Investimenti, attenzione: 2 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu su 3 a rischio

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di Redazione 11 Ottobre 2021 | 15:02

M&G Investments ha presentato i risultati del suo ultimo rapporto “The SDG Reckoning”: secondo la ricerca, soltanto sei dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite sono sulla buona strada per essere raggiunti entro il traguardo del 2030.

Lanciati nel 2015, i Sustainable Development Goals o SDGs dell’ONU sono un’esortazione ad agire in modo condiviso contro la povertà e a favore della pace, prosperità e salvaguardia del pianeta. L’analisi di M&G mostra che i progressi compiuti a livello di circa il 65% degli Obiettivi non sono sufficienti a realizzare una società più inclusiva, prospera e che protegga la natura grazie a un’economia circolare e rigenerativa entro la scadenza prefissata.

Nella seconda edizione del rapporto, i 17 goals sotto la lente di M&G sono considerati sia da un punto di vista generale, che in base alla loro relazione con gli investimenti a impatto. In particolare, i progressi realizzati sono valutati in una scala da 1 a 10 per stabilire se il mondo ha cominciato a mantenere le promesse di una ripresa sostenibile in seguito alla pandemia da Covid-19. Rispetto alla prima classifica stilata lo scorso anno, il rapporto non si limita a evidenziare gli obiettivi che necessitano di investimenti più urgenti, ma suggerisce anche la forma che questi finanziamenti potrebbero assumere con il supporto di una gestione attiva.

Cinque le principali conclusioni:

  • Il punteggio medio di avanzamento dei 17 Obiettivi per il 2020 è pari a 4,1 su 10, invariato rispetto al 2019, con 9 SDG rimasti praticamente fermi dallo scorso anno.
  • Quattro obiettivi, di cui tre sociali, registrano un peggioramento significativo: SDG 1 (Sconfiggere la povertà), SDG 8 (Lavoro dignitoso e crescita economica) e SDG 10 (Ridurre le disuguaglianze).
  • Quattro obiettivi rilevano un miglioramento: SDG 6 (Acqua pulita e servizi igienico-sanitari), SDG 9 (Imprese, innovazione e infrastrutture), SDG 11 (Città e comunità sostenibili) e SDG 13 (Lotta contro il cambiamento climatico).
  • Malgrado un’evoluzione marginale, l’SDG 13 (Lotta contro il cambiamento climatico) ottiene un punteggio di appena 3 su 10 sulla scala che misura il progresso degli obiettivi di M&G. Eventi rilevanti, come le discussioni sul clima di COP26 in programma il prossimo novembre, costituiscono un test cruciale per misurare l’efficacia delle partnership per lo sviluppo sostenibile.
  • La corsa verso il traguardo degli SDG 14 (La vita sott’acqua) e 15 (La vita sulla terra) – due obiettivi strettamente legati alla lotta contro la perdita di biodiversità – evidenzia un ritardo allarmante. Alla vigilia del vertice COP15 sulla biodiversità, i policymaker devono adottare un approccio iterativo per fissare traguardi di breve termine ambiziosi e al tempo stesso realizzabili.

Ben Constable-Maxwell, Head of Impact Investing di M&G, ha commentato: “Il raggiungimento degli SDG è una responsabilità collettiva nella quale governi, imprese, organizzazioni non governative, investitori e cittadini giocano tutti un ruolo essenziale. Un approccio tempestivo e collaborativo sarà cruciale per realizzare i passi avanti necessari nelle aree chiave. È una sfida ardua, ma non impossibile se si agisce subito”.

“La nostra analisi mostra che c’è ancora molto da fare a livello mondiale per raggiungere i 17 Obiettivi delle Nazioni Unite. Questo sforzo collettivo deve riguardare trasversalmente gli aspetti sociali degli SDG, ma soprattutto ambiti quali la riduzione della povertà, il lavoro dignitoso e un’istruzione di qualità, dove i progressi sono rallentati durante la pandemia. Gli investimenti sostenibili svolgono un ruolo cruciale nel dirigere il capitale verso imprese ad ‘alto beneficio sociale’. Spingendoci oltre, gli investimenti a impatto possono fare da apripista finanziando aziende impegnate nella ricerca di soluzioni innovative alle grandi sfide mondiali e contribuendo al miglioramento della misurazione e rendicontazione dei risultati extra-finanziari. Dobbiamo aumentare la pressione sia sulle imprese, affinché dichiarino i loro impatti nel mondo reale, sia sugli investitori perché adottino approcci orientati all’impatto”.

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