Mercati: indici Pmi Usa sotto i riflettori

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di Redazione 5 Ottobre 2021 | 09:02

Attenzione ai PMI USA dei servizi e composito di settembre in uscita oggi alle 14:30. Entrambi visti in ulteriore flessione dopo i dati di agosto. Gli indici, come noto, segnalano la capacità di acquisizione di beni e servizi, tenendo conto di nuovi ordini, produzione, occupazione, consegne e scorte.

Per calcolare il PMI, l’ISM contatta i responsabili degli acquisti di oltre 300 società del settore manifatturiero di ogni dimensione, situate in molti Paesi diversi: ai manager viene chiesto se pensano che l’andamento e le condizioni economiche dell’industria siano migliorati o peggiorati, oppure siano rimasti invariati rispetto al mese precedente.

Il segnale è chiaro: la flessione delle aspettative segnala una contrazione dell’attività produttiva. I motivi sono diversi e passano dalla scarsità di materie prime che ne ha fatto aumentare i prezzi (fra tutti l’energia), alla ripresa economica la cui spinta iniziale in uscita dalla pandemia è stata sottovalutata.

Fatto sta, che ora la situazione è quella che vede le banche centrali iniziare (chi prima, chi dopo), la riduzione degli stimoli monetari ultra espansivi, per consentire al sistema di poter planare verso un Pil vicino al potenziale di crescita (2-2,5%). Preferibilmente riducendo la disoccupazione (FED) o non facendo crescere troppo i prezzi (BCE).

Se però negli USA le decisioni di politica monetaria e fiscale sono sostanzialmente note, l’orientamento di quelle Europee potrebbe cambiare in funzione dei mutamenti dei governi di Germania e Francia: i liberali tedeschi, non sono mai stati troppo teneri con i paesi del Sud Europa. Vedremo.

Nell’incertezza, la cosa certa è che i trattati Europei, che non sono un dogma, possono e devono essere cambiati, se l’Europa non vuole implodere su se stessa. Prendendo a prestito le parole di S. Hawking (che non si occupava di finanza, ma di fisica): l’area dell’orizzonte degli eventi (la crisi) può solo ingrandirsi e oltre un certo punto non si riesce più a sfuggire all’abbraccio gravitazionale del buco nero (il default). Siamo confidenti che tutta l’energia disponibile sarà convogliata nel motore della ripresa e vedremo allontanarsi l’orizzonte degli eventi.

A cura di Antonio Tognoli, Head of Research di Integrae Sim

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