Merrill Lynch costretta a vendere i gioielli di famiglia

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Avatar di Marco Mairate 17 Luglio 2008 | 10:16
Tempi bui per i colossi di Wall Street, costretti a ricorrere ad ogni espediente per calmare gli investitori inferociti per le perdite miliardarie. Cosa fare? vendere tutto il vendibile e sperare che le cose migliorino. Merrill Lynch inzia con Bloomberg e poi si vedrà…

Era il 1981 quando Merrill Lynch fornì i soldi necessari per lanciare il gruppo Bloomberg LP: una  piccola società fondata da Micheal Bloomberg (nella foto, oggi sindaco di New York) e divenuta una delle più brillanti e profittevoli realtà nell’informazione finanziaria.

Oggi (ma la notizia non è ancora confermata) la quota detenuta da ML in Bloomberg è stata ceduta per una cifra prossima ai 5 miliardi di dollari. Il perché è chiaro: ML è reduce da quattro trimestri consecutivi in perdita oltre a svalutazioni per diversi miliardi di dollari. La necessità di fare cassa quindi è prioritaria per il gruppo e per i propri conti.

Due i gioielli in cima alla lista del Ceo di ML: la quota in Bloomberg appunto e il 49,8% detenuto nel fund manager BlackRock.

Proprio la cessione della partecipazione in BlackRock è al centro dei rumors di mercato, anche se per ora nulla è stato confermato. Una possibile vendita delle azioni detenute nel gestore vale circa 10 miliardi di dollari (oggi la società capitalizza 21 miliardi di dollari). La vendita però sarebbe ostacolata da una lock-up di 3 anni che andrebbe in scadenza solo il prossimo anno e richiederebbe l’approvazione del board di BlackRock presieduto da Laurence D. Fink

La cessione comunque sembra inevitabile e rientrerebbe nei piani del numero uno di ML, John Thain, (succeduto a Stanley O’Neal dopo lo scoppio della crisi subprime) che ha detto di voler rastrellare sul mercato 50 miliardi di dollari tramite la cessione di asset e titoli immobiliari.

Come succede in questi casi, però, ad essere venduti sono i pezzi migliori, quelli che hanno ancora un mercato e generano utili. Così per BlackRock, gruppo che nonostante il crollo dei listini ha visto la sua capitalizzazione scendere di soli 17 punti contro i 47 punti persi da ML, che macina utili a più non posso (in febbraio ha alzato il dividendo del 16%) ed è uno dei principali player al mondo nel risparmio gestito.

Stasera la società guidata da John Thain dovrebbe quasi sicuramente riportare una perdita netta nella presentazione dei dati trimestrali, perdita che verrà accompagnata da nuove svalutazioni per almeno 5 miliardi di dollari (secondo gli analisti di Citigroup Inc., Oppenheimer & Co. and Wachovia Corp).

Pochi dubbi per John Thain: vendere è la parolo d’ordine.

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