Sfdr in sovraperformance rispetto ai relativi Msci (Europe e Global) dalla data di lancio (meno di sette mesi).

Cosa bolle in pentola per il futuro per la vostra offerta?

Ampliare la gamma dei tematici a singolo tema.

Marco Avanzo-Barbieri, managing director head of client group Italia e Israele di Neuberger Berman Am

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