Investimenti, green bond: l’UE cambia il mercato

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di Redazione 27 Settembre 2021 | 15:31

Il recente annuncio dell’UE circa l’emissione del suo primo green bond, prevista per ottobre, è destinato a cambiare il mercato delle obbligazioni verdi: la mossa, se combinata con le emissioni dei singoli Stati membri, renderebbe l’Unione l’emittente di obbligazioni verdi più grande al mondo. Inoltre, sposta l’equilibrio del mercato, ora più incentrato sulle obbligazioni sovrane a discapito di quelle corporate”. A farlo notare è Douglas Farquhar, Client Portfolio Manager Green Bonds, NN Investment Partners, che di seguito spiega nel dettaglio la view.

La nuova obbligazione rappresenta la prima tranche di debito pubblico congiunto emesso dall’UE, pari a circa un terzo del Recovery Fund /Covid-19 da 800 miliardi di euro. In questo modo, l’UE mira a indirizzare il flusso di denaro verso azioni di contrasto ai danni economici provocati dalla pandemia e di sostegno sia alla transizione verso un’economia verde sia alla modernizzazione delle attività economiche, puntando a una Europa più verde, più digitale e più resiliente.

La maggior parte del Recovery Fund (672,5 miliardi di euro) finanzierà la Recovery and Resilience Facility (RRF), ai quali i paesi possono attingere per richiedere un mix di sovvenzioni e prestiti. Una volta approvato il piano dall’UE, il prefinanziamento può essere erogato. Il resto del fondo sarà assegnato al nuovo programma di sostegno alla coesione e ai territori in Europa (REACT-EU) per implementare misure di risposta alle crisi future e sostenere programmi UE esistenti.

Il lancio della nuova obbligazione è importante per il mercato dei green bond: in primo luogo come garanzia sulle modalità di utilizzo dei fondi da parte dei Paesi membri, poi perché contribuisce a modificare gli assetti del mercato delle obbligazioni verdi.

I piani di resilienza e recupero (RRP) presentati dagli stati membri dovevano destinare almeno il 37% agli investimenti per il clima e includere una valutazione dei criteri racchiusi nell’acronimo Do No Significant Harm (DNSH) – semplificando, ogni investimento non deve arrecare alcun danno all’ambiente.

Per esempio, il RRP dell’Italia include 12,1 miliardi di euro per l’efficienza energetica negli edifici residenziali e 32,1 miliardi di euro per la mobilità sostenibile, mentre i piani della Spagna includono 6,1 miliardi di euro per investire in tecnologie pulite, più 7,8 miliardi di euro per migliorare l’efficienza energetica degli edifici pubblici e privati.

Inoltre, l’annuncio della UE, renderà l’Europa la più grande emittente di obbligazioni verdi a livello globale con il segmento sovrano che registra una forte crescita all’interno del mercato delle obbligazioni verdi, alla luce del fatto che un certo numero di paesi membri ha emesso obbligazioni verdi sovrane proprie. Inoltre, se i paesi emettono obbligazioni a lunga scadenza, la sensibilità del mercato delle obbligazioni verdi all’aumento dei tassi di interesse potrebbe aumentare.

 

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