Asset allocation: ecco come posizionarsi nell’ultimo trimestre del 2021

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di Redazione 30 Settembre 2021 | 10:02

“Dopo un’estate piuttosto tranquilla in Europa e negli Stati Uniti, sembra ragionevole pensare ad un autunno più movimentato, con diverse tematiche che saranno in grado di influenzare il comportamento degli investitori”. Ad affermarlo sono gli strategist di Kairos, che di seguito illustrano il loro outlook per il quarto trimestre sull’andamento delle principali asset class e sui più importanti trend d’investimento.

Negli ultimi due anni, il mercato americano ha avuto una notevole sovraperformance e crediamo che nei prossimi mesi si possa assistere ad un suo rallentamento, con altre aree geografiche che potrebbero invece emergere, come l’Europa.

I fattori più seguiti dai mercati, al momento, sono il tapering, su cui la Fed darà un messaggio entro la fine dell’anno, e l’inflazione, troppo alta per non considerarla tra le scelte d’investimento.

Sul fronte bond, vediamo da un lato il break-even inflation tedesco a dieci anni rompere il range degli ultimi sei anni e dall’altro l’85% dei bond-high yield hanno ora rendimenti reali negativi, al netto dell’inflazione. Questo lascia ben poca alternativa all’azionario su cui, seppur attrattivo, consigliamo un minimo di cautela visto un possibile incremento della volatilità e dinamiche di rotazioni settoriali”.

  1. Macro (di Alessandro Fugnoli – Strategist)

“Il ritorno nel quarto trimestre al forte ritmo della prima metà dell’anno dipenderà dal virus e dalle sue mutazioni. Per il momento, prevediamo una fine dell’anno in riaccelerazione sia dal lato dell’offerta sia da quello della domanda finale. Il quarto trimestre vedrà inoltre importanti decisioni sul fronte delle politiche fiscali e monetarie, in America (con il pacchetto fiscale e l’inizio del tapering da parte della Fed) e in Europa (con il Pepp, il Recovery Fund e i programmi nazionali). Per le materie prime, si profila un ulteriore rialzo per rame e alluminio e una stabilizzazione del petrolio. L’azionario, dal canto suo, dovrebbe mantenere un’impostazione di fondo positiva fino alla metà del 2022. I prossimi mesi lasceranno la possibilità di ribilanciare i portafogli, che da sbilanciati sull’azionario potranno tornare ad assumere gradualmente un profilo più equilibrato”.

  1. Bond (di Rocco Bove – Head of Fixed Income)

“A condizionare l’outlook dei mercati da qui a fine anno saranno quattro elementi: il ciclo economico, la pandemia, l’inflazione e le Banche Centrali. La Fed e la BCE si stanno infatti preparando al percorso di normalizzazione, che sarà costituito da una fase di tapering e da una fase successiva in cui verranno ritoccati i tassi. In questo contesto, per quanto riguarda il mercato obbligazionario, rimaniamo cauti su tutti gli strumenti tradizionali, con un sottopeso strutturale sulla duration, mentre nell’universo dei governativi continuiamo a preferire i titoli inflation-linked. Rimaniamo inoltre sovrapesati su tutto il mondo corporate spread, anche se le valutazioni iniziano ad essere molto piene e gli spazi di apprezzamento più limitati. Su questo comparto, rimaniamo comunque cautamente ottimisti, soprattutto sui segmenti high yield, convertibili e subordinati finanziari”.

  1. Focus ESG (di Riccardo Valeri – senior portfolio manager e gestore del fondo KIS ActivESG)

“Più dell’80% delle masse rimane gestito in Europa, anche se Stati Uniti e Resto del Mondo stanno crescendo velocemente cercando di recuperare il gap. Ci aspettiamo, quindi, che la crescita di attivi dei fondi sostenibili continui anche nei prossimi trimestri/anni e che investire responsabilmente diventi sempre più una prassi a livello globale”.

  1. Equity Europa (di Federico Trabucco – portfolio manager)

“In questo particolare momento storico, l’azionario europeo si conferma un’asset class attraente, grazie a tre principali fattori: la crescita economica, i tassi e il virus. Nel dettaglio, la crescita economica sta procedendo a passo sostenuto, anche se con rallentamenti temporanei legati agli effetti della pandemia ma con gli utili delle aziende che continuano a crescere. I tassi, che rimangono fermi, favoriscono i capitali di rischio e riducono le allocazioni alternative per gli investitori. Per quanto riguarda il virus, l’Europa sta gestendo bene le vaccinazioni e le riaperture e sembra messa meglio degli Stati Uniti e delle economie emergenti su questo fronte. Nel breve periodo, il rapporto tra rischio e potenziale rendimento rimane più bilanciato. Per poter proseguire il trend positivo di quest’anno dovremo attraversare la reporting season, le elezioni tedesche e il prossimo meeting della Fed”.

  1. Equity Italia (di Massimo Trabattoni – Head of Italian Equity)

“I recenti e positivi dati sulla produzione industriale, il GDP e il PMI dell’Italia e la conferma, da parte delle società, che la domanda rimane resiliente fanno ben sperare per un’accelerazione trimestre su trimestre delle attività economiche. Tutto questo si riflette in valutazioni piuttosto elevate in confronto alla media storica con l’abituale sconto-Italia. Questo contesto ci rende cauti ed estremamente selettivi nel breve-medio termine, mentre rimaniamo molto più costruttivi nel medio-lungo termine, man mano che gli investimenti del PNRR e le riforme strutturali promesse dal Governo Draghi cominceranno ad avere l’effetto positivo previsto. Ricerchiamo opportunità all’interno di industrie dove la crescita dipende da fattori endogeni (relativi ad investimenti e consumi domestici) e non da trend più globali”.

  1. Focus Alternatives (di Mario Unali – portfolio manager)

“Per il quarto trimestre, le opportunità per gli investimenti alternativi ci appaiono di grande interesse da un punto di vista tattico ed opportunistico, soprattutto per fronteggiare una piccola rotazione nel posizionamento degli investitori, che potrebbe causare un aumento della volatilità. Da un punto di vista tematico, vedremo un ulteriore aumento del focus su sostenibilità, cambiamento climatico e transizione energetica, con i titoli legati a materie prime, trasporti, energia e infrastrutture che offriranno opportunità rialziste e ribassiste in base alla capacità di adattamento di queste aziende ad un nuovo mondo dominato da logiche non solo finanziarie. Quanto al reddito fisso, l’approccio Macro offre un’importante soluzione di investimento”.

  1. Asset Allocation (di Pio Benetti – Head of Discretionary Mandates)

“E’ lecito attendersi un fisiologico rallentamento della crescita economica, dopo il grande recupero a V del periodo precedente. Se a ciò si associa la risalita costante delle attese d’inflazione, si ottiene il ritratto perfetto della stagflazione. Tuttavia, gli effetti negativi derivanti dall’interruzione delle filiere di produzione globali dovrebbero gradualmente diminuire, così come il peggio della crescita dei prezzi dovrebbe essere alle spalle. Questa profonda incertezza non manca di riflettersi sui valori di mercato: ad esempio sulla forbice che si è creata tra gli spread di rendimento delle obbligazioni societarie, tornati ai minimi di fine 2019, e la volatilità implicita sui mercati azionari, ancora lontana dai valori pre-pandemia”.

 

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