Asset allocation: il meglio e il peggio della liquidità

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di Redazione 28 Settembre 2021 | 15:02

Alcuni dicono che la liquidità sia l’opzione migliore, e potrebbe esser vero se si gestisce in maniera efficace il timing degli investimenti, ma nel lungo termine crediamo che sia per lo più da dimenticare. Questo perché il governo statunitense stampa costantemente più denaro, e l’aumento dell’offerta che ne risulta spinge al ribasso il valore del dollaro. Ecco di seguito la vie di A cura di Alger, società partner de La Française.

 

Nel 1928, una barretta di cioccolato Hershey da 50g costava circa 0,04 dollari, il che dava a chi possedeva una banconota da un dollaro un potere di acquisto di circa 25 barrette. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il suo prezzo è raddoppiato, raggiungendo gli 0,08 dollari. Negli anni Ottanta, uno snack costava circa 0,40, mentre oggi supera 1 dollaro, il che significa che la stessa banconota da un dollaro non permette di acquistare nemmeno una delle deliziose barrette di cioccolato Hershey.

Le basi dell’economia ci insegnano che l’aumento dell’offerta di beni spinge al ribasso i prezzi, a parità delle altre condizioni. La fornitura di liquidità negli States (M2) è cresciuta del 7% l’anno negli ultimi 60 anni. Tuttavia, dall’inizio della pandemia è cresciuta di oltre il 30%, circa 5.000 miliardi di dollari.

L’asset allocation di fronte a questo scenario

Di fronte a una crescita dell’offerta così forte, non consigliamo un’allocazione ampia sul contante. Preferiamo titoli che possano potenzialmente proteggere il potere d’acquisto nel lungo termine. Riteniamo che le azioni growth, meno suscettibili alla pressione dei rialzi dei costi di produzione, come i marketplace online di beni di consumo o servizi, ma anche i circuiti o gli elaboratori di pagamento, potranno perfino trarre beneficio da una politica dei prezzi più alta.

M2 è una misura di deposito monetario statunitense che include M1 (banconote e monete possedute dal pubblico non bancario, versamenti verificabili e traveler’s check) e i depositi di risparmio (inclusi conti deposito), piccoli conti time depositi sotto i 100.000 dollari e azioni in fondi comuni di investimento del mercato monetario al dettaglio.

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