Mercati, commodity: i prezzi resteranno in tensione ancora a lungo

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di Redazione 6 Ottobre 2021 | 10:02

“Nonostante diversi fattori alimentino pressioni al ribasso, i prezzi della maggior parte delle materie prime sono ben sostenuti, grazie a mercati fisici tesi. La scarsità di offerta resta infatti un problema significativo in molte filiere. La mano invisibile del mercato riuscirà gradualmente a ripristinare l’equilibrio, poiché le elevate quotazioni stanno sollecitando una risposta sul fronte dell’offerta, mentre l’erosione della domanda e i progressi tecnologici potrebbero frenare i consumi di alcune materie prime. Tuttavia, questi processi di adeguamento richiederanno tempo e dovremmo prepararci a quotazioni delle materie prime che si mantengano su livelli superiori alla media a cinque anni per un periodo prolungato“. L’avvertimento arriva da Daniela Corsini, senior economist Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, che di seguito dettaglia l’outlook.

Previsioni per l’universo delle materie prime

Petrolio. Il mercato mondiale del petrolio dovrebbe attestarsi a un livello vicino all’equilibrio nel 4° trimestre 2021 e nel 1° trimestre 2022, per poi tornare in surplus nel 2022. Tuttavia, restiamo cautamente positivi sulle quotazioni, e ci attendiamo un moderato potenziale di crescita per il petrolio Brent, a fronte di uno scenario macroeconomico ancora favorevole: la domanda sarà sostenuta dal ritorno della crescita economica mondiale a livelli pre-crisi e dalla progressiva ripresa di scambi commerciali e viaggi.

Mercati energetici. In Europa, i prezzi dell’energia dovrebbero rimanere elevati sia nel 4° trimestre 2021 che nel 2022, a fronte di un aumento del prezzo dei diritti di emissione e di costi eccezionalmente elevati degli input produttivi, in particolar modo gas naturale e carbone. Inoltre, depositi di gas notevolmente più vuoti rispetto alla media stagionale destano dubbi sulla stabilità del sistema nell’eventualità di un inverno freddo, che amplificherebbe la domanda di gas per riscaldamento.

Metalli preziosi. Nei mesi scorsi i prezzi dei metalli preziosi hanno registrato una diminuzione, dovuta al rafforzamento del dollaro americano e alle aspettative di un imminente tapering da parte della Federal Reserve. Nei prossimi mesi, l’adozione di politiche monetarie più restrittive negli Stati Uniti e in Europa potrebbe erodere ulteriormente il supporto per oro e argento.

Metalli industriali. Nel nostro scenario di base, il recente peggioramento del contesto economico globale dovrebbe avere natura transitoria e la crescita dovrebbe consolidarsi. Per questo motivo, manteniamo stabile la maggior parte delle nostre previsioni a lungo termine sui metalli industriali. Tenendo conto dell’attesa crescita della domanda nei principali settori di applicazione e dei vincoli che gravano sulla crescita dell’offerta, i metalli non ferrosi dovrebbero sovraperformare ferro e acciaio.

Merci agricole. I prezzi della maggior parte delle merci agricole dovrebbero diminuire nei prossimi mesi, a fronte di mercati progressivamente meno tesi. Tuttavia, i timori legati alle condizioni meteorologiche restano in primo piano e potrebbero alimentare volatilità a causa di più gravi e meno prevedibili impatto di cambiamento climatico e riscaldamento globale sul settore agroalimentare.

 

 

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